{"id":83231,"date":"2010-02-10T14:50:07","date_gmt":"2010-02-10T13:50:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2010\/02\/10\/legambiente-liguria-stop-al-carbone-nella-centrale-di-vado-ligure-puntare-sul-metano\/"},"modified":"2010-02-11T08:46:29","modified_gmt":"2010-02-11T07:46:29","slug":"legambiente-liguria-stop-al-carbone-nella-centrale-di-vado-ligure-puntare-sul-metano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/02\/legambiente-liguria-stop-al-carbone-nella-centrale-di-vado-ligure-puntare-sul-metano\/","title":{"rendered":"Legambiente Liguria: &#8220;Stop al carbone nella centrale di Vado Ligure, puntare sul metano&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria<\/strong>. \u201cStop al carbone\u201d. E\u2019 questo il titolo del dossier di Legambiente redatto per fornire un quadro completo della situazione delle centrali a carbone in Italia. \u201cIl quadro che emerge dal dossier \u00e8 quello di un\u2019Italia che dovr\u00e0 necessariamente giocare sulla produzione termoelettrica la partita strategica per la lotta ai cambiamenti climatici, visto che si tratta del settore che emette la maggior quantit\u00e0 di gas a effetto serra\u201d spiegano da Legambiente.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_921\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_921\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cNel 2007 le centrali termoelettriche, infatti, hanno rappresentato il 29% circa delle emissioni totali (159 milioni di tonnellate di CO2 sul totale di 553) e sono aumentate rispetto al 1990 del 17,6%. Il carbone, oggi ritenuto pulito ed economico, rappresenta quindi il maggiore pericolo che il nostro Paese ha di fronte se vuole raggiungere gli obiettivi previsti dall\u2019Unione europea che impone all\u2019Italia una riduzione vincolante del 5,2% rispetto al \u201890 (coerente con il -6.5% di Kyoto) da raggiungere entro il 2020\u201d proseguono ancora gli esperti dell\u2019associazione.<\/p>\n<p>\u201cMa a conti fatti, se dovessero entrare in funzione, tutti i progetti avviati e ormai conclusi (Civitavecchia), autorizzati fino ad oggi (Fiumesanto, Vado Ligure e Porto Tolle, a cui aggiungiamo Saline Joniche) o ipotizzati (Rossano Calabro), a regime si produrrebbero in pi\u00f9 quasi 39 milioni di tonnellate di CO2 all\u2019anno, a fronte dell\u2019impegno preso dall\u2019Italia idi ridurre le sue emissioni di gas serra di 60 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2020\u201d aggiungono da Legambiente.<\/p>\n<p>Nel dossier \u201cStop al carbone\u201d grande spazio \u00e8 dedicato alla Liguria visto che sul suo territorio sorgono tre impianti, oltre alla centrale di vado Ligure nel mirino sono finiete anche quella di Genova e quella di La Spezia. Dopo il parere favorevole alla costruzione di un nuovo gruppo a carbone della centrale di Vado Ligure rilasciato nel 2008 dalla Commissione nazionale VIA, gli Enti locali hanno fatto seguire, al parere negativo pi\u00f9 volte espresso e rimasto inascoltato, un ricorso al Tar del Lazio.<\/p>\n<p>A fine 2009 la Regione Liguria e i Comuni di Vado Ligure, Quiliano e Savona hanno presentato il ricorso per ribadire il ruolo degli Enti locali sull\u2019argomento e l\u2019assoluta incompatibilit\u00e0 dell\u2019ampliamento della centrale con i Piani regionali dell\u2019Energia e della qualit\u00e0 dell\u2019aria. \u201cIl nuovo gruppo da 460 MW che la Tirreno Power vorrebbe realizzare aggiungerebbe \u2013 ai 4,3 milioni di tonnellate di C02 del 2008 \u2013 altri 2,4 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno\u201d osservano da Legambiente.<\/p>\n<p>L\u2019impianto termoelettrico a carbone pi\u00f9 climalterante del Paese si conferma la centrale Enel di Cerano \u2013 Brindisi Sud (14,9 Mt di sforamento in milioni di tonnellate di CO2), seguita dall\u2019impianto Enel di Fusina (4,8) e da quello Tirreno Power di Vado Ligure (4,3).<\/p>\n<p>\u201cOltre ad andare contro qualsiasi logica di sostenibilit\u00e0 ambientale \u2013 commenta Stefano Sarti, Presidente di Legambiente Liguria \u2013 il progetto si pone in antitesi rispetto alle richieste portate avanti sin dalla fine degli anni \u201880 dai cittadini. Al contrario, come sosteniamo da sempre, bisogna uscire definitivamente dalla dipendenza dal carbone nella Provincia di Savona\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl depotenziamento e la metanizzazione di tutta la centrale costituiscono un\u2019alternativa di gran lunga preferibile ai piani industriali di Tirreno Power, che con il carbone farebbe un pessimo investimento sia in termini ambientali che economici per quello che riguarda il futuro della zona e dell\u2019intero paese. Al carbone \u00e8 associata anche la produzione e l\u2019emissione di polveri che mettono a rischio la salute dei cittadini del comprensorio, bene hanno fatto per questo gli Enti Locali a fare ricorso al Tar\u201d conclude Sarti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Liguria. \u201cStop al carbone\u201d. 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