{"id":84269,"date":"2010-03-02T19:02:49","date_gmt":"2010-03-02T18:02:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2010\/03\/02\/liguria-pochi-giovani-e-l%e2%80%99eta-media-e-48-anni\/"},"modified":"2010-03-03T12:59:22","modified_gmt":"2010-03-03T11:59:22","slug":"liguria-pochi-giovani-e-l-eta-media-e-48-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/03\/liguria-pochi-giovani-e-l-eta-media-e-48-anni\/","title":{"rendered":"Liguria, pochi giovani e l&#8217;et\u00e0 media \u00e8 48 anni"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. Dinamica naturale in peggioramento e bilancio migratorio in diminuzione: i deboli segnali miglioramento delle dinamiche demografiche registrati nel Paese nel 2008 non trovano conferma nelle prime stime, elaborate dall\u2019Istat, dei principali indicatori dell\u2019andamento della popolazione residente relativi all\u2019anno 2009. Le nascite in Italia sono infatti stimate nel 2009 pari a 570 mila unit\u00e0, circa 6.700 nascite in meno rispetto al 2008; ne deriva un tasso di natalit\u00e0 nel 2009 pari a 9,5 nati per mille residenti, contro il 9,6 rilevato l\u2019anno precedente.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_886\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_886\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Difficile valutare se e in che misura  la riduzione osservata possa essere messa in relazione con fattori  congiunturali, come ad esempio la recente crisi economica, piuttosto che con fattori strutturali, quale l\u2019uscita dal periodo di vita fecondo delle generazioni baby boomers del Paese. In questo senso, si pensi come le donne della classe 1964, generazione baby boom in Italia, hanno compiuto 45 anni di et\u00e0 nel corso del 2009.<\/p>\n<p>Nonostante lo \u201cstallo\u201d della natalit\u00e0, nel 2009 la popolazione italiana ha continuato a crescere, grazie al contributo offerto dalla dinamica migratoria. Infatti il risultato negativo del saldo naturale (pari a \u20130,3 per mille, risultato di un tasso di natalit\u00e0 pari a 9,5 e un tasso di mortalit\u00e0 pari a 9,8 per mille) risulta pi\u00f9 che bilanciato dall\u2019apporto positivo del saldo migratorio. Nel 2009 peraltro anche  il tasso migratorio diminuisce: \u00e8 stimato infatti  nel 6 per mille, mentre era risultato pari a 7,3 nel 2008.<\/p>\n<p>Al 1\u00b0 gennaio 2010  l\u2019Istat stima che il Paese abbia raggiunto i 60 milioni 387 mila residenti, di cui 56 milioni di italiani e oltre 4 milioni di stranieri. In linea con tali tendenze risultano i dati della Liguria, dove si  rileva un peggioramento del tasso di natalit\u00e0 (da 7,7 nel 2008 a 7,6 per mille  nel 2009) e anche del tasso di mortalit\u00e0 (da 13,4 a 13,5 per mille). Ne consegue un aggravamento del bilancio naturale, che raggiunge il valore di \u20135,9 per mille, ponendo la nostra regione in una situazione di assoluto primato, pur se negativo. Si consideri infatti che le due regioni con valori negativi pi\u00f9 pesanti, dopo il dato record della Liguria, sono il Friuli Venezia Giulia e il Molise, entrambi con un saldo naturale pari a \u20133,1.<\/p>\n<p>E\u2019 noto peraltro come gli  indicatori strutturali della popolazione residente raggiungano in Liguria valori estremi. La Liguria detiene la pi\u00f9 bassa percentuale di giovani sotto i 15 anni (11,4% contro il 14% in Italia e il 13,6% al Nord), ma anche la pi\u00f9 bassa percentuale nella fascia di et\u00e0 15-64 anni (61,8% contro il 65,8% in Italia). Ha invece la pi\u00f9 alta incidenza negli \u201cover 65\u201d, che sono pi\u00f9 di uno su quattro residenti (26,8% del totale della popolazione ligure, contro una media del 20,2% nel Paese).<\/p>\n<p>In totale al 1\u00b0 gennaio si stimano in Liguria 1 milione e 617 mila residenti, di cui 116 mila stranieri. L\u2019incidenza percentuale della popolazione straniera sulla popolazione totale \u00e8 in media del 7,2%, ma con valori differenti a seconda della fascia di et\u00e0. Gli stranieri sono infatti soltanto lo 0,9% degli over 65, ma la percentuale sale al 5,9% nella classe tra 40 e 64 anni, al 10,8% tra i minori e al 14,3% nella fascia tra 18 e 39 anni. La Liguria ha l\u2019et\u00e0 media pi\u00f9 alta fra le regioni italiane (48 anni, contro una media di 43 anni in Italia); limitando il calcolo alla popolazione straniera residente in Liguria l\u2019et\u00e0 media scende a 33 anni, mentre in Italia l\u2019analogo valore risulta pari a 32 anni.<\/p>\n<p>In Liguria non risulta particolarmente elevato nemmeno il contributo delle donne straniere alla natalit\u00e0, che \u00e8 valutabile nella misura del 15%; si tratta infatti di un valore superiore rispetto alla media del Paese (12%, in crescita di due punti percentuali sul 2008), ma inferiore al valore medio del Nord (18%).<\/p>\n<p>Ancora una conferma del basso indice di fecondit\u00e0: In Liguria il numero medio di figli per donna \u00e8 stimato pari a 1,2 per le italiane e 1,8 per le straniere, valori che in Italia risultano rispettivamente pari a 1,3 e 2,1. Per inciso, quest\u2019ultimo \u00e8 il valore considerato obiettivo ottimale per una popolazione: si tratta infatti del livello di sostituzione delle coppie, pari a circa 2,1 figli per donna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. Dinamica naturale in peggioramento e bilancio migratorio in diminuzione: i deboli segnali miglioramento delle dinamiche demografiche registrati nel Paese nel 2008 non trovano conferma nelle prime stime, elaborate dall\u2019Istat, dei principali indicatori dell\u2019andamento della popolazione residente relativi all\u2019anno 2009. 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