{"id":73511,"date":"2009-09-11T19:01:37","date_gmt":"2009-09-11T17:01:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/09\/11\/le-centrali-frascheri-e-mu-contro-il-latte-alla-spina\/"},"modified":"2009-09-12T12:07:13","modified_gmt":"2009-09-12T10:07:13","slug":"le-centrali-frascheri-e-mu-contro-il-latte-alla-spina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/09\/le-centrali-frascheri-e-mu-contro-il-latte-alla-spina\/","title":{"rendered":"Le centrali Frascheri e Mu contro il latte alla spina"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:1079:l]Bardineto<\/strong>. Le centrali Frascheri e Mu alla carica contro il latte crudo. L\u2019industria di trasformazione savonese prende posizione alla vigilia dell\u2019inaugurazione a Cairo Montenotte, in piazza XX Settembre, del primo distributore di latte allo stato naturale, ovvero cos\u00ec com\u2019\u00e8 prodotto dalla mucca, prima ancora che venga pastorizzato e impacchettato.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_481\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_481\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Le aziende Frascheri e Mu sono schierate sulla stessa linea: \u201cIl Ministero della Salute ha recentemente stabilito che le macchine erogatrici di latte crudo devono riportare in rosso l\u2019indicazione chiaramente visibile \u2018prodotto da consumarsi solo dopo la bollitura\u2019. La bollitura significa un riscaldamento del latte a 100\u00b0. Cosa succede nel latte tra i 75\u00b0 (temperatura di pastorizzazione) e i 100\u00b0 (temperatura di bollitura)? Si bruciano proteine, vitamine e sali minerali. Si altera il gusto\u201d.<\/p>\n<p>Le argomentazioni delle due centrali savonesi fanno proprie le tesi di uno studio dell\u2019ingegner Riccardo Pozzoli, esponente di Assolatte (associazione di categoria di Confindustria): \u201cL\u2019estendersi del fenomeno delle cosiddette macchinette o dispenser erogatrici di latte crudo, un fenomeno essenzialmente italiano, \u00e8 un non senso sia sotto il profilo economico che sotto quello energetico e soprattutto sotto quello sanitario. La motivazione principale usata dai sostenitori non \u00e8 quella che si tratta di un prodotto diverso, come effettivamente \u00e8, ma quella che si risparmia fino al 30% rispetto al latte fresco acquistato al supermercato. Questo non \u00e8 vero, perch\u00e9 oggi al supermercato o al discount si possono trovare confezioni di latte con un ventaglio di prezzi che vanno da un minimo di 0,59 euro\/l (un sottocosto non dichiarato) ad un massimo di 1,71 euro\/l, con tanto di indicazione di origine del latte (obbligatoria per legge) che certifica trattarsi di latte italiano, contro un prezzo di 1 euro pi\u00f9 il contenitore per il latte sfuso\u201d.<\/p>\n<p>La notizia dell\u2019apertura di un distributore di latte crudo a Cairo, promosso dall\u2019azienda Alcide Accusani che si occupa di agricoltura biologica e dalla Saint-Gobain Vetri, produttore di contenitori alimentari in vetro, ha subito messo sull\u2019allerta le centrali di Bardineto e di Savona. Frascheri e Mu illustrano le critiche che muovono al prodotto \u201calla spina\u201d: \u201cNon \u00e8 vero che \u00e8 pi\u00f9 digeribile, perch\u00e9 i globuli di grasso non sono omogeneizzati e questo comporta difficile digeribilit\u00e0. Non \u00e8 vero che \u00e8 pi\u00f9 gustoso, perch\u00e9 talvolta si percepisce l\u2019aroma di stalla e c\u2019\u00e8 a chi proprio non piace. Non \u00e8 vero che \u00e8 ricco di proteine, perch\u00e9 ne contiene la stessa quantit\u00e0 del latte pastorizzato ed \u00e8 con la bollitura che si danneggia il contenuto proteico. Non \u00e8 vero che \u00e8 particolarmente ricco di vitamine, perch\u00e9 il processo di pastorizzazione determina solamente una perdita da 0 a 10% di vitamine\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019industria di trasformazione elenca anche le malattie pi\u00f9 frequentemente associate al consumo di latte crudo, dalla febbre tifoidea alla difterite alle infezioni streptococciche, e poi sottolinea: \u201cSarebbe corretto, ed anzi indispensabile, che al consumatore venisse data un\u2019informazione completa di cosa significa assumere latte crudo senza le dovute precauzioni, in modo di consentirgli di fare le sue scelte a ragion veduta: se cio\u00e8 assumersi una certa dose di rischio consumandolo tal quale o se farlo bollire, riducendo il rischio, ma rendendolo di qualit\u00e0 nutritiva nettamente inferiore al latte pastorizzato\u201d.<\/p>\n<p>Ai sostenitori del latte crudo che perorano la causa ambientale, affermando che con meno camion per il trasporto si riducono le emissioni di gas di scarico e quindi si risparmia energia, cos\u00ec rispondono le centrali del latte: \u201cNon \u00e8 vero: se sommiamo i consumi e i gas di scarico delle automobili utilizzate dai consumatori per comprare quotidianamente un litro di latte abbiamo un risultato certamente superiore, a parit\u00e0 di litri venduti\u201d. A coloro che sostengono la causa del riciclaggio dei contenitori, le centrali replicano: \u201cAttualmente le industrie utilizzano contenitori o totalmente riciclabili (vetro e PET) o riciclabili al 90% (poliaccoppiato carta-polietilene). Si spreca un numero inferiore di contenitori, riutilizzando le bottiglie dell\u2019acqua o rilavando le bottiglie riempite in precedenza. E\u2019 vero, ma i rischi igienico-sanitari derivanti dall\u2019utilizzo di contenitori non perfettamente puliti si sommano a quelli derivanti dal latte crudo. Nel consumo di latte crudo, in caso di tossinfezione alimentare, come si pu\u00f2 essere certi che la causa derivi dal contenuto o dal contenitore, di chi \u00e8 la responsabilit\u00e0 penale, del consumatore o del produttore di latte?\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:1079:l]Bardineto. Le centrali Frascheri e Mu alla carica contro il latte crudo. 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