{"id":64183,"date":"2009-06-20T10:41:46","date_gmt":"2009-06-20T08:41:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=64183"},"modified":"2009-06-20T18:09:26","modified_gmt":"2009-06-20T16:09:26","slug":"monte-negino-e-comprensorio-di-montenotte-allarme-per-le-aree-storiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/06\/monte-negino-e-comprensorio-di-montenotte-allarme-per-le-aree-storiche\/","title":{"rendered":"Monte Negino e comprensorio di Montenotte, allarme per le aree storiche"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:12844:l]Cairo Montenotte<\/strong>. Grido di allarme per le risorse paesaggistiche di Monte Negino e quelle del comprensorio di Montenotte. Tali ambienti rischiano di essere profondamente modificati dall\u2019uomo, perdendo il loro fascino. Ad esprimere la propria preoccupazione \u00e8 Claudio Arena, ideatore e curatore del sito Fortezzesavonesi.com.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_35\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_35\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Sul Monte Negino infatti da qualche tempo \u00e8 stata installata l\u2019antenna di un anemometro che rappresenta il primo passo per il futuro insediamento di pale eoliche. \u201cImpossibile non essere favorevoli all\u2019energia eolica, pulita ed ecologica, nell\u2019ovvio confronto con le altre fonti \u2013 spiega Claudio Arena \u2013 il problema non deve essere letto in questo senso. Il problema \u00e8 la salvaguardia dei siti di interesse storico che lo sviluppo degli impianti eolici ha, in molti casi, gi\u00e0 compromesso\u201d.<\/p>\n<p>Nel 2004 fu proposto un parco eolico costituito da 13 mulini che avrebbe dovuto estendersi per tre chilometri lungo il crinale spartiacque tra Sansobbia ed Erro. Questo progetto con delibera della Giunta Regionale del 2004 fu giudicato inammissibile per \u201cil grave impatto ambientale non mitigabile o compensabile\u201d. In seguito il progetto fu ridimensionato a sei torri eoliche, realizzato e battezzato Parco Eolico Valbormida. \u201cQuesta \u00e8 un\u2019evidente contraddizione \u2013 attacca Arena -. Sta di fatto che con la Valbormida queste sei torri non hanno molto a che vedere, infatti sono visibili solo da Albisola Superiore e Stella. La scheda di presentazione di queste sei torri, ampiamente pubblicizzata e riscontrabile in internet, attestava, tra le altre cose, l\u2019adeguata distanza degli impianti dai i siti della battaglia di Montenotte al fine di \u2026\u2019non interferire con la memoria storica dei luoghi\u2019\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Contestualmente altri impianti eolici sono sorti sempre ad opera della stessa committenza: a Stella (tre torri che si vorrebbe raddoppiare a sei) e, cronaca recente, a Pontinvrea (quattro torri). \u201cMa evidentemente sedici torri non bastano \u2013 attacca Arena -. Il 9 aprile di quest\u2019anno \u00e8 stato illustrato, in sede di conferenza dei servizi provinciale, il progetto Parco Eolico Naso di Gatto caratterizzato da 6 torri da realizzarsi. Dove? In prosecuzione di quelle del Parco Eolico Valbormida! I conti sono presto fatti: sei torri pi\u00f9 sei torri fanno dodici torri, solo una in meno rispetto al progetto originario presentato nel 2004 (di cui sopra), realizzate e da realizzarsi esattamente nello stesso contesto. Non risulta nessuna interpellanza presso la Consulta Culturale Savonese n\u00e9 presso altro ente consulente\u201d.<\/p>\n<p>Monte Negino che fine far\u00e0? \u201cSia il mio sito internet Fortezzesavonesi.com che molte associazioni storiche si dissociano energicamente dal vedere eventualmente compromesso il \u2018parco della Battaglia\u2019 di Montenotte ed i siti archeologici in questione \u2013 prosegue Arena -. Se il progetto sar\u00e0 realizzato in questi termini, ovvero senza un adeguato spazio di rispetto, sar\u00e0 opportuno che tutti gli enti pubblici ed istituti coinvolti cancellino dal loro vocabolario le parole cultura storica locale e valorizzazione dell\u2019entroterra\u201d.<\/p>\n<p>Il Monte Negino e le aree del comprensorio di Montenotte rivestono grande importanza storica. Alcuni enti rilevanti quali Gal Valbormida e Gal Mongioie, oltre al Comune di Cairo Montenotte, li vorrebbero come fulcro di un progetto turistico\/culturale teso a valorizzare l\u2019entroterra, che viene condiviso da tutte le associazioni storiche e dagli appassionati che da anni si dedicano in ricerche ed iniziative per salvaguardarne la memoria.<\/p>\n<p>Il giorno 11 aprile 1796 a Monte Negino Bonaparte vinse la sua prima battaglia e cambi\u00f2 la storia d\u2019Europa. In questo luogo, ma anche sul vicino Monte San Giorgio, nonch\u00e9 sul Monte Castellazzo, sopra il Santuario di Savona, dove Claudio Arena ha scoperto un Castrum d\u2019Altura di origine Saracena del 910 d.c., giungono quotidianamente escursionisti, ed appassionati per visitare un sito che da 200 anni \u00e8 in grado di descrivere efficacemente i fatti che lo resero protagonista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:12844:l]Cairo Montenotte. Grido di allarme per le risorse paesaggistiche di Monte Negino e quelle del comprensorio di Montenotte. Tali ambienti rischiano di essere profondamente modificati dall\u2019uomo, perdendo il loro fascino. Ad esprimere la propria preoccupazione \u00e8 Claudio Arena, ideatore e curatore del sito Fortezzesavonesi.com. 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