{"id":80862,"date":"2009-12-23T09:50:18","date_gmt":"2009-12-23T08:50:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/12\/23\/la-crisi-mette-a-rischio-la-salute-degli-italiani-1-su-5-non-si-cura\/"},"modified":"2009-12-23T11:29:20","modified_gmt":"2009-12-23T10:29:20","slug":"la-crisi-mette-a-rischio-la-salute-degli-italiani-1-su-5-non-si-cura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/12\/la-crisi-mette-a-rischio-la-salute-degli-italiani-1-su-5-non-si-cura\/","title":{"rendered":"La crisi mette a rischio la salute degli italiani: 1 su 5 non si cura"},"content":{"rendered":"<p>[thumb:2007:l]La crisi economica mette a rischio la salute degli italiani. I soldi mancano, per cui si rinuncia a curarsi e a fare costose visite specialistiche. Lo rivelano i dati del Censis.<\/p>\n<p>Quasi un italiano su 5 (il 18%), in un anno, ha infatti rinunciato per motivi economici a una o piu&#8217; prestazioni sanitarie, soprattutto visite specialistiche e cure odontoiatriche, ma non solo. Con differenze notevoli tra i cittadini. Il dato, infatti, sale a circa il 21% tra i residenti nelle regioni del Centro, al 23,5% nel Sud, al 24,2% tra i 45-64enni, al 27,2% nelle grandi citta&#8217;, al 31% tra i meno istruiti.<\/p>\n<p>Sempre di piu&#8217;, inoltre, si preferisce ricorrere al servizio pubblico, anche con lunghe liste d&#8217;attesa. Sono alcune anticipazioni dei risultati del Monitor del Forum per la ricerca biomedica e del Censis &#8211; che ogni anno fotografa il rapporto degli italiani con la salute e il Servizio sanitario nazionale &#8211; e che verra&#8217; presentato nei prossimi mesi.<br \/>\nLe cifre indicano, dunque, che si e&#8217; accentuato il ricorso a una strategia del rinvio delle prestazioni sanitarie meno urgenti. Quasi il 21% degli intervistati ha anche ridotto l&#8217;acquisto di farmaci pagati di tasca propria: piu&#8217; del 23% dei 45-64enni, il 23,4% nel Mezzogiorno, il 28% dei residenti nelle grandi citta&#8217;, quasi il 29% dei meno istruiti. Oltre alle prestazioni sanitarie, quasi il 7% degli italiani ha dovuto fare a meno della badante, per se&#8217; o per un familiare, a causa della crisi. La percentuale sale al 7,7% al Sud e al 17,3% nelle citta&#8217; con 100-250 mila abitanti.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultimo anno il 35% degli italiani si e&#8217; rivolto alle strutture sanitarie pubbliche, accettando liste di attesa piu&#8217; lunghe, per ottenere prestazioni (analisi, visite mediche, cure) che in altri tempi avrebbero acquistato direttamente da strutture private, pagando di tasca propria. La percentuale sale al 40% tra gli anziani, al 41% tra i residenti nelle regioni del Centro, ad oltre il 47% tra le persone senza titolo di studio o con la sola licenza elementare.<\/p>\n<p>E&#8217; c&#8217;e&#8217; il rischio, denuncia il Censis, che l&#8217;affollamento delle strutture pubbliche determini, oltre che un ulteriore allungamento delle liste di attesa, un maggiore ricorso ai noti espedienti usati per accedere piu&#8217; velocemente alle prestazioni sanitarie, come le raccomandazioni e la corruzione.<\/p>\n<p>Gia&#8217; adesso quasi il 37% degli intervistati (oltre il 41% nelle regioni del Mezzogiorno) ritiene che sia aumentato negli ultimi tempi il ricorso alle &#8216;conoscenze&#8217; per ottenere raccomandazioni e accelerare l&#8217;accesso alle strutture sanitarie pubbliche, e piu&#8217; del 25% pensa che sia aumentato il malcostume di fare regali alle &#8216;persone giuste&#8217; per avere accesso a corsie preferenziali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:2007:l]La crisi economica mette a rischio la salute degli italiani. 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