{"id":86296,"date":"2010-04-08T08:03:51","date_gmt":"2010-04-08T06:03:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=86296"},"modified":"2010-04-08T15:54:01","modified_gmt":"2010-04-08T13:54:01","slug":"il-golosastro-facciamo-conoscere-ai-turisti-i-veri-sapori-della-nostra-cucina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/04\/il-golosastro-facciamo-conoscere-ai-turisti-i-veri-sapori-della-nostra-cucina\/","title":{"rendered":"Il Golosastro: &#8220;facciamo conoscere ai turisti i Veri sapori della nostra cucina&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Carissimi Golosastri,\u00a0\u00e8 tempo di guardare alla stagione estiva che si sta appropinquando; certo di sempre maggiori letture da parte di chi si sta organizzando le vacanze in Liguria via internet (quindi- mi si passi la sottile critica- tanta fortuna! Visti i siti turistici delle varie destinazioni turistiche quantomeno obsoleti) o solo di chi si vuole un po\u2019 informare su cosa potr\u00e0 vedere e degustare, questo articolo parler\u00e0 di due\u00a0prodotti regional-popolari.<br>\nUn\u2019occasione per far conoscere meglio queste due eccellenze, ahim\u00e8 troppe volte non correttamente\u00a0presentate e a rischio \u201ctarocco\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_687\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_687\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Iniziamo con la farinata: diverse leggende riguardo la  sua \u201cnascita\u201d; la pi\u00f9 suggestiva racconta che la farinata sia nata per puro caso e soprattutto per necessit\u00e0, nel 1284, quando Genova pieg\u00f2 Pisa nella famosa battaglia della Meloria. Le galee genovesi, al ritorno, si trovarono coinvolte in una tempesta. Nella baraonda alcuni barilotti d\u2019olio e sacchi di ceci si rovesciarono, impastandosi insieme all\u2019acqua salata. Siccome le provviste erano limitate e non c\u2019era granch\u00e9 da scegliere, si recuper\u00f2 tutto ci\u00f2 che si poteva. Ai marinai vennero date scodelle contenenti la \u201cpappetta\u201d di ceci e olio che si era formata durante la tempesta in mare.<\/p>\n<p>La farinata nacque proprio nel tentativo di rendere pi\u00f9 mangiabile questo impasto: alcune scodelle vennero lasciate al sole, che asciug\u00f2 il composto in una specie di frittella. Rientrati a terra i genovesi pensarono di migliorare la scoperta improvvisata, cuocendo la pappa in forno. Il risultato piacque e, per scherno ai pisani sconfitti, fu chiamato l\u2019oro di Pisa. Elementi storici, comunque, fanno ricondurre la creazione della farinata gi\u00e0 ad epoca romana, infatti l\u2019aspetto richiama le polentine (pultes dei Latini). Le truppe che occupavano Genova, quando la farina di grano era un lusso, per sfamarsi con poca spesa e con molta rapidit\u00e0 avrebbero infornato una miscela d\u2019acqua e farina di ceci, prodotto povero ma nutriente. Dal capoluogo ligure, dove nacque duemila anni fa, la farinata fu esportata in tutte le zone limitrofe. Solo farina di ceci, acqua, sale e olio extravergine d\u2019oliva: pochi e semplici ingredienti per un piatto gustoso servito ancora oggi nei caruggi di genova negli storici \u201cFarinotti\u201d o offerto nelle \u201cFarinate\u201d savonesi dove si pu\u00f2 assaggiare anche la farinata bianca (con farina di grano) detta in dialetto turtelassu e con vari gusti (rosmarino, salsiccia, cipolle, olive etc.). Gli ingredienti sono quindi semplici, ma la vera differenza la fanno i forni a legna: arduo riprodurla in casa con lo stesso successo. La farinata per essere definita buona deve essere non eccessivamente unta e soprattutto deve essere digeribile; visti gli ingredienti una non corretta preparazione potrebbe portare ad una notte, mi si passi il termine, eccessivamente rumorosa.<\/p>\n<p>Il secondo prodotto \u00e8 la regina delle regine, ovvero la Focaccia I Liguri la mangiano da molto, molto tempo, da quanto tempo, di preciso, non lo sa nessuno. Nasce probabilmente intorno all\u2019anno Mille. Le carte la citano per la prima volta nel 1312, in un inventario che recita \u201cclapas pro fieri faccenda fugacias ex pisces confectos\u201d, cio\u00e8 pietra per focaccia e pasticcio di pesci. Il Medioevo \u00e8 attraversato dal profumo della focaccia: un decreto vieta l\u2019uso di sanse nocive per cuocerla, e il vescovo Matteo Gambero proibir\u00e0 l\u2019uso di consumarla in chiesa. Pare che durante i matrimoni gli sposi offrissero focaccia fumante, ma pare anche che l\u2019abitudine a un certo punt\u00f2 degener\u00f2, e il masticare dei presenti copriva il latino dell\u2019officiante.<\/p>\n<p>I secoli seguenti vedono il trionfo della focaccia, un trionfo fatto di quotidianit\u00e0. Sottoripa (Genova) si riempie di sciamadde e di forni, di uomini e donne che la focaccia la mangiano per vincere la fame. La storia pi\u00f9 recente la vede diventare colazione del portuale (focaccia e vino bianco) e poi alimento da passeggio, fast food ante litteram.<\/p>\n<p>Olio d\u2019oliva (rigorosamente extravergine), sale, farina e lievito, il forno caldo al punto giusto, la classica lama rettangolare dai bordi bassi: la focaccia nasce cos\u00ec. Per i liguri la focaccia \u00e8 pi\u00f9 di un alimento: \u00e8 un pezzo della loro vita, \u00e8 cultura. Deve uscire croccante e dorata, alta non pi\u00f9 di un dito. Nascosta per tre quarti dalla carta che l\u2019avvolge, il tassello va preso con due dita, rivolgendo la superficie dorata e unta verso il basso, perch\u00e9 incontri per prima le papille gustative. Pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno alta, pi\u00f9 o meno unta, croccante, salata. Ma non deve mai esserci lo strutto e devono sempre esserci gli ombelichi che si riempiono d\u2019olio e sale. Deve sciogliersi in bocca, il giorno dopo diventare secca e spezzarsi. E non deve avere mollica, non deve assomigliare al pane: sono solo lontani parenti.<\/p>\n<p>Amici cari, vi faccio pi\u00f9 che una proposta, una vera e propria richiesta: mi sapreste indicare panetterie che vendono la vera focaccia e non quei paciughi pieni di olio di quarta categoria e lieviti chimici? Genova si \u00e8 dotata di una vera e propria mappatura della focaccia di qualit\u00e0, visto l\u2019andazzo ritengo utile realizzarla anche qui da noi. Attendo vostri consigli e indicazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi Golosastri,\u00a0\u00e8 tempo di guardare alla stagione estiva che si sta appropinquando; certo di sempre maggiori letture da parte di chi si sta organizzando le vacanze in Liguria via internet (quindi- mi si passi la sottile critica- tanta fortuna! 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