{"id":76109,"date":"2009-10-05T16:04:37","date_gmt":"2009-10-05T14:04:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/10\/05\/linformazione-passa-per-internet-l82-degli-italiani-si-documenta-attraverso-il-web-superata-la-tv\/"},"modified":"2009-10-06T10:21:55","modified_gmt":"2009-10-06T08:21:55","slug":"linformazione-passa-per-internet-l82-degli-italiani-si-documenta-attraverso-il-web-superata-la-tv","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/10\/linformazione-passa-per-internet-l82-degli-italiani-si-documenta-attraverso-il-web-superata-la-tv\/","title":{"rendered":"L&#8217;82% degli italiani si documenta attraverso il web. Superata la tv"},"content":{"rendered":"<p>[thumb:13712:l]Per chi usa internet e\u2019 proprio il web la piu\u2019 importante fonte di informazione sulle notizie. L\u201982% degli internauti infatti sceglie come fonte di informazione il web seguito dalla televisione (63%), dal cellulare (48%), dalla radio (48%) e dai quotidiani (36%). Lo evidenzia una ricerca commissionata dall\u2019Ordine dei Giornalisti della Lombardia ad Astra ricerche. L\u2019uso di web e cellulari per il 52% non ha ridotto l\u2019uso dei media \u2018tradizionali\u2019 mentre il 37% di chi usa internet ha diminuito l\u2019utilizzo dei media tradizionali.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_852\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_852\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ad essere piu\u2019 penalizzati, prosegue la ricerca, sono i quotidiani, seguiti dai periodici e dalla televisione. La radio e\u2019 il mezzo di informazione meno penalizzato dalle news sul web.<\/p>\n<p>Rilevante anche l\u2019uso di servizi a pagamento on line con 2,3 milioni di persone che accedono a servizi a pagamento anche senza doversi abbonare, come gli archivi dei quotidiani, mentre 700 mila persone pagano per avere notizie, con abbonamenti in forma pdf, e altre 700 mila persone che sono iscritte a servizi internet che inviano news. L\u2019uso del web e del cellulare e\u2019 comunque in aumento, il 65% degli intervistati dalla ricerca afferma infatti di utilizzare questi strumenti piu\u2019 di un anno fa. Il 21% di chi usa internet si dichiara favorevole a pagare per avere news sul web, un platea stimata dallla ricerca in 3,1 milioni di persone. Tra questi 1,7 milioni di persone e\u2019 disposta a pagare qualche centesimo di euro per \u201cogni informazione seria e affidabile\u201d mentre 1,4 milioni e\u2019 disposta a pagare per approfondimenti e commenti autorevoli. Quanto alla qualita\u2019 del giornalismo sul web, per il 42% degli intervistati \u201cesistono siti e blog dove si puo\u2019 trovare informazione seria\u201d mentre per il 32% \u201cle notizie dei comuni cittadini sono piu\u2019 affidabili di quelle giornalistiche\u201d.<\/p>\n<p>Complessivamente le notizie sul web sono valide per il 37% degli intervistati, dubbie per il 34% e inaffidabili per il 29%. Il 47% chiede \u201cil giornalismo dei giornalisti\u2019, 43% non prende posizione tra giornalisti e comuni cittadini mentre il 10% e\u2019 ostile ai giornalisti. Per una percentuale che rappresenta 6 milioni di internauti, infine, le notizie formite da giornalisti inscirtti all\u2019Ordine dovrebbero essere indicate con un simbolo, una sorta di bollino, quale marchio di \u2018origine controllata\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:13712:l]Per chi usa internet e\u2019 proprio il web la piu\u2019 importante fonte di informazione sulle notizie. 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