{"id":55628,"date":"2009-04-07T14:11:14","date_gmt":"2009-04-07T12:11:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/04\/07\/albenga-il-senatore-raffaele-calabro-sottoscrive-il-manifesto-liberi-per-vivere\/"},"modified":"2009-04-07T15:03:49","modified_gmt":"2009-04-07T13:03:49","slug":"albenga-raffaele-calabro-sottoscrive-il-manifesto-liberi-per-vivere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/04\/albenga-raffaele-calabro-sottoscrive-il-manifesto-liberi-per-vivere\/","title":{"rendered":"Albenga, Raffaele Calabr\u00f2 sottoscrive il manifesto &#8220;Liberi per vivere&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:11589:l]Albenga<\/strong>. Al sesto e ultimo incontro del Laboratorio di analisi sociopolitica promosso dal Cav-ingauno \u00e8 stato presentato, insieme al disegno di legge sul fine vita, appena approvato al Senato, anche il manifesto \u201cLiberi per vivere\u201d, che Scienza e Vita ha presentato il 20 marzo a Roma, con il sostegno convinto e immediato dei presidenti del Forum delle Famiglie, Giovanni Giacobbe e di Retinopera, Franco Pasquali. Hanno sottoscritto il manifesto nella serata il senatore Raffaele Calabr\u00f2, primo parlamentare della 16\u00b0 legislatura ad aderirvi, i membri del Direttivo locale del Centro Aiuto vita ingauno e di Scienza e vita ingauna e l\u2019Economo diocesano don Tonino Suetta.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_303\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_303\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u201cAbbiamo voluto cominciare proprio dalla sottoscrizione di un documento ufficiale, approvato dai vertici del Movimento per la Vita nazionale, perch\u00e9 crediamo si debba riaffermare con forza lo spirito della Costituzione Italiana che tutela il diritto alla vita e non il diritto alla morte. La legge sul fine vita, coniugata con tre s\u00ec netti e fermi (il s\u00ec alla vita, il s\u00ec\u00cc alla medicina palliativa, il s\u00ec ad accrescere e umanizzare l\u2019assistenza ai malati e agli anziani) e altri tre no decisi e convinti (il no all\u2019eutanasia, il no all\u2019accanimento terapeutico, il no all\u2019abbandono di chi \u00e8 pi\u00f9 fragile). Questo \u00e8 stato non solo il filo conduttore della serata ma anche la proposta incentivante che ha caratterizzato l\u2019ultimo incontro di questo percorso a tappe mensili e che ci vedr\u00e0 impegnati nei prossimi mesi sulla scena pubblica\u201d. Con queste parole Eraldo Ciangherotti commenta l\u2019ultimo mensile che si inserisce nell\u2019iniziativa del Laboratorio di analisi sociopolitica promosso dal Cav-ingauno.<\/p>\n<p>All\u2019Auditorium San Carlo presenti anche Angelo Barbero, consigliere \u201cin Regione e l\u2019economo diocesano don Tonino Suetta. Relatore dell\u2019incontro il senatore Raffaele Calabr\u00f2, gruppo Pdl e membro della 12\u00aa Commissione permanente. \u201cNon si pu\u00f2 accettare\u201d ha dichiarato Ciangherotti, \u201cche la gente rischi di essere ingannata sulla scia di una scorretta campagna di disinformazione, nella quale alimentazione e idratazione non vengono presentati come sostegni vitali per la persona ma come terapie farmacologiche forzate. \u00c8 per questa ragione che noi del Centro di Aiuto alla Vita abbiamo pensato di impegnarci per andare nelle piazze delle citt\u00e0, nelle parrocchie, nei gruppi del mondo dell\u2019associazionismo locale. Direttamente nelle famiglie. Direttamente in mezzo ai giovani. Per spiegare la necessit\u00e0 di una Legge sul fine vita, capace di prevenire altre ingiuste morti come quella di Eluana Englaro. Per comprendere a fondo anche quali siano realmente i disagi e le difficolt\u00e0 che le famiglie con disabili gravi a carico quotidianamente vivono. Per sostenere i genitori di molti ragazzi che si trovano nelle stesse condizioni di stato vegetativo persistente, come la giovane di Lecco. Abbiamo verificato infatti, con i nostri occhi, come queste famiglie con disabili gravi a carico vengano dimenticate dalle Istituzioni, per nulla sostenute psicologicamente e prive di supporto mediante figure professionali a disposizione per un\u2019assistenza domiciliare 24 ore su 24. Ci impegniamo ad avviare un dialogo con le istituzioni, per rilevare tutto il disagio che colpisce le gravi disabilit\u00e0 e per promuovere iniziative di sostegno alla persona\u201d.[image:11589:r]<\/p>\n<p>\u201cUn grazie particolare \u2013 ha dichiarato Raffaele Calabr\u00f2 \u2013  per avermi concesso l\u2019onore di firmare questo documento Liberi per Vivere, che Scienza e Vita ha presentato recentemente a Roma, perch\u00e9 lo trovo molto bello e significativo. Mi ritengo fortunato per questo incontro \u201calla vigilia del fine vita\u201d organizzato dagli amici del Centro Aiuto Vita di Albenga, perch\u00e9 vedo qui una realt\u00e0 di persone che credono profondamente nell\u2019impegno personale e reale per cambiare questa societ\u00e0 e vi assicuro che tutto questo, per chi vive in un\u2019aula di Senato, \u00e8 un\u2019 iniezione di ottimismo, di conforto, di resistenza. Cercate, amici, di sviluppare anche ulteriori discussioni in futuro intorno al tema della vita, del significato della vita e di tutto quello che vi \u00e8 intorno\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIo, medico e cardiologo \u2013 ha continuato Calabr\u00f2 \u2013 ero assolutamente contrario fino a qualche mese fa ad una legge che potesse anche solo vociferare sul testamento biologico o per meglio dire dichiarazione anticipata di testamento. Per\u00f2 la sentenza della Corte di Cassazione sul caso Eluana Englaro ci ha messo di fronte al tema dell\u2019eutanasia o del suicidio assistito, ci ha messo di fronte ad una realt\u00e0 in cui il mondo della magistratura pu\u00f2 decidere per noi la vita o la morte. Sul tema della vita o della morte di una persona non deve essere un magistrato a decidere. Di fronte a questa realt\u00e0, personalmente ho cambiato opinione pensando che ci volesse una Legge, e per certi versi questo \u00e8 stata una decisione di tutto il Parlamento. Gi\u00e0 dalla scorsa estate. Dunque una Legge che contempera due principi di fondo, la libert\u00e0 e la dignit\u00e0 della persona, valori che vedo rappresentati molto bene nel manifesto Liberi di vivere\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOgni volta che \u2013 spiega Calabr\u00f2 \u2013 mi capitava di vedere in tv il padre di Eluana Englaro, persona che non giudico, ma verso la quale io non condivido le azioni che ha messo in essere, c\u2019\u00e8 una cosa che mi colpiva molto e che mi faceva rabbrividire, quando, parlando della figlia accudita dalle suore, diceva che \u2018quel corpo manipolato per lui era straziante\u2019. Io non avevo mai immaginato che un corpo curato, accudito e seguito da una persona che con affetto e cura cercava di migliorarne la condizione fisica, potesse essere visto addirittura come manipolazione. Io l\u2019ho sempre visto come atteggiamento di affetto, di carit\u00e0, di generosit\u00e0, di disponibilit\u00e0. E\u2019 terribile immaginare che noi possiamo vedere in una persona che non ha la capacit\u00e0 di reagire, di vedere, di ringraziarti per quello che tu fai un essere quasi inanimato, come se quella persona quasi non avesse vita e potesse essere quasi un corpo maltrattato, come se subisse una violenza. Il valore della persona in s\u00e9 per un credente pu\u00f2 essere un dono di Dio ma per un non credente \u00e8 il valore della vita, della persona che per altro la nostra Costituzione garantisce come diritto inviolabile della persona. Le persone pi\u00f9 deboli devono essere difese dalla societ\u00e0, che mentre \u00e8 sempre pi\u00f9 aperta ad atteggiamenti ecologici e animalisti, rischia di allontanarsi dall\u2019attenzione al mondo dell\u2019uomo. Il grado di una societ\u00e0 penso si misuri dalla capacit\u00e0 che ha di difendere i deboli. E chi sono i pi\u00f9 deboli se non i disabili?\u201d.<\/p>\n<p>Questa legge, appena approvata al Senato, in  materia di direttive anticipate, risponde a due principi: l\u2019art. 32 e l\u2019art. 2 della Costituzione, sull\u2019autodeterminazione delle cure e sul diritto alla vita, dicendo no all\u2019eutanasia, no al suicidio assistito, no all\u2019accanimento terapeutico e no all\u2019abbandono terapeutico. L\u2019art. 2 del DdL per la prima volta sancisce il consenso informato, che garantisce la libert\u00e0 di scelta delle cure, secondo l\u2019art. 32 della Costituzione, definendo l\u2019alleanza terapeutica tra medico e paziente, intesa come complicit\u00e0 tra medico e paziente, finalizzata al bene del paziente. Il medico ha il dovere di dialogare con il paziente, o in caso di incoscienza, con il fiduciario indicato dal paziente stesso come la persona che pu\u00f2 continuare ad esprimere la sua volont\u00e0, e se tra medico e fiduciario non c\u2019\u00e8 accordo, allora viene chiamato in causa un collegio medico e non etico, un collegio clinico che da la propria opinione. Dopo di che il medico e il fiduciario sono liberi di agire secondo le proprie convinzioni, ma non esiste la vincolabilit\u00e0 della dichiarazione, perch\u00e9 sarebbe un errore assoluto e farebbe perdere la capacit\u00e0 di attualizzare quelle decisioni sulla base degli ultimi progressi della scienza.<\/p>\n<p>\u201cAlimentazione e idratazione \u2013 prosegue Calabr\u00f2 \u2013 non sono cure ma sostegni vitali che in casi come anche quello di Eluana non curano certo la patologia ma sono semplicemente un sostegno vitale, senza il quale la persona muore. Questa legge infine prevede in maniera assoluta che le dichiarazioni debbano essere scritte, sottoscritte, depositate e registrate in un archivio nazionale presso il Ministero della Salute perch\u00e9 non si ripetano pi\u00f9 altri casi come la vicenda di Eluana, dove le decisioni sono state prese su base testimoniale, forzando alle volte una realt\u00e0 per arrivare ad obbiettivi diversi. In un disegno provvidenziale si potrebbe pensare che la fatalit\u00e0 possa essere servita a fissare dei paletti chiari al no all\u2019eutanasia e no al suicidio assistito\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNel disegno alla Camera \u2013 spiega Calabr\u00f2 \u2013 sul sostegno con le cure palliative sar\u00e0 previsto anche un sostegno economico alle famiglie che si trovano con un disabile grave nelle condizioni in cui si trovava anche Eluana Englaro. A parte l\u2019ampliamento dei Centri che possono lavorare in tali casi com\u2019era la struttura dove si trovava Eluana, si prevede che per le famiglie che ritengono di voler seguire all\u2019interno della famiglia queste persone ci sia la possibilit\u00e0 del sostegno dell\u2019Asl sul piano dell\u2019assistenza e il sostegno economico sul piano della famiglia stessa\u201d.<\/p>\n<p>Alla domanda \u201cCosa succeder\u00e0 alla Camera? Il disegno di legge sar\u00e0 ratificato o, come afferma Livia Turco, si dovr\u00e0 riniziare tutto da capo?\u201d posta da Ciangherotti, il senatore aggiunge: \u201cBonino e altri senatori hanno, fino all\u2019ultimo giorno, richiesto una moratoria di questo disegno di legge. Ci sono infiniti tentativi per cercare che una legge del genere non venga approvata. Io sono convinto che questo disegno di legge sar\u00e0 approvato alla Camera con i paletti fondamentali che sono stati posti, e cio\u00e8 il no all\u2019eutanasia, il no all\u2019accanimento terapeutico, il no alla vincolabilit\u00e0 delle dichiarazioni (nei termini in cui mi sono gi\u00e0 espresso, secondo il dovere e l\u2019obbligo del medico di dialogare con il paziente) e il no alla sospensione dell\u2019idratazione e dell\u2019alimentazione. Intorno a questi pilastri sar\u00e0 modificato e migliorato alla Camera, e ne verr\u00e0 fuori un\u2019ottima Legge, anche se sono convinto che sia gi\u00e0 una buona legge. L\u2019approvazione alla Camera andrebbe bene anche a settembre, per\u00f2 mi auguro avvenga prima dell\u2019estate\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:11589:l]Albenga. 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