{"id":79958,"date":"2009-12-04T17:07:35","date_gmt":"2009-12-04T16:07:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/12\/04\/regione-pubblicato-il-volume-%e2%80%9csulle-tracce-del-lupo-in-liguria%e2%80%9d\/"},"modified":"2009-12-04T17:07:35","modified_gmt":"2009-12-04T16:07:35","slug":"regione-pubblicato-il-volume-%e2%80%9csulle-tracce-del-lupo-in-liguria%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/12\/regione-pubblicato-il-volume-%e2%80%9csulle-tracce-del-lupo-in-liguria%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Regione, pubblicato il volume &#8220;Sulle tracce del lupo in Liguria&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>[thumb:15447:l]<strong>Regione<\/strong>. Per conoscere meglio il lupo, ricomparso nell\u2019entroterra la Regione Liguria ha pubblicato il volume \u201cSulle tracce del lupo in Liguria\u201d, edito  nel catalogo dei beni naturali e presentato dall\u2019assessore all\u2019Ambiente Franco Zunino, con gli autori Massimo Campora, Renato Cottalasso e Giovanni Diviacco. Le numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato che il lupo non \u00e8 cos\u00ec \u201ccattivo\u201d come si riteneva, ma che svolge invece un ruolo molto importante in natura, tale da giustificarne la tutela, a livello sia internazionale (Convenzione di Berna e Direttiva Europea \u201cHabitat\u201d), sia nazionale.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_808\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_808\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_808').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_808\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">In Liguria, dai primi, parziali accertamenti, sono tre le principali aree di presenza del lupo: l\u2019area imperiese delle Alpi Liguri, le zone montane del Genovesato e nell\u2019alto Spezzino. Considerato che i lupi si muovono in grandi spazi e possono arrivare a percorrere anche centinaia di chilometri nella stessa giornata, per avere risultati di conoscenza apprezzabili \u00e8 necessario avviare forme di collaborazione estese anche ai territori extraregionali per la condividire le metodologie di lavoro, la valutazione delle esperienze effettuate, lo scambio dei dati raccolti  la loro analisi e interpretazione.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, per la sua posizione geografica che mette in connessione le Alpi con gli Appennini, la Liguria, svolge una importante funzione  di \u201cponte\u201d per le popolazioni di lupo appenniniche e alpine. La presenza del lupo costituisce, infatti, un elemento di eccellenza faunistica ed un marchio di qualit\u00e0 per un territorio, ed \u00e8 estremamente importante dal punto di vista ecologico in quanto , predatore, e come tale ha un ruolo fondamentale nel controllo e nella regolazione di una parte della componente animale dell\u2019ecosistema. Trovandosi al vertice della catena alimentare, esso svolge un ruolo positivo anche nei confronti delle specie predate, eliminando preferibilmente individui vecchi e malati, contribuendo quindi a mantenere in buona salute le popolazioni delle prede stesse. La sua presenza in un\u2019area pu\u00f2 inoltre evitare sovrappopolazioni di alcune specie, come ad esempio i cinghiali ed altri ungulati, che provocano danni ingenti alle colture.<\/p>\n<p>All\u2019inizio degli anni Settanta il lupo in Italia era ormai ridotto a pochi esemplari confinati al Centro e al Sud, ma nell\u2019arco di 30 anni esso \u00e8 riuscito a ricolonizzare l\u2019arco alpino, dove era scomparso da circa un secolo, risalendo la penisola e utilizzando lo stretto corridoio ecologico del crinale appenninico della Liguria. Nella met\u00e0 degli anni Ottanta del secolo scorso questa specie \u00e8 quindi ricomparsa nell\u2019Appennino Ligure, in cui si era estinta da diversi decenni.<\/p>\n<p>Il ritorno del lupo in Liguria ha suscitato, come altrove, opinioni e sentimenti contrastanti. Da un lato la soddisfazione per questa ritrovata ed importante presenza e dall\u2019altro la preoccupazione degli allevatori, che lo vedono come una minaccia per il bestiame, e lo scetticismo ed il timore degli abitanti dell\u2019entroterra.<\/p>\n<p>Se la presenza del lupo ha un impatto pressoch\u00e9 nullo su gran parte delle attivit\u00e0 umane, essa pu\u00f2 invece costituire un problema per gli allevatori, i quali hanno spesso buone ragioni per vedere nel lupo un pericolo per la loro attivit\u00e0. Le specie domestiche pi\u00f9 vulnerabili sono pecore e capre, per la loro taglia ridotta e per il loro comportamento di fuga, che favorisce l\u2019attacco, oltre, ma in minor misura, a giovani bovini ed equini (vitelli e puledri). \u00c8 comunque opportuno ricordare che i danni, pur potendo risultare rilevanti nei confronti di un singolo allevamento che abbia subito un attacco, sono su scala generale di scarsa entit\u00e0.<\/p>\n<p>Le amministrazioni pubbliche, i ricercatori, i parchi e le associazioni sono impegnati a gestire la convivenza di questo predatore con gli allevatori; in alcuni casi amministrazioni regionali o provinciali hanno da tempo disposto forme di indennizzo a chi ha subito danni causati da lupi, e talvolta anche da cani, al fine di mitigare le controversie relative alle difficolt\u00e0 di attribuzione della predazione al lupo piuttosto che al cane.<\/p>\n<p>La Regione Liguria \u2013 assessorato all\u2019Ambiente, ha quindi avviato un progetto con lo scopo di studiare tutti gli aspetti legati al ritorno di questo carnivoro ed i conseguenti conflitti con le attivit\u00e0 economiche dell\u2019entroterra, al fine di garantire da un lato la tutela di questa specie, e dall\u2019altro lo svolgimento delle attivit\u00e0 zootecniche, individuando le pi\u00f9 opportune azioni gestionali.<\/p>\n<p>Una delle attivit\u00e0 previste dal progetto \u00e8 quella dell\u2019informazione e della comunicazione. Questo aspetto \u00e8 di fondamentale importanza, per vari soggetti, dagli amministratori ed i funzionari agli operatori economici, ed in particolare gli allevatori, ma anche agli abitanti delle zone montane e delle citt\u00e0, gli escursionisti e gli appassionati di natura.<\/p>\n<p>Questo libro si propone pertanto di fornire un\u2019informazione oggettiva sulle caratteristiche della specie Canis lupus, sulle fasi della ricolonizzazione del territorio ligure, sulla consistenza e sulla distribuzione attuale e su tutti gli aspetti storici, culturali, sociali ed economici legati alla sua presenza, senza tralasciare di analizzare le azioni e gli interventi possibili per ridurre i conflitti, legati in particolare all\u2019impatto sulla zootecnia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:15447:l]Regione. 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