{"id":83072,"date":"2010-02-08T09:58:20","date_gmt":"2010-02-08T08:58:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2010\/02\/08\/il-dialetto-riscoperto-sul-web-e-boom-di-siti-dedicati-alle-lingue-locali\/"},"modified":"2010-02-08T13:23:17","modified_gmt":"2010-02-08T12:23:17","slug":"il-dialetto-riscoperto-sul-web-e-boom-di-siti-dedicati-alle-lingue-locali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/02\/il-dialetto-riscoperto-sul-web-e-boom-di-siti-dedicati-alle-lingue-locali\/","title":{"rendered":"Il dialetto riscoperto sul web: \u00e8 boom di siti dedicati alle lingue locali"},"content":{"rendered":"<p>Al grido di battaglia di &#8220;Parla come mangi&#8221; (prima usato pi\u00f9 che altro come &#8220;invito&#8221; a non tirarsela e a non utilizzare termini e frasi affettate per darsi un tono) i linguisti, e non solo loro, invitano a riscoprire le radici della cultura della propria terra, la propria storia e le peculiarit\u00e0 del territorio in cui si \u00e8 nati o si vive.<\/p>\n<p>Sono molti infatti ormai gli appelli a riscoprire le &#8220;lingue locali&#8221;, tanto che i linguisti in primis concordano sulla necessit\u00e0 di non disperdere il patrimonio della &#8220;differenza linguistica&#8221;, e per i dialetti e per le lingue. Si tratta infatti di una ricchezza culturale e storica (57%), un legame con il territorio e con le proprie radici (48%), ma anche un sinonimo di identit\u00e0 (41%).<\/p>\n<p>A questo appello sembra rispondere il media &#8220;globale&#8221; per eccellenza: il web, dove sono centinaia di migliaia i siti e milioni le pagine dedicate proprio alle mille lingue locali italiane: a dominare la Sicilia, con oltre due milioni di siti e pagine dedicate al siciliano, seguita dal calabrese e dal toscano, ma non c&#8217;\u00e8 una regione o una citt\u00e0 che non &#8220;produca&#8221; siti dedicati al proprio dialetto. Ecco allora che si moltiplicano i &#8220;dizionari&#8221; italiano-dialetto, i corsi di dialetto on line, le pagine web dedicate ad aforismi, poesie, letteratura e detti, rigorosamente &#8220;in lingua locale2.<\/p>\n<p>Almeno questo \u00e8 quanto emerge da uno studio promosso da BocconiTrovato&amp;Partners attraverso il monitoraggio e l&#8217;analisi del web per individuare la presenza di siti dedicati ai diversi dialetti, la loro tipologia e i contenuti pi\u00f9 presenti. Sono inoltre stati intervistati 70 linguisti, docenti universitari di Lingua italiana e sociologi sull&#8217;importanza della salvaguardia dei dialetti. Proprio mentre l&#8217;utilizzo del dialetto in certe regioni sta scomparendo, il dibattito si fa sempre pi\u00f9 vivo, basti pensare alle polemiche sulla proposta di rendere obbligatorie le lezioni di dialetto a scuola e quelle sull&#8217;eccessiva presenza di romanesco sulla Tv pubblica, l&#8217;ultima delle quali ha visto protagonista la Lega, che ha aspramente criticato il fatto che nella fiction su Papa Giovanni XXIII, il pontefice interpretato da Massimo Ghini, invece di esprimersi con la cadenza bergamasca legata alla sua nascita, parlava in romanesco.<\/p>\n<p>Polemiche a parte quella delle lingue &#8220;locali&#8221; e del rischio legato alla loro scomparsa \u00e8 un allarme quanto mai serio: secondo i linguisti oggi sulla Terra si parlano infatti 5.500 idiomi diversi, senza contare i dialetti, i gerghi o le lingue sacre, ma ogni anno 235 lingue &#8220;si estinguono&#8221; irrimediabilmente, cos\u00ec come i diversi dialetti stanno andando scomparendo, non solo non vengono utilizzati, ma non vengono nemmeno pi\u00f9 &#8220;tramandati&#8221;. Ma a ritenere importante salvare dall&#8217;oblio le lingue regionali tra gli esperti sono in molti, ben 6 intervistati su 10. Il 45%, infatti, si dice convinto dell&#8217;importanza di preservare i diversi dialetti regionali, sempre meno conosciuti dalle nuove generazioni, cresciute con la Tv. Addirittura il 19% sostiene che non solo si devono preservare, ma vanno tenute in vita. Ovvero bisogna trasmetterle e insegnarle ai giovani, proprio come si fa con l&#8217;inglese, il francese o il tedesco.<\/p>\n<p>Naturalmente non tutti si trovano concordi (23%), ritenendo che sia molto pi\u00f9 importante puntare tutte le energie sul salvataggio e sul rilancio della lingua italiana, magari concentrandosi, come sta facendo il presidente francese Sarkozy, per diminuire l&#8217;influenza e l&#8217;utilizzo di termini stranieri, che sostituiscono sempre di pi\u00f9 l&#8217;utilizzo del francese. C&#8217;\u00e8 anche chi ritiene che il dialetto rappresenti uno strumento pi\u00f9 espressivo rispetto alla lingua italiana, perch\u00e9 legato ad evocazioni ed emozioni pi\u00f9 profonde, legate al territorio e alla sua storia (35%).<\/p>\n<p>I motivi insomma non sono certo &#8220;politici&#8221;, di divisione tra italiani delle diverse regioni, ma proprio di arricchimento del patrimonio culturale comune. Che il desiderio dunque di mantenere vivo il dialetto e di impedire che venga dimenticato \u00e8 diffuso lo dimostra lo strumento di comunicazione pi\u00f9 moderno che ci sia: Internet. Proprio il luogo della comunicazione globale, dell&#8217;inglese come lingua universale, infatti, sembra essersi assunto il compito di conservare e diffondere la conoscenza del dialetto. Basta infatti digitare &#8220;dialetto&#8221; sui principali motori di ricerca per trovarsi di fronte a milioni di siti e pagine web, tanto che fare una sorta di classifica dei pi\u00f9 presenti \u00e8 veramente complesso: non si tratta esclusivamente quelli regionali, ma di quelli legati alle singole citt\u00e0 e territori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al grido di battaglia di &#8220;Parla come mangi&#8221; (prima usato pi\u00f9 che altro come &#8220;invito&#8221; a non tirarsela e a non utilizzare termini e frasi affettate per darsi un tono) i linguisti, e non solo loro, invitano a riscoprire le radici della cultura della propria terra, la propria storia e le peculiarit\u00e0 del territorio in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[34],"tags":[18264,827,1363,12266,3458,2506],"class_list":["post-83072","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cronaca","tag-boom","tag-dialetto","tag-internet","tag-siti","tag-studio","tag-web","post_cat_citta-andora"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/83072","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=83072"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/83072\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=83072"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=83072"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=83072"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}