{"id":79887,"date":"2009-12-03T17:07:02","date_gmt":"2009-12-03T16:07:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/12\/03\/furto-allipsia-di-savona-parla-linsegnante-derubata\/"},"modified":"2009-12-04T10:27:10","modified_gmt":"2009-12-04T09:27:10","slug":"furto-allipsia-di-savona-parla-linsegnante-derubata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/12\/furto-allipsia-di-savona-parla-linsegnante-derubata\/","title":{"rendered":"Furto all&#8217;Ipsia di Savona, parla l&#8217;insegnante derubata"},"content":{"rendered":"<p>[thumb:15422:l]<strong>Savona<\/strong>. Nei giorni scorsi tre studenti dell\u2019Ipsia di Savona in via alla Rocca sono stati denunciati dalla polizia per aver rubato soldi ad una professoressa. Per loro il consiglio d\u2019istituto ha deciso una punizione disciplinare. Per una settimana, infatti, sono entrati a scuola mezz\u2019ora prima e ne sono usciti mezz\u2019ora dopo, per dare una mano ai bidelli a pulire le aule.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_215\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_215\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sulla questione interviene la diretta interessata, la professoressa Renata Rusca Zargar, per precisare la propria posizione dopo quanto apparso su alcuni media in merito alla vicenda. \u201cDopo aver letto per due giorni di seguito imprecisioni e anche le calunnie nei miei confronti, mentre tutti sanno che l\u2019insegnante dal presunto \u2018pugno di ferro\u2019 di cui non si scrive il nome sono io, devo necessariamente spiegare come siano andati veramente i fatti, per proteggere la mia onorabilit\u00e0 e il serio lavoro che credo di aver fatto nella scuola dal 1975 ad oggi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cInsegno al Liceo artistico da nove anni \u2013 prosegue Rusca Zargar \u2013 e lo scorso anno scolastico, ho preso delle ore che mi sono state date all\u2019Ipsia in una classe seconda e che ho accettato di buon grado. All\u2019inizio delle lezioni, per\u00f2, mi sono trovata di fronte ad alcuni alunni che, durante le mie spiegazioni, scoreggiavano, ruttavano, bestemmiavano, ridevano e parlavano a voce alta. Non sono sempre stata docente di Liceo, ho insegnato, a suo tempo, felicemente, a Borghetto, quando molti avevano paura ad andarci, e poi dieci anni alla Media Corradini, ritenuta una scuola difficile, sotto la guida della meravigliosa e compianta preside Maura Musso\u201d.<\/p>\n<p>\u201cHo, dunque, parecchia esperienza e mi sono impegnata su due fronti: sanzionare i comportamenti che non credo adeguati ad un ambiente formativo quale deve essere quello della scuola anche se \u00e8 professionale, e cercare di operare per dare stimoli e gratificazioni agli alunni che magari hanno scelto tale istituto per imparare dignitosamente un mestiere\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl mercoled\u00ec incriminato \u2013 spiega \u2013 mi trovavo nell\u2019aula computer con tutta la classe (e non divisa, in quanto, giustamente, non si possono lasciare mai gli alunni soli) per proiettare un documentario sulla seconda guerra mondiale. Dato che il documentario si bloccava spesso, avendo lasciato la borsa sul bancone dietro al quale sono posizionate le sedie, mi sono spostata vicino al computer pochi passi pi\u00f9 avanti. In quei momenti, davanti a tutta la classe, qualcuno metteva le mani nella borsa, tirava fuori il borsellino, estraeva e divideva il denaro\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMi sono accorta poco dopo della mancanza e la mattina seguente ho informato vicepreside e colleghi (la preside era fuori Savona) della mia intenzione di denunciare il fatto. Mi ero, frattanto, informata in Questura sulle eventuali conseguenze della mia denuncia e mi era stato detto che, trattandosi di minorenni, specialmente se avessero restituito il denaro, non ci sarebbero state poi conseguenze sul certificato penale. Ho creduto, infine, doveroso presentare questa denuncia perch\u00e9 penso che l\u2019insegnante debba dare un segnale di legalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>\u201cRitengo che quando tocca a me \u2013 sottolinea l\u2019insegnante \u2013 anche se \u00e8 difficile e doloroso, devo fare il mio dovere di cittadina e di insegnante formatrice di coscienze limpide. Devo dare la mia testimonianza, tanto pi\u00f9 importante trattandosi di adolescenti, che si deve combattere apertamente l\u2019illegalit\u00e0. Non solo: bisogna sfatare l\u2019odio che i giovani provano per la polizia e i carabinieri, bisogna insegnare ad avere fiducia nelle forze dell\u2019ordine che esistono per proteggerci e difenderci, senza le quali non ci sarebbe la societ\u00e0 stessa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl perdono degli alunni? Naturalmente, \u00e8 gi\u00e0 avvenuto da tempo, anche se i genitori non sono mai venuti a parlare con me e persino la preside non mi ha concesso un incontro. Ieri, dell\u2019assemblea alla quale \u2018non ho voluto partecipare\u2019 non ne sapevo nulla: ho svolto le prime due ore all\u2019Artistico e mi sono recata all\u2019Ipsia dove avevo le ultime tre ore nella classe seconda. Dovevo interrogare di storia come programmato con gli alunni stessi e, dato che alcuni, tra cui due autori del furterello, non erano preparati, mi hanno chiesto se potevo interrogarli venerd\u00ec, cosa subito concessa. Mi hanno mostrato gli articoli dei giornali con tutte le inasettezze, ne abbiamo pacificamente discusso e \u2013 conclude \u2013 siamo andati a vedere un documentario sul campo di concentramento di Mauthausen, perch\u00e9 il lavoro continua. Spero serenamente\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:15422:l]Savona. Nei giorni scorsi tre studenti dell\u2019Ipsia di Savona in via alla Rocca sono stati denunciati dalla polizia per aver rubato soldi ad una professoressa. 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