{"id":83394,"date":"2010-02-12T16:09:37","date_gmt":"2010-02-12T15:09:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2010\/02\/12\/il-golosastro-di-ivg-it-e-il-portale-italia-it\/"},"modified":"2010-02-12T16:21:28","modified_gmt":"2010-02-12T15:21:28","slug":"il-golosastro-di-ivg-it-e-il-portale-italia-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/02\/il-golosastro-di-ivg-it-e-il-portale-italia-it\/","title":{"rendered":"Il Golosastro di IVG.it e il portale Italia.it"},"content":{"rendered":"<p>Carissimi golosastri,<br>\nvisto che il tanto \u201cCARO\u201d sito italia.it mi fa riempire uno stomaco di bue, al posto della pancia, per fare la cima, io golosamente vi fornisco un altro utilizzo della suddetta pancia e lo stomaco lo lasciamo a chi vuole parlare di noi, ahim\u00e8, senza sapere.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_60\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_60\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ecco a voi l\u2019asado, piatto che evoca, gi\u00e0 dal nome, terre lontane \u201cconquistate\u201d da molti nostri conterranei: l\u2019emigrazione, alla fine dell\u2019Ottocento, ha svuotato paesi e vallate della Liguria. Dall\u2019entroterra si scendeva a Genova per imbarcarsi alla volta dell\u2019America, in cerca di fortuna e una vita meno dura. Da questo passato sofferto, che ha dimezzato in pochi decenni la popolazione dell\u2019Appennino, \u00e8 arrivata a noi una pietanza nata lontanissima dalla Liguria. \u00c8 l\u2019asado, la preparazione tipica dei mandriani argentini. In quel paese andarono in moltissimi, soprattutto dalla Fontanabuona  e dalla val Graveglia: cercavano terre da coltivare e pascoli abbondanti.<\/p>\n<p>Una volta tornati a casa, gli emigranti introdussero questa preparazione cos\u00ec particolare. Con una variante, a dire il vero: se oltre oceano si \u00e8 soliti cuocere un bue intero, con tanto di pelle, infilzandolo in due spade e lasciandolo esposto al fuoco, dalle nostre parti si \u00e8 scelto (fondamentalmente per ragioni economiche) di selezionare i tagli da cuocere, puntando sulla pancia di vitello. L\u2019asado nel giro di pochi decenni \u00e8 diventato un piatto diffuso, protagonista di feste e sagre (la pi\u00f9 antica \u00e8 quella di Piano Battolla, a Follo). Anche perch\u00e9 farlo in casa, o per pochi, \u00e8 praticamente impossibile. I grandi quadrati di carne vanno fatti cuocere per almeno sei ore, stesi su una graticola, con il calore (ma non con la fiamma) di un grande fuoco. La carne viene poi tagliata in fette pi\u00f9 piccole, seguendo il disegno delle costole. La tradizione argentina, che in qualche caso viene ancora seguita, prevede di insaporire l\u2019asado al termine della cottura con il cimiciuri: una ricetta segreta (o quasi), che prevede l\u2019uso di aglio, rosmarino, olio e altri ingredienti.<\/p>\n<p>Rimanendo su piatti oramai naturalizzati liguri, ma che arrivano da oltreoceano, ecco a voi il ciuppin, ovvero: pesce di scoglio, pomodoro, olio, cipolla, aglio e odori. Questi gli ingredienti base del ciuppin, la zuppa di pesce della quale ogni paese affacciato sul mare da Ventimiglia a Lerici si dichiara pronto a rivendicare la paternit\u00e0.<br>\nPiatto di origine povera, il pesce utilizzato \u00e8 quello rimasto in fondo alle cassette dei pescatori e dei pescivendoli: quei piccoli pesci di scoglio che danno un gusto e un profumo inconfondibile alla zuppa. Ma attenzione: pi\u00f9 che una zuppa vera e propria, il ciuppin della tradizione \u00e8 in realt\u00e0 una sorta di brodetto, un passato di pesce. Si serve caldo, in piatti fondi e si mangia insieme a fette di pane raffermo e abbrustolito, o meglio ancora con le gallette del marinaio, che vanno intinte nel brodo. Dal gesto del pucciare il pane deriva probabilmente il nome, anche se per alcuni ciuppin ha origine da suppin, termine dialettale che indica la zuppa. Oggi nei ristoranti della Riviera si prepara utilizzando specie pi\u00f9 pregiate di pesci, quali il dentice, la gallinella o i crostacei, ed \u00e8 meno brodoso di quello che si cucinava in casa una volta, andando ad assomigliare sempre pi\u00f9 al caciucco alla livornese.<\/p>\n<p>Come molti altri piatti della nostra tradizione culinaria, anche il ciuppin \u00e8 arrivato oltreoceano: nella baia di San Francisco si serve il cioppino una zuppa di pesce preparata con gamberi, cozze, aragosta, cipolle, pomodori, peperoni, aglio e tabasco, mentre a Seattle viene preparata solo con i crostacei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi golosastri, visto che il tanto \u201cCARO\u201d sito italia.it mi fa riempire uno stomaco di bue, al posto della pancia, per fare la cima, io golosamente vi fornisco un altro utilizzo della suddetta pancia e lo stomaco lo lasciamo a chi vuole parlare di noi, ahim\u00e8, senza sapere. 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