{"id":78545,"date":"2009-11-03T17:14:20","date_gmt":"2009-11-03T16:14:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/11\/03\/regione-si-al-documento-di-programmazione-economico-finanziaria\/"},"modified":"2009-11-03T22:10:28","modified_gmt":"2009-11-03T21:10:28","slug":"regione-si-al-documento-di-programmazione-economico-finanziaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/11\/regione-si-al-documento-di-programmazione-economico-finanziaria\/","title":{"rendered":"Regione, s\u00ec alla programmazione economico finanziaria"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:5305:l]Regione<\/strong>. E\u2019 stata approvata dal Consiglio regionale la proposta di delibera \u201cDocumento di programmazione economico-finanziaria regionale per gli anni 2010-2012\u201d (Dpefr), con 21 voti favorevoli (centrosinistra e Udc) e 7 contrari (centrodestra). Con riferimento alle prospettive finanziarie della Regione Liguria, il Dpefr, che \u00e8 un documento che ha lo scopo di programmare gli interventi e le manovre finanziarie della Regione, analizza, in primo luogo, la politica di indebitamento della Regione Liguria sottolineando come il tasso di indebitamento rapportato alla popolazione ligure si collochi sotto la media delle altre Regioni e prospettando la possibilit\u00e0 che, nel 2010, l\u2019Ente possa ancora beneficiare dell\u2019andamento positivo dei tassi di mercato ottenendo economie sugli oneri di ammortamento tali da incidere positivamente sulla capacit\u00e0 di indebitamento futura. L\u2019indebitamento presenta, tra l\u2019altro, costi molto controllabili grazie al ricorso preponderante ai tassi fissi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_272\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_272\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il Dpefr evidenzia, infine, come la finanza locale, rispetto ad uno scenario di sensibile deterioramento dei conti pubblici, presenti significativi fattori di resistenza alla crisi economica: i Comuni, in particolare, a partire dal 2004, hanno migliorato i propri saldi di bilancio e hanno ridotto i propri disavanzi confermandosi, pertanto, nel confronto con gli altri livelli di governo, un comparto allineato al conseguimento degli obiettivi di risanamento dei conti pubblici. Per quanto attiene lo scenario macroeconomico regionale, il Dpefr sottolinea come il modello di sviluppo locale ligure abbia retto abbastanza bene agli urti del ciclo economico nazionale e internazionale grazie al fatto che i settori pi\u00f9 colpiti nell\u2019immediato dalla crisi non sono \u201ctrainanti\u201d nell\u2019economica ligure. La maggiore presenza, rispetto ad altre Regioni, di ultra sessantacinquenni e l\u2019incidenza di addetti al pubblico impiego ha garantito pi\u00f9 stabilit\u00e0 del reddito e contenuto, pertanto, le conseguenze negative della crisi. delle possibilit\u00e0 per le Regioni di erogare prestazioni sociali. Tuttavia la crisi comporta un aumento dei disoccupati e una caduta tendenziale del gettito fiscale a partire dal 2010: ne risentir\u00e0, in particolare l\u2019Irap, con un rallentamento molto forte del gettito fiscale dell\u2019imposta. Per quanto riguarda il federalismo fiscale, il Dpefr si sofferma sulle scelte fondamentali operate con la legge n. 42 del 2009: quest\u2019ultima attribuisce un ruolo centrale alle Regioni, ruolo che dovr\u00e0, tuttavia, essere declinato nei diversi decreti attuativi in attesa dei quali non risulta possibile, ad oggi, valutare gli effetti finanziari della nuova disciplina sulle Regioni stesse.<\/p>\n<p>In ordine alla politica sanitaria regionale, il Dpefr ricorda che il tavolo di monitoraggio, in data 27 marzo 2009, ha valutato che la Regione Liguria per l\u2019anno 2008, alla luce delle coperture disposte, garantisce l\u2019equilibrio economico ed evidenzia un avanzo di gestione: tale risultato \u00e8 stato raggiungo attraverso il ricorso a risorse di bilancio e all\u2019aumento in modo selettivo delle aliquote fiscali per addizionale all\u2019Irpef e per Irap, oltre che alla razionalizzazione e riorganizzazione del sistema sanitario regionale. Tuttavia il documento ricorda che l\u2019approvazione della legge 42 ha aperto una fase istituzionale molto delicata per le Regioni: nell\u2019immediato, per la sostenibilit\u00e0 del sistema sanitario regionale e, nel futuro, per il modello di welfare e di coesione sociale dell\u2019intero Paese. In particolare, il riparto delle risorse si baser\u00e0, in futuro, sui costi standard, strettamente collegati con il fabbisogno standard allo scopo di riequilibrare e contenere i costi, coperti da tributi regionali, con partecipazioni e trasferimenti perequativi. In questo nuovo contesto, la Regione Liguria si inserisce con un sistema sanitario regionale gi\u00e0 oggetto dal 2007 di intenso monitoraggio, contenimento e controllo della spesa, che ha consentito di innescare processi virtuosi di riqualificazione e riorganizzazione dell\u2019intero sistema per il rispetto degli impegni, anche stringenti, assunti con il Governo.<\/p>\n<p>Nella relazione di maggioranza Moreno Veschi (Pd) ha commentato: \u201cIl Dpefr 2010-2012 rappresenta una sintesi dello stato attuale e uno strumento di riferimento. La crisi, soprattutto in una realt\u00e0 economica come quella Ligure, basata sugli ordinativi, ha avuto conseguenze sull\u2019occupazione. Il dibattito nel centrodestra a livello nazionale \u00e8 incentrato su un problema che doveva essere affrontato prima: provvedimenti a difesa dei redditi e per garantire le piccole e medie imprese. Diminuire l\u2019Irap senza indicare alternative per coprire le spese della sanit\u00e0 \u00e8 insostenibile. All\u2019opposizione il fatto che abbiamo risanato i conti della sanit\u00e0, come certificato dal tavolo di monitoraggio del ministero, non va proprio gi\u00f9. La Liguria \u00e8 la Regione italiana che ha portato avanti con pi\u00f9 coerenza un piano di rientro\u201d. Immediata la replica di Luigi Morgillo (Pdl) che ha detto: \u201cLa maggioranza si \u00e8 specializzata a taroccare i dati, presentandoli aggregati in maniera non omogenea, e a raccontare bugie. Si tratta di un documento datato: quando si parla di scenari catastrofici nell\u2019economia ligure, avete cercato i dati pi\u00f9 negativi, poi smentiti anche dalla Banca d\u2019Italia. Il Dpef non \u00e8 credibile. In campagna elettorale l\u2019opposizione dovrebbe stare zitta e far parlare la maggioranza, perch\u00e9 dice cose talmente false da fare autogol. Quando qualcosa non va bene, il centrosinistra cita le medie nazionali: dire che la Liguria \u00e8 nella media dell\u2019indebitamento, ad esempio, significa dire che siamo allineati anche con Regioni come la Campania. Critico il metodo, che in questo caso \u00e8 anche sostanza, perch\u00e9 dal Dpef discendono poi finanziaria e bilancio regionale. Con la legge 15\/2002 nel Dpef dovevano essere inseriti anche gli obiettivi programmatici, cosa che qui non viene fatta. All\u2019interno del documento ci sono incongruenze di dati, come sul costo del personale che dal 2006 al 2008 ha avuto un incremento di 30 milioni rispetto al risparmio di 21 milioni ventilato nella parte iniziale del documento. Nel documento si legge che dal prossimo esercizio la capacit\u00e0 di indebitamento della Regione sar\u00e0 ridotta a zero, mentre dal 2005 a oggi l\u2019indebitamento \u00e8 passato da 401 milioni a 804 milioni di euro. Non mi scandalizzo del fatto che la Liguria sia indebitata, ma del fatto che questo impegno non abbia prodotto alcun effetto: non sono state costruite nuove infrastrutture, n\u00e9 nuovi ospedali. In compenso sono aumentati l\u2019accisa sulla benzina, il bollo auto, l\u2019irap, l\u2019ire e le tasse universitarie. \u00c8 raddoppiato l\u2019indebitamento, nel 2009 la sanit\u00e0 avr\u00e0 240 milioni di buco, le tasse sono aumentate: Pittaluga \u00e8 solo un bravo prestigiatore\u201d.<\/p>\n<p>Matteo Marcenaro ha poi osservato: \u201cNel Dpef trovo tasse che prima non c\u2019erano: l\u2019addizionale sul gas, l\u2019addizionale sulla benzina, imposte come l\u2019Irap che vanno a colpire le imprese che danno lavoro. L\u2019onere per le fughe dalle Asl liguri nel 2008 \u00e8 arrivato a 34 milioni di euro, per il 2009 si prevedono 40 milioni di euro perch\u00e9 la riforma che ha fatto il centro sinistra non \u00e8 per nulla apprezzata dai cittadini liguri. Il deficit sanitario \u00e8 passato da 108 milioni del 2007 a 111 del 2008 con un trend pericolosamente in crescita. Le risorse proprie della Regione sono scese\u201d. Vincenzo Nesci (Partito della Rifondazione comunista \u2013 Sinistra europea) ha aggiunto: \u201cIl ragionamento sulle tasse \u00e8 viziato da un problema di fondo: l\u2019evasione e l\u2019elusione fiscale sono enormi: siamo intorno al 13 per cento del Pil. Negli altri paesi \u00e8 sotto il 5%. Per valutare il peso di questo onere che pesa sulla collettivit\u00e0 basti un dato: l\u2019intero finanziamento della sanit\u00e0 \u00e8 del 6% del Pil: meno della met\u00e0 dell\u2019evasione. Nella prossima legislatura occorrer\u00e0 un intervento forte sull\u2019economia da parte del pubblico a sostegno del reddito\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019assessore alle Risorse umane, finanziarie Giovanni Battista Pittaluga ha replicato: \u201cSul problema della congiuntura le visioni degli economisti sono molto divergenti incerte e complesse. Una cosa \u00e8 certa: l\u2019 Irap, in presenza di una evasione fiscale elevata, consente di riequilibrare il peso troppo grande dell\u2019Irpef sui redditi bassi: del resto sono molti i paesi che hanno imposte del genere. Per quanto riguarda il piano di rientro, le tasse regionali eccetera: noi siamo stati costretti ad introdurli perch\u00e9 avevamo ereditato dalla Giunta Biasotti un disavanzo superiore al 7% delle risorse. Siamo stati obbligati a fare un piano di rientro, non avevamo scelta: se non coprivamo il deficit con le tasse saremmo stati messi in mora dal Governo. Tuttavia l\u2019operazione rientro \u00e8 riuscita le tasse le abbiamo tolte e la recessione \u00e8 stata avvertita meno in Liguria che in altre regioni. L\u2019indebitamento, 384 milioni di euro, \u00e8 inferiore a quello raggiunto dalla amministrazione precedente che aveva toccato il tetto dei 591 milioni di debiti. Il discorso al credito, se \u00e8 controllato e diretto a produrre investimenti, fa parte di una corretta politica economica: accelerare gli investimenti all\u2019inizio del ciclo amministrativo e rallentare alla fine. Il processo di risanamento della sanit\u00e0 non \u00e8 compiuto e necessiter\u00e0 di passi ulteriori nella prossima legislatura, e non poteva che essere cos\u00ec perch\u00e9 raggiungere un equilibrio in questo campo \u00e8 difficile e socialmente costoso. E\u2019 quindi necessario procedere con gradualit\u00e0\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:5305:l]Regione. 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