{"id":545019,"date":"2021-10-11T07:48:04","date_gmt":"2021-10-11T05:48:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=545019"},"modified":"2021-10-11T07:48:04","modified_gmt":"2021-10-11T05:48:04","slug":"ormeasco-non-chiamatelo-dolcetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/10\/ormeasco-non-chiamatelo-dolcetto\/","title":{"rendered":"Ormeasco: non chiamatelo dolcetto!"},"content":{"rendered":"<div>\n<p>Il titolo lo prendo dall\u2019amico Paolo Massobrio: l\u2019Ormeasco non chiamatelo Dolcetto\u2026 Perch\u00e9 scrivo questo? Perch\u00e9 a Pieve di Teco, durante Expo Valle Arroscia, c\u2019\u00e8 stato un interessante, direi interessantissimo esperimento dove sei bottiglie di ormeasco (teoricamente clone di dolcetto), invecchiate, sono state degustate e criticate, per quanto la critica, in questo caso, sia stata molto positiva.<\/p>\n<p>Al tavolo della degustazione dei grandi esperti del vino, da Paolo Massobrio, guru del gusto, ad Ivano Brunengo, presidente dei sommelier Fisar delle province di Imperia e Savona, per arrivare ad Augusto Manfredi,icona dei sommelier Ais (questo per dire che le famiglie di Sommelier, molto spesso, mettono da parte le bandiere e si uniscono per il bene dei vini liguri) e da altri appassionati del vino ligure, soprattutto di ormeasco, vero must dell\u2019enologia eroica, quella di montagna, che Soldati, grandissimo conoscitore di vini e territori, definiva come \u201cle pi\u00f9 belle vigne che avesse mai visto\u201d.<\/p>\n<p>Sul tavolo della degustazione sei bottiglie, come si diceva, la prima un Braje di Cantina Lupi del 2013. Ottimo vino, a distanza di otto anni ancora in fase di crescita, capace di sprigionare profumi di frutta rossa, frutta secca, macchia mediterranea. Poi, sempre 2013, un superiore di Tenuta Maffone, vigna alta, 700 m sul livello del mare, 14,5\u00b0, vigneto a piede franco, vino di altissimo livello, profumato come deve essere un ormeasco, senza nessun difetto. Si va indietro negli anni, 2011, un blend di vari vitigni, di vari produttori, affinato in botti dalla Confraternita dell\u2019ormeasco.<\/p>\n<p>Teoricamente un vino che potrebbe avere difetti, non tutti i produttori aderenti alla confraternita, infatti, possono aver vinificato nel momento giusto, non tutti potrebbero aver eseguito le operazioni, in vigna e in cantina con le giuste precauzioni, e invece\u2026 Un buon vino, anche questo con profumi che sembrano imbottigliati da 2 o 3 anni e non da 10. Ora ritorno al futuro, si arriva al 2009, un ormeasco di un piccolo, ma bravo produttore, Gualtieri, anche questo perfetto, grande vino, invecchiato bene, con profumi e sapori che sorprendono. Ma le sorprese non sono finite. Si arriva a due bottiglie veramente storiche.<\/p>\n<p>La prima \u00e8 un 2004, presa dalla cantina personale di Ivano Brunengo. Il vino \u00e8 vinificato ad uso familiare, e nonostante gli anni, conserva le qualit\u00e0 dell\u2019ormeasco, tannini, morbidezza, cremosit\u00e0 e ovviamente profumi adeguati. La sorpresa maggiore, per\u00f2, arriva all\u2019ultima bottiglia, 1974, quasi cinquant\u2019anni e per un vino, sia pure rosso, sia pure di montagna, sono tanti, tantissimi. A vinificarlo \u00e8 stato Armando, Gin, il nonno di Ivano. Una sorpresa bella, bellissima, un vino non solo ancora bevibile, e godibile, ma con profumi e sentori ancora pi\u00f9 ricchi.<\/p>\n<p>La dimostrazione che l\u2019ormeasco pu\u00f2 avere non solo una grande vita, ma anche una grande visibilit\u00e0 mediatica, al pari di alcuni grandissimi vini rossi piemontesi o toscani. Certo, quello ormeasco di quasi mezzo secolo non pu\u00f2 venire venduto ad una cifra inferiore ai 100 \u20ac, quasi impossibile in questo momento, perch\u00e9 l\u2019ormeasco, e i vini rossi liguri in generale, non ha ancora quella considerazione da parte della critica enologica.<\/p>\n<p>La degustazione di Pieve di Teco, con la promozione a pieni voti dell\u2019ormeasco invecchiato, ha dimostrato che c\u2019\u00e8 molto lavoro da fare per portare questo vino, un ambasciatore dei rossi liguri liguri a diventare un biglietto da visita dell\u2019eccellenza enologica regionale. Bisogner\u00e0 lavorarci, certo, ma la potenzialit\u00e0 c\u2019\u00e8, ed \u00e8 quasi un dovere coltivarla.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_980\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_980\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><em>\u201cLiguria del gusto e quant\u2019altro\u201d \u00e8 il titolo di questa rubrica curata da noi, Elisa e Stefano, per raccontare i gusti, i sapori, le ricette e i protagonisti della storia enogastronomica della Liguria. Una rubrica come ce ne sono tante, si potr\u00e0 obiettare. Vero, ma diversa perch\u00e9 cercheremo di proporre non solo personaggi, locali e ricette di moda ma anche le particolarit\u00e0, le curiosit\u00e0, quello che, insomma, nutre non solo il corpo ma anche la mente con frammenti di passato, di cultura materiale, di sapori che si tramandano da generazioni. Pillole di gusto per palati ligustici, ogni luned\u00ec e venerd\u00ec: <a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/liguria-del-gusto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Liguria del gusto e quant&#8217;altro&#8221; \u00e8 la rubrica gastronomica di IVG, ogni luned\u00ec e venerd\u00ec<\/p>\n","protected":false},"author":18168,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[91746],"class_list":["post-545019","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-liguria-del-gusto"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/545019","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18168"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=545019"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/545019\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=545019"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=545019"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=545019"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}