{"id":85461,"date":"2010-03-25T09:57:25","date_gmt":"2010-03-25T08:57:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2010\/03\/25\/contribuenti-liguri-con-redditi-bassi-e-villa-in-costa-azzurra-nel-mirino-del-fisco\/"},"modified":"2010-03-25T15:03:54","modified_gmt":"2010-03-25T14:03:54","slug":"contribuenti-liguri-con-redditi-bassi-e-villa-in-costa-azzurra-nel-mirino-del-fisco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/03\/contribuenti-liguri-con-redditi-bassi-e-villa-in-costa-azzurra-nel-mirino-del-fisco\/","title":{"rendered":"Contribuenti liguri con redditi bassi e villa in Costa Azzurra nel mirino del Fisco"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. I contribuenti, molti dei quali liguri, proprietari di una casa o villa in Costa Azzurra sono nel mirino dell\u2019Agenzia delle Entrate. Seimila lettere e seimila avvertimenti sono infatti stati inviati dall\u2019Ente ai possessori di case, ville e loft mai dichiarati al Fisco in Costa Azzurra e anche in Gran Bretagna.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_653\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_653\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Due sono gli scopi di questa mossa: da un lato si vuole suggerire ai trasgressori che non l\u2019avessero ancora fatto, di mettersi in regola aderendo allo scudo fiscale entro il termine ultimo previsto del 30 aprile, dall\u2019altro di impedire a chi non \u00e8 ancora evasore di diventarlo.<\/p>\n<p>Fino ad oggi chi era proprietario di un immobile all\u2019estero non aveva l\u2019obbligo di denunciarlo se non produceva reddito. Dalla prossima dichiarazione dei redditi, relativa all\u2019anno d\u2019imposta 2009, invece lo dovr\u00e0 fare. Chi possiede una casa fuori dall\u2019Italia e l\u2019affitta ha, da sempre, il dovere di pagare l\u2019imposta sul reddito ricavato. Se non lo avesse mai fatto pu\u00f2 usufruire della sanatoria dello scudo fiscale.<\/p>\n<p>Questa \u201ccampagna\u201d di avvertimenti prende le mosse da alcune verifiche eseguite dall\u2019Agenzia delle Entrate che hanno portato alla luce casi a dir poco \u201csospetti\u201d. Per esempio quello di un piccolo imprenditore cinquantenne con moglie e due figli a carico: il reddito che denuncia al fisco subisce negli ultimi anni drastici ridimensionamenti, passando dai 23 milioni e 400 mila lire del 2000 addirittura ai 3 mila euro nel 2002, fino a tornare a guadagnare 18 mila euro all\u2019anno.<\/p>\n<p>Fin qui nulla di troppo strano se non fosse che dalla Costa Azzurra arriva la notizia di una villa a Cap d\u2019Antibes, dimora estiva per vacanze e week end che si aggiunge all\u2019abitazione di 7 vani in provincia di Torino. Tutte e due difficilmente mantenibili con 3 mila euro l\u2019anno. Da qui l\u2019avvertimento lanciato dall\u2019Agenzie delle Entrate con le sei mila lettere: l\u2019accertamento fiscale a tutto campo \u00e8 alle porte.<\/p>\n<p>L\u2019Agenzia guidata da Attilio Befera comunque, per ora, non chiede risposte alla missiva. Che potrebbe essere inviata anche altrove, visto che la nuova task force per il contrasto all\u2019evasione fiscale internazionale, operativa dallo scorso ottobre ha raccolto i dati degli italiani proprietari di casa anche in altri paesi, a partire dalla Spagna e dagli Stati Uniti.<\/p>\n<p>I seimila destinatari delle lettere gi\u00e0 inviate a proprietari di immobili tra Nizza e Saint Tropez ed a Londra e dintorni sono contribuenti della Lombardia, del Piemonte e della Liguria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. I contribuenti, molti dei quali liguri, proprietari di una casa o villa in Costa Azzurra sono nel mirino dell\u2019Agenzia delle Entrate. Seimila lettere e seimila avvertimenti sono infatti stati inviati dall\u2019Ente ai possessori di case, ville e loft mai dichiarati al Fisco in Costa Azzurra e anche in Gran Bretagna. 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