{"id":68677,"date":"2009-07-30T07:28:10","date_gmt":"2009-07-30T05:28:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=68677"},"modified":"2009-07-30T07:56:43","modified_gmt":"2009-07-30T05:56:43","slug":"italiani-bocciati-a-tavola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/07\/italiani-bocciati-a-tavola\/","title":{"rendered":"Italiani bocciati a tavola"},"content":{"rendered":"<p>[thumb:13388:l]Quasi tutti dicono di prediligere cibo ed ingredienti made in Italy, ma all\u2019atto pratico gli italiani dimostrano di non conoscere alimenti e piatti della tradizione, tanto che per 1 su 3 il salame felino conterrebbe carne di gatto e l\u2019aceto balsamico per 1 su 4 \u00e8 realizzato unendo a normale aceto delle erbe di montagna.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_346\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_346\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Per quasi 9 italiani su 10 i prodotti alimentari made in Italy hanno una marcia in pi\u00f9: sono pi\u00f9 buoni e genuini (27%), danno maggiori garanzie in termini di sicurezza (21%), per non parlare dei sapori unici e inconfondibili che sono in grado di offrire. Fin qui tutto bene, almeno in apparenza, ma la musica cambia quando le domande riguardano proprio alcuni di quei prodotti e piatti che dicono di considerare irrinunciabili.<\/p>\n<p>Ecco allora che se il culatello \u00e8 giustamente indicato come uno dei salumi pi\u00f9 pregiati dal 44%, c\u2019\u00e8 chi pensa che sia un modo dialettale di chiamare il \u201clato b\u201d dei bambini (21%). Allo stesso modo quando si parla di \u201cdatterino\u201d solo il 7% sa che \u00e8 una variet\u00e0 di pomodoro, mentre il 39% pensa si tratti di una tipologia particolarmente piccola di dattero o addirittura un tipo di pesce (27%).<\/p>\n<p>Le cose non vanno meglio quando dagli alimenti si passa ai pi\u00f9 famosi piatti tipici della tradizione regionale: le celebri sarde a beccafico per ben il 51% degli intervistati non sono altro che sarde cucinate in salsa di fichi, mentre la \u201cparmigiana\u201d\u2018 \u00e8 un piatto a base di parmigiano (19%). E la tanto decantata dieta mediterranea? Per il 29% si tratta di un tipo di alimentazione che prevede esclusivamente pesce.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 ci\u00f2 che emerge da un\u2019indagine condotta da vie del Gusto, il mensile di turismo ed enogastronomia diretto da Domenico Marasco, su un campione di 1300 uomini e donne di et\u00e0 compresa tra i 18 ed i 55 anni intervistati sui prodotti del made in Italy e della tradizione culinaria italiana. Per gli italiani made in Italy \u00e8 sinonimo di garanzia, genuinit\u00e0, tradizione e gusto, ma in molti ammettono di non conoscere bene i prodotti e le sigle che ne certificano la qualit\u00e0.<\/p>\n<p>E a sorpresa le donne meno preparate degli uomini. Il 62% delle intervistate ha commesso almeno 3 errori nel questionario, contro il 28% degli uomini. Ma cosa significa made in Italy? Per il 29% degli intervistati, sono i prodotti che esistono solo nel nostro Paese, per il 23% \u00e8 un prodotto presente solo in alcune aree geografiche mentre per il 19% \u00e8 sinonimo di tradizione.<\/p>\n<p>Nonostante la dichiarata intenzione di prestare attenzione all\u2019etichetta ed alla provenienza dei cibi e delle bevande italiane, una grossa fetta degli intervistati non nega di avere grosse difficolt\u00e0 con nomi e sigle spesso incomprensibili (44%).<\/p>\n<p>Sulla carta solo il 16% degli italiani non presta cura alla provenienza degli articoli alimentari acquistati o comunque non la reputa una caratteristica degna di nota. Per il 34%, infatti la provenienza rigorosamente italiana rappresenta un elemento irrinunciabile, a cui si aggiunge il 28% che la ritiene molto importante e l\u201911% che pensa che lo sia abbastanza. Una parte importante nella scelta ce l\u2019hanno anche i ricordi personali: l\u201911% sceglie prodotti made in Italy perch\u00e9 ricordano sapori a cui si \u00e8 abituati.<\/p>\n<p>Quando si passa dalla teoria alla pratica queste difficolt\u00e0 emergono con grande evidenza, tanto che errori e strafalcioni non si contano, sia sugli alimenti e prodotti, che sui piatti della tradizione. La dieta mediterranea? Un\u2019alimentazione ipocalorica a base di pesce. Il capocollo \u00e8 un formaggio, la tinca un vino e la parmigiana \u00e8 un piatto tipico a base di formaggio.<\/p>\n<p>Ecco tutti gli svarioni degli italiani in cucina. Il culatello \u00e8 uno dei salumi pi\u00f9 pregiati, che ci viene invidiato da tutto il mondo, cosa di cui il 41% degli intervistati sembra essere a conoscenza, ma per il 21% si tratta di un modo simpatico di chiamare il sederino dei bambini o addirittura un \u201cvezzeggiativo\u201d per una signorina che ha delle curve particolarmente attraenti (17%). Allo stesso modo il capocollo \u00e8 identificato correttamente dal 22% come insaccato, mentre per il 25%, memore forse di alcuni vecchi film di Lino Banfi, dove l\u2019attore minacciava di \u201cspezzare la noce del capocollo\u201d, si tratta della parte superiore del collo di un uomo. Addirittura, per il 21%, altro non \u00e8 che un formaggio.<\/p>\n<p>Il salame felino? Il 26% sa che il nome deriva dal luogo di produzione, c\u2019\u00e8 chi lo associa alla diceria per la quale i veneti mangiano i gatti e ritiene quindi che si tratti di un insaccato veneto a base di carne di gatto (33%). E la Tinca Gobba Dorata? Solo il 19% sa che si tratta di un pesce, per il 42% si tratta di una malformazione di un osso della gamba (viene insomma confusa con la tibia), ma c\u2019\u00e8 anche chi si dice convinto del fatto che sia un pregiato vino delle Langhe (12%).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:13388:l]Quasi tutti dicono di prediligere cibo ed ingredienti made in Italy, ma all\u2019atto pratico gli italiani dimostrano di non conoscere alimenti e piatti della tradizione, tanto che per 1 su 3 il salame felino conterrebbe carne di gatto e l\u2019aceto balsamico per 1 su 4 \u00e8 realizzato unendo a normale aceto delle erbe di montagna. 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