{"id":84240,"date":"2010-03-02T15:01:33","date_gmt":"2010-03-02T14:01:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=84240"},"modified":"2010-03-02T16:20:23","modified_gmt":"2010-03-02T15:20:23","slug":"albenga-tutto-pronto-per-lapertura-dellarea-archeologica-di-san-calocero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/03\/albenga-tutto-pronto-per-lapertura-dellarea-archeologica-di-san-calocero\/","title":{"rendered":"Albenga, tutto pronto per l&#8217;apertura dell&#8217;area archeologica di San Calocero"},"content":{"rendered":"<p><strong>Albenga<\/strong>. Sabato 6 marzo, alle ore 10,30, presso i resti archeologici di San Calocero in regione Doria, verr\u00e0 inaugurato il nuovo percorso didattico allestito dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici, con il contributo della Fondazione De Mari di Savona e del Comune di Albenga.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_413\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_413\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">L\u2019operazione si configura come l\u2019istituzione di un vero e proprio parco archeologico attrezzato con numerosi pannelli dedicati al monumento e alla citt\u00e0 di Albenga, sintetizzati anche in lingua inglese. Una particolare attenzione \u00e8 stata rivolta ai diversamente abili, attraverso l\u2019apposizione di una targa in braille all\u2019inizio del percorso, con la pianta del sito ed una sintesi degli elementi di rilievo. Inoltre rampe e passerelle a scivolo assicurano la parziale fruizione del sito da parte di eventuali visitatori con difficolt\u00e0 deambulatorie o persone con passeggini.<\/p>\n<p>\u201cSi tratta di un momento importante per la citt\u00e0 di Albenga in cui, dopo molti anni dedicati a scavare il sito, restaurarlo e studiarne tutti gli aspetti, la citt\u00e0 si pu\u00f2 riappropriare definitivamente di un bene che, in fondo, le appartiene profondamente \u2013 spiegano i curatori del percorso, Giuseppina Spadea della Soprintendenza Archeologica e Stefano Roascio, collaboratore della stessa Soprintendenza -. Al San Calocero si \u00e8 fatta un po\u2019 la storia della ricerca: qui infatti Nino Lamboglia ha messo in pratica gi\u00e0 a partire dalla fine degli anni trenta del Novecento le embrionali metodologie dello scavo stratigrafico, poi la Soprintendenza \u00e8 intervenuta negli anni ottanta attraverso il coinvolgimento di importanti istituzioni di ricerca a livello mondiale quali il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana e l\u2019Ecole Fran\u00e7aise de Rome che, sotto l\u2019attenta guida sul campo di Philippe Pergola, hanno gettato nuova luce sulle antiche vicende della chiesa e del monastero\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOggi gli studi ci restituiscono un complesso archeologico straordinario, con stratigrafie che partono dal primo secolo d.C. fino al XVI inoltrato e ci permettono di evidenziare la specificit\u00e0 in ambito ligure di una chiesa paleocristiana sorta verosimilmente nel luogo di sepoltura delle venerate spoglie del martire Calocero, ucciso probabilmente agli albori del IV secolo in una delle ultime e pi\u00f9 violente persecuzioni anticristiane dell?Occidente\u201d aggiungono i due curatori del percorso.<\/p>\n<p>\u201cOggi intendiamo presentare un\u2019anteprima dell\u2019area archeologica di S. Calocero; un\u2019anteprima sia perch\u00e9 tanto lavoro resta da fare per garantire una valorizzazione e fruizione che continui nel tempo e che assicuri la corretta conservazione del sito, ma anche nel senso di un primo \u2018assaggio\u2019 della ricchezza di un sito che, tra breve, verr\u00e0 ulteriormente illustrata dalla pubblicazione di una monografia a cui ho lavorato assieme all\u2019aiuto del prof. Pergola e del dott. Roascio e di tante personalit\u00e0 eminenti degli studi e del mondo accademico nazionale chiamate a ragionare, sotto ogni punto di vista, sul San Calocero\u201d aggiunge la dott. Spadea.<\/p>\n<p>\u201cCome si vedr\u00e0 i pannelli hanno privilegiato l\u2019esposizione di numerosi reperti mobili quali ceramiche classiche e medievali, pilastrini ed elementi scultorei che oggi non possono essere direttamente esposti sul sito, ma che auspico verranno raccolti in un nuovo museo archeologico comprensoriale. In attesa di ci\u00f2 siamo comunque pronti ad allestire una mostra temporanea in citt\u00e0 per mostrare tutti assieme i numerosi reperti che ha restituito il sito. Anche lo scavo stratigrafico del complesso non \u00e8 del tutto concluso e saranno sempre possibili approfondimenti e ampliamenti, comunque oggi, con l\u2019apertura dell\u2019area e tra breve con la presentazione al pubblico del volume di studi, possiamo affermare con soddisfazione che, dopo tanti anni di ricerca, un punto fermo nella conoscenza del San Calocero \u00e8 stato gettato\u201d conclude la dottoressa.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019inaugurazione del complesso di San Calocero rappresenta la conquista di un ulteriore pezzo di storia, della nostra storia, messa ora a disposizione di tutti, ma soprattutto delle nuove generazioni, dei nostri figli e dei nostri nipoti. Per questo ringrazio in particolare la Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Liguria che ha dimostrato un grande interessamento verso la nostra Albingaunum, valorizzando un immenso patrimonio culturale, riscoprendo itinerari archeologici straordinari e proponendo, in sinergia con l\u2019Amministrazione Comunale, visite al Palazzo Vecchio del Comune, alla Cattedrale di San Michele, al Battistero, al Museo Navale, al Museo Diocesano, alla Mostra Magiche Trasparenze con il famoso Piatto Blu, all\u2019area archeologica nell\u2019alveo del Centa, alla Chiesa di San Vittore, alla Via Julia, al sito di Lusignano, all\u2019Isola Gallinara, all?Anfiteatro, al Pilone ed ora anche alla necropoli del Monte proprio con la Basilica di San Calocero\u201d commenta il sindaco di Albenga Antonello Tabb\u00f2.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Albenga. 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