{"id":86305,"date":"2010-04-08T09:28:44","date_gmt":"2010-04-08T07:28:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=86305"},"modified":"2010-04-08T09:28:44","modified_gmt":"2010-04-08T07:28:44","slug":"la-crisi-colpisce-anche-gli-informatori-scientifici-del-farmaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/04\/la-crisi-colpisce-anche-gli-informatori-scientifici-del-farmaco\/","title":{"rendered":"La crisi colpisce anche gli Informatori Scientifici del Farmaco"},"content":{"rendered":"<p>Il sapere non conosce limite, cos\u00ec come l\u2019ignoranza, e sino ad oggi il termine ammaliatore che uno dei lettori di un quotidiano attribuisce alla figura dell\u2019Isf mi era ignoto e tutt\u2019al pi\u00f9 lo associavo alle Sirene di Ulisse. Certo che in quasi 35 anni di professione avevo collezionato dai pazienti, o meglio da un certo tipo di pazienti, la dicitura di rappresentante, piazzista, venditore, viaggiatore, commesso, dimostratore, e se qualcuno dei pazienti mi diceva \u201cdottore, lei \u00e8 un informatore scientifico?\u201d potevo star certo che si trattava di un parente o di un amico di qualche mio collega.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_677\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_677\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Io e tanti altri abbiamo sempre rispettato il malato che era accanto a noi nello studio medico, perch\u00e8 il rapporto comunicazionale con il medico, con l\u2019infermiere, con il paziente era dato dalla nostra faccia, dalla nostra educazione, dalla nostra professionalit\u00e0 che ci qualificava oppure no. La legge prevede il nostro lavoro come dipendenti delle industrie farmaceutiche, con delle prerogative per accedervi (laurea o disposizioni al merito), con un codice deontologico formulato da Farmindustria, ma con una funzione sociale di informazione e di monitoraggio (anche negativo-segnalazione eventi avversi) sui farmaci utile al Medico e al Paziente. E anche fra noi ISF ci sono coloro che, collusi con medici, farmacisti e pubblici amministratori si comportano in modo disonesto e penalmente perseguibile, configurando il reato di comparaggio o di truffa ai danni del S.S.N., essi non sono che le \u201cmele marce\u201d, come dice il nostro Premier di una categoria che conta migliaia di lavoratori (non si sa fino a quando) e che va in cronaca soltanto in occasione degli scandali.<\/p>\n<p>Noi ISF onesti, e siamo tanti, abbiamo dovuto combattere per anni con una opinione pubblica che imputava a noi le azioni delle aziende farmaceutiche dalle quali eravamo dipendenti anche quando non eravamo coinvolti, un po\u2019 come imputare ai lavoratori Fiat le scelte aziendali. Abbiamo dovuto faticare per dimostrare con la nostra etica professionale che noi eravamo dipendenti (cos\u00ec come recita la legge) della Direzione Medica e non della direzione commerciale ed abbiamo dovuto dimostrare alle aziende dalle quali eravamo dipendenti che il ritorno commerciale per esse si poteva ottenere anche con una informazione corretta, apprezzata dal medico e utile al paziente. Abbiamo chiesto per anni attraverso le associazioni di categoria l\u2019istituzione di un Albo degli ISF, non un Ordine professionale in quanto molti colleghi Farmacisti, Biologi etc, erano gi\u00e0 iscritti ai loro Ordini professionali, ma inutilmente. Oggi siamo additati come una categoria di disonesti affabulatori nella quale io e tanti altri non ci identifichiamo.<\/p>\n<p>Un noto uomo politico,in occasione della diatriba sulla RU486, ha definito il Direttore dell\u2019AIFA (del Ministero  della Salute) quale \u201cun piazzista di farmaci\u201d. Al T.G. si \u00e8 parlato dell\u2019Aifa che quindi il pubblico avr\u00e0 recepito come una nuova azienda farmaceutica. Forse il pubblico non sa che, a prescindere dal decretare l\u2019immissione in commercio dei farmaci, il Direttore dell\u2019Aifa ed i suoi collaboratori vigilano sulla nostra salute, anche per esempio decidendo il ritiro dal commercio di farmaci come molti \u201cgenerici\u201d nei quali non ha riscontrato attivit\u00e0 terapeutica (come \u00e8 avvenuto ultimamente) ma nei quali il paziente, spinto dal costo e dal Ministero della Salute, crede ciecamente. Quale paziente ha una informazione corretta e facilmente comprensibile sul concetto di biodisponibilit\u00e0 dei farmaci \u201cgenerici\u201d? E quanti pazienti hanno dovuto testare su loro stessi l\u2019inutilit\u00e0 terapeutica di un \u201cgenerico\u201d somministrato dal medico e spesso sostituito dal farmacista?<\/p>\n<p>Ho lavorato per anni nel campo della ginecologia come ISF-Specialist, in tempi nei quali la contraccezione (non quella del giorno dopo) era avversata per motivi religiosi, o per falsi miti negativi, l\u2019informazione contraccettiva e quella sulle malattie a trasmissibilit\u00e0 sessuale era agli albori nei consultori e tab\u00f9 nella scuola e l\u2019aborto (non si chiamava ancora i.v.g.) era non ultima ratio ma usato come metodo contraccettivo. Ancor oggi la disinformazione contraccettiva non chiarisce alle donne che la \u201cpillola del giorno dopo\u201d \u00e8 un aborto chimico a differenza della \u201cpillola\u201d che previene il concepimento. Ed ancor oggi si parla di aborto, chirurgico o chimico, favorevoli e contrari, piuttosto che di una sessualit\u00e0 responsabile sul piano pratico ed affettivo e di una contraccezione consapevole e sicura.<\/p>\n<p>Se il Ministero della salute facesse una campagna capillare come ha fatto per favorire l\u2019uso dei farmaci \u201cgenerici\u201d improntata su una sessualit\u00e0 non svilita e su una contraccezione non \u201cfai da te\u201d forse sarebbe un gran bene per le donne, gli uomini e le Famiglie italiane. Prevenire non \u00e8 forse meglio che curare? Per questo, e non solo per guadagnarmi lo stipendio, uscivo di casa al mattino, perch\u00e8 \u201cquando un bimbo \u00e8 voluto si \u00e8 felici in tre\u201d e se nel mio piccolo ho evitato anche un solo aborto, ne sono felice.<\/p>\n<p>Coloro che ci giudicano cos\u00ec male siano felici perch\u00e8 entro il 2010 oltre 12000 ISF, per lo pi\u00f9 con una laurea inutile, perderanno il posto di lavoro, vittime di aziende che hanno sfruttato gli ammortizzatori sociali o che li hanno parcheggiati in altre aziende, scatole vuote destinate a licenziare. Dodicimila ISF significa 12000 famiglie delle quali nessuno si cura, perch\u00e8 non abbiamo gru su cui salire in giacca e cravatta (la nostra tuta), n\u00e8 autostrade o binari da bloccare, siamo sparpagliati in tutta Italia e non andiamo in cronaca, non facciamo notizia, ce ne andiamo, o meglio ci cacciano, in silenzio, in punta di piedi.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Giuseppe Pavone<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sapere non conosce limite, cos\u00ec come l\u2019ignoranza, e sino ad oggi il termine ammaliatore che uno dei lettori di un quotidiano attribuisce alla figura dell\u2019Isf mi era ignoto e tutt\u2019al pi\u00f9 lo associavo alle Sirene di Ulisse. 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