{"id":81512,"date":"2010-01-11T13:01:49","date_gmt":"2010-01-11T12:01:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=81512"},"modified":"2010-01-11T16:28:31","modified_gmt":"2010-01-11T15:28:31","slug":"79-dei-comuni-a-rischio-frane-legambiente-lancia-il-patto-per-il-territorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2010\/01\/79-dei-comuni-a-rischio-frane-legambiente-lancia-il-patto-per-il-territorio\/","title":{"rendered":"79% dei comuni a rischio frane: Legambiente lancia il &#8220;Patto per il territorio&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>[thumb:10898:l]<strong>Liguria<\/strong>. Spesso basta qualche millimetro di pioggia per mandare in tilt la nostra regione, e non solo. Frane e rocce che si sgretolano sotto i temporali, sono fenomeni di certo non sconosciuti, e il maltempo di queste ultime settimane ha messo a dura prova la capacit\u00e0 di reagire alle emergenze.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e8 Legambiente ha stilato una sorta di vademecum volto alla tutela del territorio da rischi di questo tipo, lanciando anche un appello per un &#8220;Patto con il Territorio&#8221; . &#8220;Soprattutto a fronte della verifica &#8211; sottolinea l&#8217;associazione ambientalista &#8211; che questi rischi vedono coinvolto il 79% dei comuni italiani&#8221;.<\/p>\n<p>Per rendere piu&#8217; ecosostenibile la gestione del territorio in condizioni meteo sempre piu&#8217; estreme, Legambiente propone, quindi, di delocalizzare i beni esposti a frane e alluvioni se legali, adeguare lo sviluppo territoriale alle mappe del rischio. Ma non solo. Bisogna, aggiunge Legambiente, ridare anche spazio alla natura, considerare torrenti e fiumare sorvegliati speciali, avere cura del territorio, puntare alla prevenzione degli incendi, imparare a convivere con il rischio attraverso sistemi di allerta, rafforzare la lotta agli illeciti ambientali, gestire le piogge in citta&#8217; e investire nella difesa del suolo.<\/p>\n<p>In particolare, afferma la Legambiente, per una concreta azione di mitigazione del rischio, e&#8217; necessario innazitutto attuare interventi di delocalizzazione degli edifici, delle strutture e delle attivita&#8217; presenti nelle aree a rischio. Questa attivita&#8217;, dice l&#8217;associazione, &#8220;rappresenta una delle soluzioni apparentemente piu&#8217; difficili da percorrere, ma risolutive ed economicamente convenienti&#8221;.<\/p>\n<p>Inoltre per il gruppo ambientalista serve adeguare lo sviluppo territoriale alle mappe del rischio. Si tratta, spiega, di un intervento necessario per evitare la costruzione nelle aree a rischio di strutture, residenziali o produttive, e per garantire che le modalita&#8217; di costruzione degli edifici tengano conto del livello e della tipologia di rischio presente sul territorio. E ancora.<\/p>\n<p>Frane e smottamenti si evitano anche secondo Legambiente, ridando spazio alla natura, avendo cura del terrotorio e combattendo gli illeciti ambientali.<\/p>\n<p>Secondo Ecosistema rischio 2009 di Legambiente e Protezione Civile, il 79% dei comuni coinvolti sono presenti abitazioni in aree esposte al pericolo di frane e alluvioni, nel 28% dei casi sono presenti in tali aree interi quartieri e nel 54% fabbricati e insediamenti industriali. Inoltre, nel 20% dei comuni campione d&#8217;indagine sono presenti strutture sensibili o strutture ricettive turistiche nelle aree classificate a rischio idrogeologico, mentre nel 36% dei comuni non viene ancora realizzata una corretta manutenzione del territorio.<\/p>\n<p>&#8220;Nonostante sia cosi&#8217; pesante l&#8217;urbanizzazione delle zone a rischio, appena il 7% delle amministrazioni comunali ha provveduto a delocalizzare abitazioni e solo nel 3% dei casi sono stati avviati interventi di delocalizzazione dei fabbricati industriali&#8221; lancia l&#8217;allarme l&#8217;associazione ambientalista. Che, mentre le piogge rendono sempre piu&#8217; insostenibile la gestione dei territori, lancia l&#8217;appello perche&#8217; si concretizzi finalmente un reale &#8220;Patto con il Territorio&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:10898:l]Liguria. Spesso basta qualche millimetro di pioggia per mandare in tilt la nostra regione, e non solo. 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