{"id":85966,"date":"2010-04-02T08:14:50","date_gmt":"2010-04-02T06:14:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=85966"},"modified":"2010-04-02T21:01:51","modified_gmt":"2010-04-02T19:01:51","slug":"mio-figlio-e-morto-per-cause-naturali-parla-la-mamma-del-giovane-morto-in-india","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/04\/mio-figlio-e-morto-per-cause-naturali-parla-la-mamma-del-giovane-morto-in-india\/","title":{"rendered":"&#8220;Mio figlio \u00e8 morto per cause naturali&#8221;: parla la mamma di Francesco Montis"},"content":{"rendered":"<p><strong>Oristano<\/strong>. \u201cNon abbiamo mai creduto all\u2019omicidio, per noi nostro figlio \u00e9 morto per cause naturali\u201d. Sono queste le parole di Anna Rita Concas, la mamma di Francesco Montis, il ragazzo morto in India il 4 febbraio scorso, e della sorella del giovane, Stefania. Parole che quindi respingono la tesi degli inquirenti indiani che hanno classificato la morte di Montis come omicidio, reato per il quale hanno arrestato i suoi due compagni di viaggio, Tomaso Bruno (nella foto), 27 anni di Albenga, ed Elisabetta Boncompagni, di 36, torinese.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_69\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_69\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">I famigliari della vittima hanno scritto la loro verit\u00e0 anche in una lettera inviata alla Polizia indiana e all\u2019ambasciata. \u201cFrancesco \u2013 racconta ancora la mamma \u2013 mancava da Terralba da 12 anni. Aveva seri problemi d salute per un\u2019ernia al disco che gli procurava forti mal di schiena e per una brutta tosse provocata dal vizio del fumo\u201d. I tre giovani vivevano tutti a Londra per motivi di lavoro. E dalla capitale britannica erano partiti alla fine di dicembre per il viaggio in India.<\/p>\n<p>Anna Rita Concas spiega di non avere alcun dubbio sull\u2019innnocenza della fidanzata di Francesco, Elisabetta Boncompagni, trattenuta in carcere a Varanasi dalle autorit\u00e0 indiane insieme all\u2019amico della coppia, Tomaso Bruno. La signora Concas racconta che tutto quello che sa della vicenda lo deve proprio alla ragazza e al suo amico. Sono stati loro a telefonare per dare la notizia della morte di Francesco, sono stati loro a farle sapere che erano stati arrestati con l\u2019accusa di omicidio pochi giorni dopo la morte del giovane.<\/p>\n<p>Dalle autorit\u00e0 indiane la famiglia della vittima non ha avuto comunicazioni ufficiali e per quanto riguarda i rapporti con l\u2019ambasciata, Anna Rita Concas spiega che hanno riguardato pi\u00f9 che altro le pratiche per la cremazione del corpo, che \u00e8 avvenuta in India su incarico di un\u2019agenzia di onoranze funebri di Terralba che ha gi\u00e0 restituito le ceneri ai congiunti.<\/p>\n<p>Sul fronte dell\u2019indagine da parte delle autorit\u00e0 indiane, invece, l\u2019ipotesi \u00e8 che il delitto possa essere stato compiuto per motivi passionali.\u00a0 Un omicidio, secondo gli investigatori indiani, che potrebbe essere nato da un triangolo amoroso e messo in atto nella stanza di un alberghetto dell\u2019antica citt\u00e0 indiana di Benares. Secondo quanto trapelato la Boncompagni ha lasciato la vittima per iniziare una relazione con Bruno. Tra le prove menzionate dalle autorit\u00e0 indiane l\u201dautopsia, che parla chiaramente di morte per asfissia da strangolamento e menziona l\u2019esistenza di sei ferite da oggetto contundente a testa e collo della vittima. I tre si trovavano nella stessa stanza dell\u2019hotel e hanno fatto uso di sostanze stupefacenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oristano. \u201cNon abbiamo mai creduto all\u2019omicidio, per noi nostro figlio \u00e9 morto per cause naturali\u201d. Sono queste le parole di Anna Rita Concas, la mamma di Francesco Montis, il ragazzo morto in India il 4 febbraio scorso, e della sorella del giovane, Stefania. 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