{"id":88799,"date":"2010-05-09T11:17:13","date_gmt":"2010-05-09T09:17:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=88799"},"modified":"2010-05-10T00:46:47","modified_gmt":"2010-05-09T22:46:47","slug":"il-golosastro-incontra-lasparago","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/05\/il-golosastro-incontra-lasparago\/","title":{"rendered":"Il Golosastro incontra l&#8217;asparago"},"content":{"rendered":"<p>Carissimi, come da consiglio di Mauro Sandri, eccoci qua a parlare di alcuni prodotti della nostra terra, perle uniche della produzione ligure ed esclusive del nostro territorio:<br>\nApprezzati gi\u00e0 nell\u2019antico Egitto, gli asparagi erano noti anche ai greci e ai romani e Catone nel 200 a.C. ne descrisse la coltivazione, molto simile a quella odierna. L\u2019asparago ha sempre fatto parte della cucina italiana, e quello di Albenga ha sempre avuto molti estimatori: si racconta che nei palazzi di Roma, gi\u00e0 nell\u2019Ottocento, fosse una costante nei men\u00f9 dei ricevimenti importanti.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_987\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_987\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Inconfondibile, per i turioni grossi e il colore viola intenso che gradatamente sfuma scendendo verso la base, l\u2019asparago violetto d\u2019Albenga \u00e8 una variet\u00e0 unica al mondo, portata avanti generazione dopo generazione dai coltivatori della piana. Frutto di una coltivazione assolutamente manuale, il suo periodo di raccolta avviene da met\u00e0 marzo ai primi di giugno.<br>\nPrivo della caratteristica fibrosit\u00e0 propria degli altre tipologie di asparagi, risulta molto morbido ed \u00e8 ottimo lessato, magari in pinzimonio con solo olio extravergine di olive taggiasche. In asparagiaie di almeno cinque anni, all\u2019inizio del periodo produttivo sono individuate le piante (10-20 per 1000 metri quadrati) che producono i turioni con le caratteristiche desiderate: calibro grosso,  e colore viola intenso. Le piante selezionate, di cui alcune sono femminili e altre maschili, e che fioriscono in un periodo anticipato rispetto a quelle da cui i turioni vengono raccolti, si intercrociano a opera di insetti impollinatori.<\/p>\n<p>In molti negozi in Italia viene venduto un tipo di asparago viola, a volte non originario nemmeno dell\u2019Italia, ma piuttosto spagnolo. L\u2019asparago violetto di Albenga \u00e8 tutelato come presidio di Slow Food e potrebbe ottenere la denominazione Igp.<\/p>\n<p>La patata quarantina fino agli anni Cinquanta era la patata pi\u00f9 diffusa nell\u2019entroterra genovese e sui monti dietro al Tigullio; in seguito venne sostituita da variet\u00e0 olandesi, canadesi e francesi pi\u00f9 produttive, rischiando di estinguersi.:Un attivo consorzio di tutela ha riportato in auge questo delizioso tubero.<br>\nLa patata quarantina bianca \u00e8 la pi\u00f9 famosa tra le patate tradizionali della montagna genovese. Coltivata in tutto l\u2019entroterra di Genova e del Tigullio, era nota con diversi nomi locali, come bianca o, pi\u00f9 diffusamente, quarantina.<\/p>\n<p>Le testimonianze sulla sua origine rimandano agli anni Ottanta dell\u2019Ottocento, ma le sue caratteristiche corrispondono a quelle di una variet\u00e0 conosciuta gi\u00e0 a fine Settecento, quando inizi\u00f2 la coltivazione della patata in Liguria. Malgrado il nome (quarantina ricorda il ciclo breve), \u00e8 una variet\u00e0 semiprecoce, di media conservabilit\u00e0, adatta ai terreni sabbiosi di montagna; i tuberi sono tondeggianti e irregolari, con gemme medio-profonde; il colore della buccia \u00e8 chiaro; la pasta \u00e8 bianca e di tessitura fine e compatta. Di sapore eccellente, \u00e8 adatta per tutti gli usi di cucina, ottima per fare gli gnocchi (basta l\u2019aggiunta del 25% di farina), oppure unita con lo stoccafisso in umido o con le trenette al pesto.<br>\nLa quarantina gialla \u00e8 simile alla bianca, da questa si distingue per la pasta, le gemme pi\u00f9 profonde e di solito prive della sfumatura rosa caratteristica della bianca. \u00c8 nota sulle montagne del Genovesato e del Savonese almeno dalla fine dell\u2019Ottocento, dove talvolta era chiamata anche francese.<br>\nAlla prossima puntata per altre leccornie della nostra terra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi, come da consiglio di Mauro Sandri, eccoci qua a parlare di alcuni prodotti della nostra terra, perle uniche della produzione ligure ed esclusive del nostro territorio: Apprezzati gi\u00e0 nell\u2019antico Egitto, gli asparagi erano noti anche ai greci e ai romani e Catone nel 200 a.C. ne descrisse la coltivazione, molto simile a quella odierna. 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