{"id":84951,"date":"2010-03-16T04:11:59","date_gmt":"2010-03-16T03:11:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2010\/03\/16\/il-golosastro-10-motivi-per-dire-no-alla-patata-amflora\/"},"modified":"2010-03-16T12:28:24","modified_gmt":"2010-03-16T11:28:24","slug":"il-golosastro-10-motivi-per-dire-no-alla-patata-amflora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/03\/il-golosastro-10-motivi-per-dire-no-alla-patata-amflora\/","title":{"rendered":"Il Golosastro, 10 motivi per dire NO alla patata &#8230; amflora"},"content":{"rendered":"<p>Carissimi golosastri,<br>\ncome tutti voi ben sapete, in questa rubrica si cerca di dissertare di un po\u2019 di tutto, sempre con un occhio di riguardo al nostro territorio e alle nostre eccellenze, ma questa volta voglio girarvi l\u2019articolo di Petrini in risposta al via libera della Commissione Ue alla coltura in Europa della patata transgenica Amflora, per uso industriale (proprio tale scopo forse non ci intimorisce pi\u00f9 di tanto!).<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_635\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_635\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ecco di seguito i 10 NO alla patata Amflora.<\/p>\n<p>1. <strong>Contaminazione<\/strong>. Coltivare Ogm in sicurezza, in Italia, \u00e8 impossibile; le aziende sono di piccole dimensioni e non ci sono barriere naturali sufficienti a proteggere le coltivazioni biologiche e convenzionali. L\u2019agricoltura fa parte di un sistema vivente che comprende la fauna selvatica, il ciclo dell\u2019acqua, il vento e le reazioni dei microrganismi del terreno: una produzione Gm non potr\u00e0 restare confinata nella superficie del campo in cui viene coltivata.<\/p>\n<p>2. <strong>Sovranit\u00e0\u2019 Alimentare.<\/strong> Come potrebbero gli agricoltori biologici, biodinamici e convenzionali essere sicuri che i loro prodotti non siano contaminati? Una diffusione, anche limitata, delle coltivazioni Ogm in campo aperto, cambierebbe per sempre la qualit\u00e0 e la situazione attuale della nostra agricoltura, annullando la nostra libert\u00e0 di scegliere quel che mangiamo.<\/p>\n<p>3. <strong>Salute.<\/strong> Ci possono essere problemi di salute per animali alimentati a Ogm.<\/p>\n<p>4. <strong>Libert\u00e0.<\/strong> Le coltivazioni Gm snaturano il ruolo dell\u2019agricoltore che da sempre migliora e seleziona le proprie sementi. Con le sementi Gm, invece, la multinazionale \u00e8 la titolare del seme: ad essa l\u2019agricoltore deve rivolgersi ad ogni nuova semina (poich\u00e9, come tutti gli ibridi, in seconda generazione gli Ogm non danno buoni risultati) ed \u00e8 proibito tentare miglioramenti se non si pagano costose royalties.<\/p>\n<p>5. <strong>Economia e Cultura.<\/strong> I prodotti Gm non hanno legami storici o culturali con un territorio. L\u2019Italia basa buona parte della sua economia agroalimentare sull\u2019identit\u00e0 e sulla variet\u00e0 dei prodotti locali: introdurre prodotti senza storia indebolirebbe un sistema che ha anche un importante indotto turistico.<\/p>\n<p>6. <strong>Biodiversit\u00e0\u2019.<\/strong> Le colture Gm impoveriscono la biodiversit\u00e0 perch\u00e9 hanno bisogno di grandi superfici e di un sistema monocolturale intensivo. Se si coltiva un solo tipo di mais, si avr\u00e0 una riduzione anche dei sapori e dei saperi.<\/p>\n<p>7. <strong>Ecocompatibilit\u00e0.<\/strong> Le ricerche su Ogm indicano due \u201cvantaggi\u201d: la resistenza ad un parassita del mais (la piralide) e a un diserbante (il glifosate). Quindi, essi consentirebbero un minore impiego di chimica di sintesi; ma la piralide del mais pu\u00f2 essere combattuta seriamente solo con la rotazione colturale, e la resistenza a un diserbante porta ad un uso pi\u00f9 disinvolto del medesimo nei campi, dato che non danneggia le piante coltivate ma solo le erbe indesiderate.<\/p>\n<p>8. <strong>Precauzione.<\/strong> A circa trent\u2019anni dall\u2019inizio dello studio sugli Ogm, i risultati in ambito agroalimentare riguardano solo tre prodotti (mais, colza e soia). Le piante infatti mal sopportano le modificazioni genetiche e questa scienza \u00e8 ancora rudimentale e in parte affidata al caso. Vorremmo ci si attenesse ad atteggiamenti di cautela e precauzione, come hanno fatto Germania e Francia, che hanno vietato alcune coltivazioni di Ogm.<\/p>\n<p>9. <strong>Progresso.<\/strong> Gli Ogm sono figli di un modo miope e superficiale di intendere il progresso. E\u2019 sempre pi\u00f9 chiaro per consumatori, governi e ricercatori, il ruolo dell\u2019agricoltura di piccola scala nella protezione dei territori, nella difesa del paesaggio e nel contrasto al riscaldamento globale. Invece di seguire le sirene dei mercati, la ricerca dovrebbe affiancare l\u2019agricoltura sostenibile e mettersi a disposizione delle sue esigenze.<\/p>\n<p>10.<strong> Fame.<\/strong> I relatori ONU dicono che l\u2019agricoltura familiare difende le fasce di popolazione a rischio di malnutrizione. Le multinazionali invece promettono che gli Ogm salveranno il mondo dalla fame: eppure da quando \u00e8 iniziata la commercializzazione (circa 15 anni fa) il numero degli affamati non ha fatto che crescere, proprio come i fatturati delle aziende che li producono. In paesi come l\u2019Argentina o il Brasile la soia Gm ha spazzato via produzioni come patate, mais, grano e miglio su cui si basa l\u2019alimentazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi golosastri, come tutti voi ben sapete, in questa rubrica si cerca di dissertare di un po\u2019 di tutto, sempre con un occhio di riguardo al nostro territorio e alle nostre eccellenze, ma questa volta voglio girarvi l\u2019articolo di Petrini in risposta al via libera della Commissione Ue alla coltura in Europa della patata transgenica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":13744,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[126],"class_list":["post-84951","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-golosastro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/84951","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/13744"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=84951"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/84951\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=84951"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=84951"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=84951"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}