{"id":68980,"date":"2009-08-01T12:48:05","date_gmt":"2009-08-01T10:48:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/08\/01\/pillola-abortiva-ciangherotti-la-maternita-va-sostenuta\/"},"modified":"2009-08-01T12:48:05","modified_gmt":"2009-08-01T10:48:05","slug":"pillola-abortiva-ciangherotti-la-maternita-va-sostenuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/08\/pillola-abortiva-ciangherotti-la-maternita-va-sostenuta\/","title":{"rendered":"Pillola abortiva, Ciangherotti: &#8220;La maternit\u00e0 va sostenuta&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:13587:l]Albenga<\/strong>. Eraldo Ciangherotti, presidente di FederVita, si schiera contro il via libera alla pillola abortiva. \u201cResta incomprensibile come il Governo \u2013 dichiara \u2013 con grande meticolosit\u00e0 ed attenzione, si stia applicando per normare l\u2019uso della pillola Ru486, e non abbia ancora attivato le stesse forze per dare una piena applicazione ad un programma di reale tutela sociale della maternit\u00e0. La commercializzazione della Ru486, nonostante i 29 casi di decessi accertati, non solo favorir\u00e0 anche in Italia il business della case farmaceutiche, a discapito della salute della donna, ma consentir\u00e0 pure allo Stato di derubricare l\u2019aborto ancora di pi\u00f9 dai propri impegni sociali\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_580\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_580\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cDi fatto \u2013 prosegue Ciangherotti \u2013 le istituzioni rinunciano ulteriormente a supportare la maternit\u00e0 disagiata e a mettere in atto tutti i possibili contributi per far superare le cause che potrebbero indurre la donna all\u2019interruzione della gravidanza. Negli ambiti ospedalieri pubblici e convenzionati del territorio italiano (ad Albenga noi l\u2019abbiamo gi\u00e0 denunciato qualche mese fa a proposito del consultorio Asl savonese) nessun operatore sanitario, nel proporre l\u2019aborto chirurgico come l\u2019uso della pillola Ru486, avr\u00e0 il coraggio di informare la donna, secondo un trasparente e veritiero consenso informato, che gi\u00e0 dalla sesta settimana il battito del cuore pu\u00f2 essere visto con una semplice ecografia\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMolti \u2013 continua Ciangherotti \u2013 sono i casi di donne abbandonate dalle istituzioni di fronte ad una gravidanza disagiata che si rivolgono al nostro Centro di Aiuto alla Vita per cercare di superare le difficolt\u00e0 non solo economiche ma anche psicologiche. Emblematico il caso di Margherita (nome di fantasia) che  si \u00e8 rivolta al nostro Centro di Aiuto alla Vita di Albenga lo scorso febbraio per un supporto. Margherita, residente nella provincia  di Savona, \u00e8 madre di due figli che sono stati affidati al marito. Un passato di tossicodipendenza e di violenza domestica. Una vita ai margini della societ\u00e0. La donna \u00e8 arrivata al nostro Centro di Aiuto alla Vita incinta di due mesi. Il suo bambino era frutto di una violenta relazione con un\u2019extracomunitario. Margherita aveva gi\u00e0 il certificato di aborto tra le sue mani, quando \u00e8 arrivata da noi. Era nei sette giorni di riflessione previsti dalla legge 194\/78 prima di poter entrare in sala operatoria e dire addio al suo bambino\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMargherita \u2013 spiega il presidente di FederVita \u2013 chiedeva aiuti e sforzi concreti, perch\u00e9 l\u2019aborto le sembrava l\u2019ultima possibilit\u00e0. E noi da subito ci siamo impegnati a sostenerla. Margherita chiedeva poche cose: una casa protetta, un supporto psicologico, un ambiente sicuro e sereno per accogliere il suo bambino. Immediatamente ci siamo attivati per stabilire un contatto con l\u2019assessorato ai Servizi sociali del Comune di residenza, pattuendo una cifra di 400 euro mensili che venivano erogati dal Comune per garantire un contributo al vitto della donna. Quindi abbiamo attivato un progetto Gemma, il servizio per l\u2019adozione prenatale a distanza di madri in difficolt\u00e0, che dal terzo mese di gravidanza e fino al compimento del primo anno di vita del bambino, potesse offrire a Margherita un contributo economico di 160 euro mensili. Infine tra volontari ci siamo autotassati per sostenere le piccole spese della donna, dandole circa 50 euro alla settimana. Margherita \u00e8 oggi al termine della sua gravidanza. Vive all\u2019interno di una struttura protetta. Ora sorride, non \u00e8 pi\u00f9 sola, adottata un po\u2019 da tutte le persone che vivono con lei. A settembre sar\u00e0 trasferita in una casa famiglia dove vivr\u00e0 insieme con altre ragazze madri e sar\u00e0 seguita proprio nei mesi pi\u00f9 vicini al parto e poi, successivamente, fino a rifarsi una vita con la sua bambina\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa scelta di continuare la gravidanza \u2013 conclude Ciangherotti \u2013 pu\u00f2 favorire nuove prospettive di vita e la possibilit\u00e0 di liberarsi e denunciare abusi. La storia di Margherita \u00e8 stata per noi una buona scuola di vita. Ci\u00f2 che ci ha insegnato questa vicenda in maniera diretta \u00e8 stato non solo l\u2019aver salvato una vita umana, ma anche l\u2019aver contribuito alla nascita di un bambino, insieme con le istituzioni, con un Comune e con un assessorato ai servizi sociali. In piena applicazione della 194\/78, la legge che, oltre all\u2019aborto, sancisce la tutela sociale della maternit\u00e0\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:13587:l]Albenga. 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