{"id":81030,"date":"2009-12-29T08:37:11","date_gmt":"2009-12-29T07:37:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/12\/29\/natale-ebay-preso-dassalto-dagli-italiani-per-sbarazzarsi-dei-regali-sgraditi\/"},"modified":"2009-12-29T12:12:00","modified_gmt":"2009-12-29T11:12:00","slug":"natale-ebay-preso-dassalto-dagli-italiani-per-sbarazzarsi-dei-regali-sgraditi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/12\/natale-ebay-preso-dassalto-dagli-italiani-per-sbarazzarsi-dei-regali-sgraditi\/","title":{"rendered":"Natale: eBay preso d&#8217;assalto per sbarazzarsi dei regali sgraditi"},"content":{"rendered":"<p>[thumb:1816:l]Pare proprio non valere pi\u00f9 il proverbio \u201ca caval donato non si guarda in bocca\u201d. Gli italiani ci guardano eccome invece, e se il \u201ccavallo\u201d non piace lo spediscono non al mittente ma \u201cvia internet\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_979\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_979\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sono infatti 13 milioni gli italiani che vorrebbero riciclare i regali ricevuti quest\u2019anno e tra questi 5 milioni hanno intenzione di venderli utilizzando come canale preferenziale eBay, fenomeno in netta crescita rispetto agli anni passati, in cui i nostri connazionali che si rivolgevano all\u2019ecommerce per riciclare i doni erano 1 milione.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 per via del periodo economico particolarmente difficile, ma tra i principali motivi per cui gli italiani pensano di riciclare i regali inutili al primo posto, con il 47%, c\u2019\u00e8 il risparmio, il 33% pensa invece di utilizzare i proventi della vendita per regalarsi ci\u00f2 che desidera, mentre il 18% si pagherebbe le spese natalizie. Chi pensava che gli amici avessero pi\u00f9 gusto della vecchia zia o che fossero le persone a conoscere meglio i desideri dei destinatari, si sbagliava: nel 54% dei casi sono proprio loro a rifilarci i regali meno graditi e pi\u00f9 imbarazzanti, seguiti al secondo posto dai parenti (46%) e al terzo dai colleghi di lavoro per il 9% dei casi. Dopo soli tre giorni dal Natale, sono gi\u00e0 oltre 8000 i regali non graditi o risultati doppi apparsi sul sito.<\/p>\n<p>La tendenza \u00e8 sempre in crescita: l\u2019anno scorso, lo stesso giorno, se ne contavano circa 6.000, mentre nel 2007 erano 4.000 e nel 2006 addirittura meno di 2.000. Guardando all\u2019anno scorso, secondo l\u2019indagine di Tns Internazionale, estesa a livello europeo, l\u2019Italia si conferma al primo posto tra i Paesi con il maggior numero di regali inutili: su 6 regali ricevuti almeno 1 era inutile ed \u00e8 costato ai nostri connazionali in media 44 euro. Quanto alla reazione degli italiani alla vista di un regalo che non piace, oltre la met\u00e0 mente, fingendo stupore positivo (56%), soprattutto per quanto riguarda le donne (60% contro il 52% degli uomini), il 40% preferisce ringraziare senza troppi entusiasmi, il 7% addirittura non reagisce. Ma gli italiani sono solo al secondo posto, con austriaci e inglesi, nella classifica europea dei pi\u00f9 bravi a mentire: \u00e8 l\u2019Irlanda infatti ad avere il primato, con il 71% che finge di essere soddisfatto del dono.<\/p>\n<p>Non vale lo stesso per Spagna e Germania, dove il 9% \u00e8 disposto ad ammettere che il regalo non era esattamente quello che si aspettava. Ma chi sono i pi\u00f9 \u2018facili al riciclo\u2019 d\u2019Italia? E\u2019 il Sud ad avere il primato assoluto, sia per i regali meno azzeccati che per il maggior numero di persone che si dedicano al riciclo subito dopo le feste. Il Nord Ovest si distingue invece, per la percentuale pi\u00f9 alta di parenti che sbagliano dono e il Centro \u00e8 il pi\u00f9 tecnologico, perch\u00e9 si disfa dei doni poco graditi facendo ecommerce su eBay. Esiste anche un decalogo di regole per chi si prepara a \u2018sbarazzarsi\u2019 dei doni ricevuti.<\/p>\n<p>Uno: non sentirsi in colpa a riciclare il regalo. Alla fine lo fanno tutti anche se non lo ammettono. Quello che non serve\/piace a te potrebbe piacere\/servire a qualcun altro. In fin dei conti la cravatta a pois che non ti piace molti la indossano tutti i giorni. Perch\u00e9 privarli di questo piacere? Due: mai riciclare oggetti unici o magari realizzati a mano da chi li ha offerti: \u00e8 il modo migliore per essere scoperti. Non esistono molti centri tavola ghepardati con il vostro nome inciso sopra. In questi casi estremi rimane solo raccontare a chi lo ha fatto che accidentalmente \u00e8 caduto nel camino acceso&#8230; Tre: non riciclare all\u2019interno dello stesso ambiente di provenienza. Potrebbe capitare di ridare lo stesso regalo a chi ha iniziato questa catena nel Natale del \u201992. La zia lo ha dato alla nonna, che lo ha dato al genero che lo ha girato alla consuocera. Non \u00e8 detto che la zia si ricordi del regalo in questione, ma \u00e8 sempre meglio fargli cambiare aria. Quattro: troppo facile usare il regalo per un po\u2019 e poi riciclarlo\u2026 il riciclone doc non deve essere mai stato usato, nuovo di \u2018pacco\u2019. Cinque: non rinunciare a riciclare pensando che, se non piace a te, non piacer\u00e0 a nessuno. Sei: se decidi di vendere un riciclo, non fare il furbo: inutile mettere un prezzo esorbitante perch\u00e9 comunque tu ci guadagni su una cosa che non useresti. Sette: se ti piace osare puoi anche ammettere che si tratta di un riciclo, ma non dire mai e poi mai, nemmeno sotto tortura, da chi hai ricevuto il regalo. Otto: l\u2019errore pi\u00f9 facile che puoi commettere? Dimenticarti il biglietto di auguri della zia che avevi infilato alla svelta tra le pagine del libro sulla storia dell\u2019arte greca. Ricordati di togliere dalle confezioni i biglietti di auguri con la firma del mittente. Nove: non avere fretta a riciclare. Immagina che imbarazzo dover spiegare alla cena della Befana a chi ti ha fatto quel regalo che il cane te l\u2019ha mangiato. Dieci: in fin dei conti \u00e8 il pensiero che conta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:1816:l]Pare proprio non valere pi\u00f9 il proverbio \u201ca caval donato non si guarda in bocca\u201d. Gli italiani ci guardano eccome invece, e se il \u201ccavallo\u201d non piace lo spediscono non al mittente ma \u201cvia internet\u201d. 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