{"id":83532,"date":"2010-02-16T10:39:29","date_gmt":"2010-02-16T09:39:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2010\/02\/16\/gambaretto-non-ricordare-giuseppina-ghersi-sarebbe-come-ucciderla-ancora\/"},"modified":"2010-02-16T16:44:01","modified_gmt":"2010-02-16T15:44:01","slug":"gambaretto-non-ricordare-giuseppina-ghersi-sarebbe-come-ucciderla-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/02\/gambaretto-non-ricordare-giuseppina-ghersi-sarebbe-come-ucciderla-ancora\/","title":{"rendered":"Gambaretto: &#8220;Non ricordare Giuseppina Ghersi sarebbe come ucciderla ancora&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il giorno 11 febbraio ho assistito a quello che, a parere di molti, sarebbe potuta essere una giornata storica: dopo 65 anni di ingiustificabile silenzio riguardo la tragica morte di Giuseppina Ghersi il Cons. Com. di Savona Alfredo Remigio ha rotto il muro di omert\u00e0 ed ha chiesto alla Giunta di intitolare uno spazio pubblico o giornata della memoria in ricordo della piccola. La risposta del Comune di Savona, giunta per bocca dell\u2019assessore Molteni \u00e8 stata chiara: si tratta di una tragedia ma bisogna capire il clima in cui si svolse la faccenda.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_414\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_414\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_414').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_414\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ultimamente, in occasione del 10 febbraio, ho avuto modo di ascoltare, da parte di alcuni, giudizi simili: \u201cLe foibe? Una reazione all\u2019aggressione dei fascisti!\u201d. Non \u00e8 di sicuro il caso di Molteni, persona corretta sia sul piano umano quanto su quello intellettuale, per\u00f2 vorrei porre in evidenza questa \u201canomalia culturale\u201d che stiamo vivendo nel nostro paese. Dopo oltre mezzo secolo stanno timidamente uscendo allo scoperto anche le colpe dei \u201cvincitori\u201d e questo non per operazioni negazioniste tese a contestare i giusti ideali della Resistenza quale fenomeno di liberazione dall\u2019oppressione nazifascista quanto per consegnare alle future generazioni una visione storica non propagandata bens\u00ec concreta.<\/p>\n<p>Sembra cosa assurda doverlo affermare ma, in quel terribile periodo, sia da una parte che dall\u2019altra vi furono persone oneste cos\u00ec come assassini. Se affermiamo che la natura umana \u00e8 corruttibile solo per una delle parti in causa significa che il nostro retaggio culturale \u00e8 ancora succube di un indottrinamento ideologico che, sorpassata la soglia del 2000, costituisce una situazione unica in tutta europa. Ricordo che allo stesso modo i fascisti giustificarono il periodo dello squadrismo dicendo di aver agito in risposta alle aggressioni di matrice bolscevica che, nel periodo immediatamente successivo al primo dopoguerra, attraversarono l\u2019Italia. La mia educazione cristiana non mi permette di ragionare in base alla legge del taglione e credo che ogni gesto di violenza vada condannato nel medesimo modo. Credo che il Comune di Savona abbia dunque perso un\u2019opportunit\u00e0 importante per porre definitivamente una pietra su questa vicenda. Ammettere che la storia di Giuseppina Ghersi \u00e8 stata taciuta per interi decenni seguendo ragioni di convenienza politica sarebbe stato un gesto di indiscussa civilt\u00e0 ma, a quanto pare, si dovr\u00e0 attendere ancora molto tempo.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, come ho specificato in esergo, quest\u2019anno ricorrer\u00e0 il sessantacinquesimo anniversario della morte di Giuseppina e credo sia doveroso da parte di ciascuno cercare di contribuire col massimo impegno all\u2019iniziativa dell\u2019associazione Ragazzi del Manfrei. Credo fortemente che, almeno per una volta, si dovrebbero lasciare da parte le ragioni ideologiche e ascoltare quelle del cuore: la storia di Giuseppina merita molto di pi\u00f9 di una semplice interrogazione comunale. Deve essere conosciuta nelle scuole e diffusa perch\u00e9 simili fatti non possano mai pi\u00f9 avere modo di essere. Affermare che \u00e8 ingiusto intitolarle una via o ricordarla mediante eventi perch\u00e9 non \u00e8 stata l\u2019unica vittima della guerra \u00e8 un\u2019operazione di mera fumisteria ideologica che non pu\u00f2 essere lasciata passare senza reazioni.<\/p>\n<p>Dai fatti comprendo che citt\u00e0 di quella piccola innocente ha scelto di voltarsi dall\u2019altra parte e, come uomo libero, non posso esimermi dal contestare tutto questo. Sono comunque certo che lo stesso non avverr\u00e0 qui ad Albisola. Il nostro Comune non si sottrarr\u00e0 dal dovere morale di concedere il giusto riconoscimento che spetta a quella giovane vittima dell\u2019odio comunista checch\u00e9 ne pensino i soliti sofisti. Sulla scorta di un\u2019iniziativa partita direttamente dal Sindaco Orsi riguardo l\u2019istituzione di una specifica commissione che si occupi di riportare alla memoria le vittime innocenti, mi impegno in modo che tale iniziativa abbia modo di essere. Sono dell\u2019avviso che si debba scrivere una nuova pagina della nostra storia, quella della reale riappacificazione nazionale.<\/p>\n<p>Pertanto sono a domandare che la suddetta Commissione sia composta, in modo paritetico, dai rappresentati di tutte le associazioni locali che si occupano di custodire e trasmettere la memoria di quello specifico periodo storico. Ho appreso che l\u2019associazione Ragazzi del Manfrei si \u00e8 detta disposta a collaborare con l\u2019Anpi e credo che alle parole debbano seguire le azioni: un simile fatto sarebbe un segnale molto significativo. Daremo cittadinanza alla memoria di Giuseppina Ghersi perch\u00e9 siamo consci che non ricordarla equivalga ad ucciderla due volte. Lo faremo con umilt\u00e0 e senza voler insegnare nulla a nessuno se non mostrando un briciolo in pi\u00f9 di cristiana carit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Diego Gambaretto<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il giorno 11 febbraio ho assistito a quello che, a parere di molti, sarebbe potuta essere una giornata storica: dopo 65 anni di ingiustificabile silenzio riguardo la tragica morte di Giuseppina Ghersi il Cons. 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