{"id":544358,"date":"2021-10-06T08:00:00","date_gmt":"2021-10-06T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=544358"},"modified":"2021-10-05T12:09:53","modified_gmt":"2021-10-05T10:09:53","slug":"giudizi-ed-opinioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/10\/giudizi-ed-opinioni\/","title":{"rendered":"Giudizi ed opinioni"},"content":{"rendered":"<p>\u201cNon possiamo mai giudicare le vite degli altri, perch\u00e9 ogni persona conosce solo il suo dolore e le sue rinunce. Una cosa \u00e8 sentire di essere sul giusto cammino, ma un\u2019altra \u00e8 pensare che il tuo sia l\u2019unico cammino\u201d scrive Paulo Coelho in \u201cSulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto\u201d. Come non riconoscere quanta saggezza abita le parole di Coelho, eppure siamo stati tutti adolescenti, non possiamo non ricordare come eravamo pronti a sentenziare su tutto e su tutti proprio perch\u00e9 ancora nulla o ben poco avevamo sperimentato sulla nostra pelle. Certo, siamo cresciuti, tanti errori e troppi peccati ci hanno accompagnati nel corso del nostro cammino verso l\u2019et\u00e0 adulta, pi\u00f9 anni abbiamo vissuto maggiore \u00e8 il numero di \u201cincidenti di percorso\u201d che abbiamo consumato, eppure non tutti hanno fatto tesoro di simili esperienze. L\u2019epok\u00e9, sospensione del giudizio, sostenuta in pi\u00f9 epoche da diversi protagonisti lungo il percorso del pensiero filosofico dall\u2019antica Grecia ad Husserl, \u00e8 strategia scelta da chi \u00e8 davvero cresciuto, da chi conosce la \u201ccum \u2013 passione\u201d nel suo senso pi\u00f9 etimologicamente ed emotivamente fondato. Chi \u00e8 rimasto adolescente pur invecchiando, e spesso gli anni rendono vecchi ma non saggi, prosegue nell\u2019assurda pratica del giudizio spesso con le modalit\u00e0 indicate da Honor\u00e9 de Balzac: \u201cE\u2019 nostra abitudine giudicare gli altri basandoci su noi stessi e, mentre li assolviamo volentieri dei nostri difetti, li condanniamo severamente se non hanno le nostre virt\u00f9\u201d, altrettanto spesso si giudica affrettatamente, \u201ca pelle\u201d, come si diceva negli anni 70, eppure un antico motto italico suggerisce di giudicare solo dopo aver consumato almeno un chilo di sale con chi si presume di conoscere tanto da poterlo sottoporre al nostro giudizio. Un simile significato \u00e8 riconoscibile anche in un detto dei nativi americani: \u201cGiudica solo dopo aver camminato per due lune nei mocassini di chi vuoi giudicare\u201d, attivit\u00e0 che richiede oltre che tempo, come per il chilo di sale, anche un\u2019assoluta intimit\u00e0 e fiducia reciproca.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_696\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_696\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Per rimanere in ambito di saggezza popolare potremmo raccogliere il suggerimento di giudicare una persona da chi frequenta (dimmi con chi vai e ti dir\u00f2 chi sei) ma il rischio \u00e8 in agguato, come dovremmo giudicare Giuda? E Ges\u00f9? Altra tesi \u00e8 quella che sostiene che sia possibile giudicare in maniera corretta valutando i risultati e non le intenzioni, tanto per rimanere nell\u2019ambito della storia cristiana, come dovremmo giudicare il Creatore? Non addentriamoci in polemiche sofistiche intorno al libero arbitrio, volevo solo con leggerezza suggerire una prospettiva plausibilmente destabilizzante. Altra possibilit\u00e0 ipotizzata dalla storia dell\u2019umanit\u00e0 ed ancor oggi molto in voga \u00e8 quella di giudicare non dalle apparenze ma dalla sostanza. Mi ricorda un po\u2019 il suggerimento ricorrente nel cinema americano: \u201cFai la cosa giusta\u201d, monsieur de La Palice se la gode! Ma se fosse possibile accedere alla sostanza, sempre postulando che esista e che permanga invariata nel tempo, non staremmo nemmeno a discutere sulla questione del giudizio, tutti trasparenti ed abitati da un\u2019essenza oggettiva ci annoieremmo a morte ma non saremmo afflitti dalle mene del giudizio. Credo, per tornare alla realt\u00e0 che condividiamo lasciando agli dei l\u2019osservazione dell\u2019eterno, che sia interessante comprendere che, attraverso ogni nostro giudizio, non stiamo cogliendo nulla nell\u2019altro ma solo esprimendo la nostra natura pi\u00f9 profonda, infatti molto spesso si osservano le persone dalla rocca incrollabile dei nostri pregiudizi attraverso la lente falsante delle nostre paure cos\u00ec che ci\u00f2 che davvero potremmo incontrare sono una rocca ed una lente, in altri termini, ancora e solo noi.<\/p>\n<p>Bene, mi sembra il momento di riprendere la questione dalle fondamenta, gi\u00e0, perch\u00e9 abbiamo trascurato quanto ho anticipato nel titolo: opinione e giudizio sono la stessa cosa? Certo che no, pu\u00f2 sembrare pleonastico ribadirlo \u2026 oppure no? Assurdamente c\u2019\u00e8 chi crede che premettere un semplice \u201csecondo me\u201d ad un giudizio lo trasformi in un\u2019opinione, mi sembra che in questo atteggiamento si confonda profondamente la forma con il contenuto, proviamo ad accordarci su una definizione dei due termini? L\u2019opinione \u00e8 l\u2019espressione di una valutazione che non si fonda su certezze oggettive ma che si consente di evolversi nella dialettica che mette in relazione il variare del soggetto valutante, del contesto di chi o cosa si valuta e della persona o dell\u2019azione in oggetto. Un giudizio \u00e8 l\u2019applicazione di quanto precedentemente \u00e8 gi\u00e0 stato deliberato come regola, deliberazione che pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno riuscita ma che, nell\u2019atto della sua applicazione, solleva il giudicante dall\u2019assunzione di responsabilit\u00e0, questa appartiene interamente alla legge. Lo stato, il re, il parlamento, il potere, l\u2019ente preposto dalla comunit\u00e0 \u00e8 chi definisce la legge, chi giudica non deve fare altro che verificare che la legge sia stata rispettata o meno. Se il giudice \u00e8 corrotto, scorretto o malato \u00e8 marginale non negli effetti empirici, anzi, ma di certo per il nostro attuale argomentare. Ecco allora che chi giudica non in relazione alla legge deve avere la certezza che la \u201cregola etica che lo abita\u201d sia assoluta e non personale, che non sia mutevole nel volgere di poche stagioni della sua vita.<\/p>\n<p>Faccio fatica, non \u00e8 nella mia natura n\u00e9 nella mia cultura accettare l\u2019idea che esistano delle regole uguali per tutti pur amando e apprezzando assolutamente l\u2019approccio kantiano, certo posso accettare l\u2019idea che sia indispensabile per il funzionamento di sistemi sociali complessi come quelli in cui viviamo anche se, mi permetto di sottolineare, non possiamo credere che possano essere una legge e la conseguente punizione che debelleranno corruzione e violenza, ce lo conferma la storia ad ogni passo, credo lo potrebbero fare solo intelligenza libera e coscienza dell\u2019altro, ma anche accettando l\u2019idea di una legge e di un giudice, perch\u00e9 non limitarci alla benevola opinione aperta al cambiamento per tutto quello che non cade nella giurisprudenza del sociale? Insomma, non sarebbe pi\u00f9 intelligente evitare la tagliola e la berlina della legge, dell\u2019infrazione, della colpa, del giudizio e dell\u2019espiazione almeno per la sfera del privato? Se il tuo vicino frequenta una donna di vent\u2019anni pi\u00f9 giovane pur non essendo un attore famoso, se la tua collega ha tre amanti pur non essendo una celebre cantante, perch\u00e9 non riporre l\u2019invidia, smettere di giudicare, limitarti a non condividere quei comportamenti e non metterli in atto senza rompere l\u2019anima al prossimo? Che abbia ragione Leonardo Sciascia quando scrive: \u201cHo una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l\u2019umanit\u00e0, e ci riempiamo la bocca a dire umanit\u00e0, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz\u2019uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraqu\u00e0\u2026 Pochissimi gli uomini; i mezz\u2019uomini pochi, ch\u00e9 mi contenterei l\u2019umanit\u00e0 si fermasse ai mezz\u2019uomini\u2026 E invece no, scende ancora pi\u00f9 gi\u00f9, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi\u2026 E ancora pi\u00f9 gi\u00f9: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito\u2026 E infine i quaquaraqu\u00e0: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ch\u00e9 la loro vita non ha pi\u00f9 senso e pi\u00f9 espressione di quella delle anatre.\u201d Sono convinto che gli \u201cuomini di Sciascia\u201d siano quelli capaci alla comprensione, disposti a confrontarsi con qualsiasi opinione e assolutamente liberi dalla cancrena del giudizio anche se, con malinconica condivisione dell\u2019opinione dello scrittore, mi rendo ben conto di quanto esigua ne sia la schiera.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[99780],"class_list":["post-544358","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/544358","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=544358"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/544358\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=544358"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=544358"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=544358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}