{"id":86653,"date":"2010-04-12T18:01:14","date_gmt":"2010-04-12T16:01:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=86653"},"modified":"2010-04-13T12:02:37","modified_gmt":"2010-04-13T10:02:37","slug":"omicidio-volontario-per-i-flli-oddon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/04\/omicidio-volontario-per-i-flli-oddon\/","title":{"rendered":"Morte sul lavoro a Bardineto, accusa di omicidio volontario per i fratelli Oddone"},"content":{"rendered":"<p><strong>Bardineto. <\/strong>Omicidio volontario. E\u2019 questa la grave contestazione mossa a quattro persone nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta sulla tragica morte di Gheorge Wladut Asavei, il ventottenne romeno morto in seguito alle ferite riportate nell\u2019infortunio sul lavoro avvenuto il 27 agosto scorso nell\u2019azienda agrituristica \u201cFratelli Oddone\u201d di Bardineto.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_305\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_305\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">A ricevere, nella giornata odierna, la notifica di conclusione delle indagini preliminari dalla Procura della Repubblica di Savona, con la grave contestazione, sono quattro persone. Si tratta dei titolari dell\u2019agriturismo i fratelli Angelo, Emilio e Maria Nadia Oddone e della convivente di uno dei fratelli, Giuseppina Ferrari. Ai quattro viene quindi contestato, in concorso, il dolo nell\u2019omicidio. Inizialmente l\u2019accusa a loro carico era per omicidio colposo ma ora la loro posizione peggiora.<\/p>\n<p>L\u2019indagine \u00e8 partita in seguito all\u2019incidente sul lavoro nel quale Asavi ha tragicamente perso la vita mentre stava lavorando in un terreno agricolo dell\u2019azienda, con un trattore, insiemo al collega bosniaco Dragan Novakovic, rimasto solo ferito. L\u2019operaio bosniaco, in principio, era anche stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di favoreggiamento.<\/p>\n<p>Ai fratelli Oddone e alla compagna di uno di loro viene contestata, oltre a quella di omicidio volontario, anche l\u2019accusa di lesioni a carico di Novakovic. Fin dalle ore immediatamente successive all\u2019incidente per gli inquirenti non era stato facile ricostruire l\u2019esatta dinamica dell\u2019episodio: i punti oscuri erano molti tanto che la Procura procura aveva disposto il sequestro anche del ristorante e dell\u2019intera struttura ricettiva dell\u2019agriturismo della famiglia Oddone, compreso il trattore che, secondo quanto ricostruito, sarebbe il mezzo che stavano utilizzando i due operai quando avvenne la tragedia.<\/p>\n<p>L\u2019altro punto poco chiaro erano poi le versioni sull\u2019incidente e sui successivi soccorsi prestati ai feriti fornite dai titolari dell\u2019azienda e da Novakovic: i racconti erano infatti discordanti. I due operai, che erano impiegati con un regolare contratto di lavoro, sarebbero stati travolti e schiacciati proprio dal mezzo agricolo che stavano utilizzando.<\/p>\n<p>In questi mesi comunque gli inquirenti non hanno mai smesso di cercare di fare piena luce sull\u2019accaduto e, sulla base dei risultati della consulenza medico legale sulla vittima e di altre perizie, accertamenti e consulenze, hanno quindi ipotizzato per i quattro l\u2019accusa di omicidio volontario.<\/p>\n<p>Secondo quanto trapelato, visto che il riserbo sulla vicenda \u00e8 massimo, i risultati dell\u2019indagine sembrerebbero confermare che le modalit\u00e0 e i ritardi nei soccorsi possano aver in qualche misura influito sulla drammatica fine del giovane taglialegna romeno. In particolare ai fratelli Oddone e all\u2019altra indagata verrebbe contestato il fatto di aver trasportato i feriti in ospedale a bordo delle loro autovetture, anzich\u00e9 allertare il 118, e di aver fornito delle versioni dell\u2019incidente poco chiare.<\/p>\n<p>Fattori che potrebbero confermare che i soccorsi ai due sono stati prestati in ritardo anche a causa delle modalit\u00e0 di trasporto sbagliate. Gli Oddone, dopo aver ritrattato la prima versione fornita agli inquirenti (inizialmente avevano sostenuto che gli operai si erano feriti in luoghi e momenti diversi), avevano comunque giustificato le loro azioni.<\/p>\n<p>Secondo quanto riferito dai titolari dell\u2019azienda il 118 non era stato allertato per accelerare i soccorsi visto che la zona dove \u00e8 accaduto il fatto \u00e8 a sette chilometri di distanza dall\u2019agriturismo e vi si accede solamente con dei mezzi fuoristrada e non ci sarebbe stato lo spazio per l\u2019atterraggio di elicotteri. Inoltre, sempre stando alle dichiarazioni che avevano reso gli Oddone i due operai, seppur feriti, erano coscienti e parlavano e si erano detti d\u2019accordo per venire trasportati in ospedale con le auto. Una versione che evidentemente non ha convinto del tutto i magistrati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bardineto. Omicidio volontario. E\u2019 questa la grave contestazione mossa a quattro persone nell\u2019ambito dell\u2019inchiesta sulla tragica morte di Gheorge Wladut Asavei, il ventottenne romeno morto in seguito alle ferite riportate nell\u2019infortunio sul lavoro avvenuto il 27 agosto scorso nell\u2019azienda agrituristica \u201cFratelli Oddone\u201d di Bardineto. 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