{"id":66399,"date":"2009-07-10T08:39:51","date_gmt":"2009-07-10T06:39:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/07\/10\/laglio-di-vessalico\/"},"modified":"2009-07-10T08:39:51","modified_gmt":"2009-07-10T06:39:51","slug":"laglio-di-vessalico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/07\/laglio-di-vessalico\/","title":{"rendered":"L&#8217;aglio di Vessalico"},"content":{"rendered":"<p>Nella valle Arroscia si celebra ancora la transumanza, un rito tanto antico quanto suggestivo: le mandrie si spostano tra gli alpeggi e le campagne, invadendo paesi e strade. Da questa tradizione millenaria, \u00e8 nata la cosiddetta cucina bianca, che deve il suo nome al colore degli ingredienti di base: farina, patate, latte, aglio e poche altre cose. <\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_129\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_129\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">E se latte e patate, pur ottime, non hanno certo caratteristiche particolari, un aglio assolutamente unico cresce invece in quella parte di Liguria, quello di Vessalico. Di agli in realt\u00e0 ne esistono a centinaia, di ogni specie, forma, colore e sapore: in Italia sono molto pregiati due rossi, quello di Nubia (in provincia di Trapani) e quello di Sulmona (in provincia dell\u2019Aquila). All\u2019aglio, imparentato con la cipolla ma anche con il giglio, sono legate tante leggende: una racconta che nacque dall\u2019impronta che il diavolo lasci\u00f2 mentre abbandonava l\u2019Eden. <\/p>\n<p>Coltivato da sempre, in diverse epoche e luoghi del mondo se ne trovavano testimonianze. Probabilmente le sue origini vanno ricercate nell\u2019Asia centrale e nell\u2019India, i soli paesi in cui la pianta cresce spontaneamente. Nell\u2019antico Egitto era usato dagli schiavi che costruivano le piramidi perch\u00e9 si credeva aumentasse la resistenza agli sforzi. Erodoto scrive di schiavi nutriti con un pezzo di pane, uno spicchio d\u2019aglio e mezza cipolla. In Grecia, durante le Olimpiadi, gli atleti ne mangiavano uno spicchio prima delle gare. Nel Medioevo era chiamato la cipolla del nobile ed era usato in campo magico e medicinale.  <\/p>\n<p>Coltivato in montagna, in piccoli campi ombrosi, l\u2019aglio di Vessalico, piccolo, aromatico e adatto alla conservazione, viene confezionato in lunghe trecce (reste). Le teste, essiccate, vengono intrecciate a due a due. Ha un gusto forte, lievemente piccante, un profumo delicato. <\/p>\n<p>La bont\u00e0 e le qualit\u00e0 organolettiche dell\u2019aglio di Vessalico sono dovute al clima e alle caratteristiche del terreno dell\u2019area di produzione. In particolare la mitezza del clima di questi luoghi, per la presenza del mare a pochi chilometri di distanza; la natura dei terreni sciolti, derivati da una roccia madre argillosa, ne fa un luogo ideale per la coltivazione di questo \u201caglio di montagna\u201d. L\u2019aglio di Vessalico, per le sue caratteristiche chimiche e organolettiche uniche, viene protetto come Presidio Slow Food.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella valle Arroscia si celebra ancora la transumanza, un rito tanto antico quanto suggestivo: le mandrie si spostano tra gli alpeggi e le campagne, invadendo paesi e strade. 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