{"id":84829,"date":"2010-03-13T08:28:52","date_gmt":"2010-03-13T07:28:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2010\/03\/13\/cosi-ci-rubano-lacqua\/"},"modified":"2010-03-13T08:51:32","modified_gmt":"2010-03-13T07:51:32","slug":"cosi-ci-rubano-lacqua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/03\/cosi-ci-rubano-lacqua\/","title":{"rendered":"&#8220;Cos\u00ec ci rubano l&#8217;acqua&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Pochi ne parlano, quasi nessuno se ne accorge\u2026ma, mentre tutta l\u2019Italia \u00e8 impegnata nel maxiscontro politico per le elezioni regionali, si sta compiendo l\u2019ultimo atto per regalare definitivamente la nostra acqua alle societ\u00e0 private. Infatti da alcuni mesi \u00e8 sulla bocca di tutti la legge sulla privatizzazione dell\u2019acqua, ma in realt\u00e0 tale legge \u00e8 solamente l\u2019ultimo passaggio di un furto legale cominciato diversi anni fa con la legge Ronchi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_968\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_968\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_968').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_968\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Circa cinque anni fa vennero istituiti i primi ATO (Ambito Territoriale Ottimale) con lo scopo di raccogliere a livello provinciale alcuni servizi essenziali svolti dai comuni, tra cui appunto la gestione e la propriet\u00e0 degli acquedotti. Si tratta di aziende a partecipazione pubblica istituite per legge e pagate obbligatoriamente per anni, senza entrare effettivamente in funzione, dai vari comuni in percentuali differenti.<\/p>\n<p>Andiamo cos\u00ec a parlare del caso specifico della Provincia di Savona, quella in cui abito. Le percentuali secondo le quali ogni comune deve contribuire sono calcolate in base al numero di abitanti. Non si tiene per\u00f2 conto del fatto che i piccoli paesini dell\u2019entroterra, quali Mioglia o Pontinvrea, durante il periodo estivo non variano in modo significativo il numero di residenti, mentre paesi turistici come Albisola lo aumentano in modo esponenziale durante la stagione balneare. Quindi alla fine i paesi piccoli, che oltretutto hanno gi\u00e0 difficolt\u00e0 a far quadrare i bilanci, si trovano a pagare di pi\u00f9 (in proporzione) rispetto alle citt\u00e0 della riviera.<\/p>\n<p>Pochi mesi fa i consigli comunali, almeno quelli savonesi, sono stati chiamati a decidere se cedere all\u2019ATO tutti i loro acquedotti e, soprattutto, le loro sorgenti. Ci\u00f2 significa regalare, anzi pagare per regalare, tutte le risorse idriche del territorio ad una societ\u00e0 che potrebbe in qualunque momento, per un capriccio dei nostri amati parlamentari, essere privatizzata. Siamo di fronte alla situazione paradossale che un giorno un privato possa vendere l\u2019acqua del nostro territorio, bene essenziale per la nostra sopravvivenza, al prezzo che preferisce, secondo le logiche di mercato. Intanto noi utenti non avremmo alternative: l\u2019acqua che sgorga dal nostro rubinetto sarebbe sua, come pure tutte le sorgenti del nostro territorio, quindi saremmo costretti a sottostare alle sue regole e ai suoi prezzi per usare la nostra acqua. Esattamente come \u00e8 successo all\u2019estero, dove l\u2019acqua costa almeno 5 volte in pi\u00f9 rispetto alla nostra e dove l\u2019acquedotto di Londra \u00e8 gestito da una societ\u00e0 di Sidney!<\/p>\n<p>Da qui si capisce e si condivide la decisione di diversi consigli comunali in tutta Italia, tra cui Mioglia, Pontinvrea, Giusvalla e Sassello per rimanere nell\u2019ambito della nostra provincia, di opporsi a tale appropriazione indebita. Sarebbe tutto a posto grazie a questa saggia decisione se non fosse per un \u201cpiccolo\u201d particolare: per legge se il consiglio comunale si oppone alla cessione della propria rete idrica all\u2019ATO, ad esso si sostituisce un commissario che firma l\u2019adesione. Ovvero: o aderisci tu o ti faccio aderire io per legge. Alla faccia della democrazia!<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 successo in tutti i comuni che si sono opposti e cos\u00ec \u00e8 avvenuto anche da noi. I miogliesi, come tutti il resto degli italiani, senza neanche accorgersene non sono pi\u00f9 proprietari della loro acqua. Inoltre, come perfetto finale di un piano ben congegnato, proprio in questi giorni si sta decidendo l\u2019abolizione degli ATO, lasciando alle regioni la decisione di come sfruttare le risorse che i comuni hanno ceduto agli Ambiti Territoriali. In questo modo i consigli regionali possono dare le nostre risorse idriche in mano ai privati con una semplice leggina.<\/p>\n<p>Contro l\u2019esproprio dell\u2019acqua \u00e8 stato intentato un ricorso al TAR da parte dei comuni di Sassello e Pontinvrea, oltre che da altri in tutta Italia, per tentare di riavere indietro le proprie risorse idriche. C\u2019\u00e8 da sperare che vada a buon fine, ma di una cosa si pu\u00f2 essere certi: quando c\u2019\u00e8 da guadagnare soldi sulle spalle dei cittadini i nostri politici sono sempre d\u2019accordo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Roberto Palermo<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pochi ne parlano, quasi nessuno se ne accorge\u2026ma, mentre tutta l\u2019Italia \u00e8 impegnata nel maxiscontro politico per le elezioni regionali, si sta compiendo l\u2019ultimo atto per regalare definitivamente la nostra acqua alle societ\u00e0 private. 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