{"id":85579,"date":"2010-03-27T09:51:50","date_gmt":"2010-03-27T08:51:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2010\/03\/27\/genitori-dialogo-e-regole-coi-i-figli-ma-non-mancano-gli-scopaccioni\/"},"modified":"2010-03-27T10:58:17","modified_gmt":"2010-03-27T09:58:17","slug":"genitori-dialogo-e-regole-coi-i-figli-ma-non-mancano-gli-scopaccioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/03\/genitori-dialogo-e-regole-coi-i-figli-ma-non-mancano-gli-scopaccioni\/","title":{"rendered":"Genitori: dialogo e regole coi i figli, ma non mancano gli scopaccioni"},"content":{"rendered":"<p>Affetto, dialogo, regole e punizioni. Questi gli ingredienti del &#8220;mix educativo&#8221; dei genitori italiani anche se ancora il 25% utilizza le punizioni corporali, dallo schiaffo alla sculacciata. E&#8217; quanto emerge da una ricerca di &#8216;Save the children&#8217; sui sistemi educativi familiari in Italia, realizzata da Ipsos. Un rapporto in bilico tra dimensione normativa e affettiva.<\/p>\n<p>L&#8217;educazione impartita ai figli dai genitori, infatti, \u00e8 una combinazione di affetto (37%), dialogo (30%), regole (23%) e sistemi di punizione (10%). &#8220;I genitori italiani &#8211; spiega Valerio Neri, direttore generale per l&#8217;Italia di &#8220;Save the children&#8221; &#8211; vivono il proprio ruolo educativo come un continuo equilibrio tra la necessit\u00e0 di stabilire delle regole e porre dei limiti da rispettare, e quella di trasmettere amore e fiducia. Il superamento di tale dialettica tra dimensione normativa e affettiva, secondo molti genitori, \u00e8 mediato dalla comunicazione e l&#8217;ascolto&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Tuttavia &#8211; aggiunge Neri &#8211; accanto a questa posizione di equilibrio, ne esistono due contrapposte: quella di chi teme di compromettere la relazione con il proprio figlio e tende a farlo diventare il dominus della relazione, e quella di chi invece, ancora utilizza la violenza per affermare la propria autorit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Accanto a coloro che sono troppo indulgenti e non riescono a fissare delle regole e farle rispettare, esiste infatti ancora una media del 25% dei genitori italiani utilizza le punizioni corporali, dallo schiaffo alla sculacciata, come metodo correttivo. Se una punizione \u00e8 necessaria, quelle pi\u00f9 efficaci sono considerate l&#8217;imposizione di una restrizione (in media il 71% dei genitori), &#8220;sgridare i figli con decisione&#8221; (32%) e &#8220;costringerli a svolgere delle attivit\u00e0 non gradite&#8221; (21%).<\/p>\n<p>Tuttavia, tra i genitori con figli da 3 a 5 anni, un 14% ritiene utile ricorrere alla sculacciata, percentuale che diventa del 10% per chi ha figli dai 6 ai 10 anni. Ma quanto frequentemente si fa ricorso a questi metodi? Sicuramente la pratica \u00e8 molto ridimensionata rispetto ad un tempo, eppure permane una percentuale di genitori che utilizzano lo schiaffo come metodo correttivo (il 25%, di cui una parte piu&#8217; esigua pari al 2% lo fa quasi tutti i giorni, mentre il 23% lo fa qualche volta in un mese).<\/p>\n<p>Una media del 19% dichiara che non capita mai di ricorrere allo schiaffo e di essere decisamente contrario (percentuale che sale al 21% per i genitori di ragazzi adolescenti tra gli 11 ed i 16 anni), o di non utilizzarli quasi mai (57% in media, che sale al 70% in caso di figli pi\u00f9 grandi). In situazioni limite, tuttavia, ben il 53 % dei genitori italiani dichiarano di ricorrere alla punizione fisica, percentuale che tra i genitori con bambini pi\u00f9 piccoli sale al 63% e tra quelli di adolescenti scende al 40%.<\/p>\n<p>Il restante campione dichiara di non aver mai dato uno schiaffo ai propri figli, anche se di questi il 25% dichiara di averne avuto la tentazione. In base alla persistenza, seppure ridotta rispetto al passato, delle punizioni corporali in ambito familiare, una campagna di sensibilizzazione all&#8217;utilizzo di metodi educativi improntati sul dialogo e non sulla violenza sarebbe accolta positivamente dal 66% dei genitori italiani: per il 39% di essi, infatti, potrebbe far riflettere i genitori pi\u00f9 maneschi e violenti, per il 27% conforterebbe quelli gi\u00e0 propensi a questa linea improntata sulla genitorialit\u00e0 positiva.<\/p>\n<p>&#8220;Alla luce di questi dati &#8211; ha affermato valerio Neri &#8211; la nostra associazione, in linea con le sollecitazioni provenienti a livello europeo ed internazionale, intende promuovere anche in Italia un cambiamento culturale, che coinvolga tutti i principali attori delle Istituzioni, della societ\u00e0 civile, del mondo dei media ed ogni singolo cittadino, volto alla tutela dei bambini contro qualsiasi atto di violenza, anche all&#8217;interno del contesto familiare e se utilizzato con intento educativo&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; per questo &#8211; annuncia Neri &#8211; il 31 marzo, nel corso di una tavola rotonda che ospiter\u00e0 i maggiori esperti nazionali ed internazionali in materia, &#8216;Save the children&#8217; lancer\u00e0 il primo &#8216;Manifesto per un&#8217;educazione non violenta&#8217;, che ad oggi ha gi\u00e0 raccolto le adesioni di alcuni dei pi\u00f9 prestigiosi esponenti della pedagogia, della neuropsichiatria infantile, del mondo giuridico e dell&#8217;associazionismo, e che intende essere la pietra miliare per un impegno concreto contro qualsiasi atto che sia degradante o umiliante per un bambino, per promuovere una cultura del rispetto della loro dignita&#8217; umana ed integrit\u00e0 fisica e mentale&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Affetto, dialogo, regole e punizioni. 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