{"id":90167,"date":"2010-05-24T19:18:46","date_gmt":"2010-05-24T17:18:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=90167"},"modified":"2010-05-24T19:35:53","modified_gmt":"2010-05-24T17:35:53","slug":"strage-di-nassirya-nessun-colpevole-tra-i-comandanti-del-quartier-generale-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/05\/strage-di-nassirya-nessun-colpevole-tra-i-comandanti-del-quartier-generale-italiano\/","title":{"rendered":"Strage di Nassirya, nessun colpevole tra i comandanti del quartier generale italiano"},"content":{"rendered":"<p><strong>Finale L.<\/strong> Terza assoluzione per la strage di Nassiriya, nella quale ha perso la vita anche il maresciallo finalese Daniele Ghione. Il tribunale militare di Roma ha infatti assolto \u201cperch\u00e9 il fatto non costituisce reato\u201d il colonnello dei carabinieri Georg Di Pauli, accusato di non aver adottato tutte le misure di sicurezza necessarie alla difesa di Base Maestrale, il quartier generale dell\u2019Arma devastato dall\u2019attentato suicida del 12 novembre 2003, nel quale morirono 19 italiani (12 carabinieri, cinque militari dell\u2019Esercito e due civili). Gli altri due imputati, i generali dell\u2019Esercito Vincenzo Lops e Bruno Stano, erano stati gi\u00e0 processati ed assolti. Nei loro confronti \u00e8 pendente la Cassazione.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_520\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_520\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Nel maggio 2007 la procura militare di Roma chiese il rinvio a giudizio dei tre ufficiali per \u201comissione di provvedimenti per la difesa militare\u201d, un reato previsto dal codice penale militare di guerra. Il gup ha per\u00f2 deciso di procedere per il diverso reato di \u201cdistruzione colposa di opere militari\u201d previsto dal codice penale militare di pace. Lops e Stano, i due generali che si erano avvicendati al comando del contingente italiano a Nassiriya, hanno scelto di essere processati con il giudizio abbreviato: il gup ha assolto Lops e condannato Stano a due anni, ma il generale \u00e8 stato poi assolto in appello.<\/p>\n<p>\u201cSono molto soddisfatto\u201d, ha commentato l\u2019avvocato di Di Pauli. Il pm aveva chiesto due anni di reclusione. I tre ufficiali erano accusati di non aver provveduto, \u201ccon specifiche disposizioni operative, ai mezzi necessari alla difesa\u201d di base Maestrale. In particolare avrebbero agito con \u201cimprudenza \u2013 si legge nel capo di imputazione \u2013 riguardo alla valutazione del livello di rischio connesso alla minaccia concretamente esistente, in quel contesto, di attacchi armati contro le forze del contingente italiano da attuare mediante mezzi mobili carichi di esplosivo\u201d. E con \u201cnegligenza riguardo alla necessit\u00e0 di innalzare le misure di protezione passiva, in modo da adeguarle alle notizie, sempre pi\u00f9 crescenti, dettagliate e diffuse, di un rischio concreto di attentati\u201d. Gli imputati hanno per\u00f2 sempre rivendicato la correttezza del loro operato, sottolineando che tutto ci\u00f2 che si poteva fare era stato fatto e che nessuna minaccia \u00e8 stata sottovalutata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Finale L. Terza assoluzione per la strage di Nassiriya, nella quale ha perso la vita anche il maresciallo finalese Daniele Ghione. 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