{"id":543403,"date":"2021-09-29T08:00:38","date_gmt":"2021-09-29T06:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=543403"},"modified":"2021-09-28T09:31:09","modified_gmt":"2021-09-28T07:31:09","slug":"la-filosofia-del-cercopiteco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/09\/la-filosofia-del-cercopiteco\/","title":{"rendered":"La filosofia del Cercopiteco"},"content":{"rendered":"<p>\u00abL\u2019amore nel senso della <i>\u2018concupiscentia\u2019<\/i> \u00e8 la pi\u00f9 infallibile dimensione dinamica che porta l\u2019inconscio alla luce\u00bb Credo sia tra le affermazioni di Carl Gustav Jung pi\u00f9 esplicative della sua prospettiva psicanalitica, provo ad esplicitarla mettendola in relazione, molto liberamente, con quella che l\u2019amico Gershom ha battezzato come la \u201cFilosofia del Cercopiteco\u201d, ma partiamo da Jung. Quanto afferma si riferisce inequivocabilmente a quella pulsione assolutamente naturale e comune ad ogni essere umano che \u00e8 il desiderio sessuale e sensuale in generale, l\u2019osservazione illuminante del maestro svizzero consiste, a mio parere, nell\u2019evidenziare quanto la concupiscentia sia utile nel manifestare le dinamiche inconsce che determinano l\u2019oggetto e l\u2019intensit\u00e0 del nostro desiderio. Insomma, per essere pi\u00f9 semplici: studiando chi e come desideriamo potremmo riuscire a cogliere aspetti altrimenti inaccessibili di quanto ci abita pi\u00f9 profondamente. Credo sia pleonastico precisare che pulsioni occasionali siano scarsamente utili allo studio che proponiamo, sar\u00e0 utile verificare soprattutto le costanti o, almeno, gli elementi ricorrenti nell\u2019oggetto del nostro desiderio per comprendere quanto riteniamo essere estremamente \u201cconcupiscibile\u201d. \u00c8 altrettanto ovvio che si tende a desiderare ci\u00f2 che si ritiene essere positivo e che crediamo ci manchi per migliorare, per avvicinarci al modello che, pi\u00f9 o meno consapevolmente, abbiamo tratteggiato in noi come riferimento.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_430\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_430\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_430').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_430\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Una simile operazione pu\u00f2 essere meglio compresa alla luce degli studi condotti da Melanie Klein che individu\u00f2, gi\u00e0 nel lontano 1946, quello che defin\u00ec come \u201cidentificazione proiettiva\u201d. Non mi addentro nel suo studio affascinante ma pi\u00f9 vicino agli interessi di specialisti del settore, ci basti ricordare che si riferiva ad un atteggiamento inconscio nel bambino il quale immagina di introdursi nella madre per possederla e controllarla, pi\u00f9 interessante per il nostro argomentare \u00e8 il persistere di tale meccanismo nell\u2019adulto, nemmeno cos\u00ec raro, e soprattutto quanto questa \u201canomalia psichica\u201d si riveli nella fase dell\u2019innamoramento. Evidentemente la sua sopravvivenza in et\u00e0 adulta \u00e8 segno, nell\u2019ottica psicanalitica, di una sorta di \u201cmancata risoluzione\u201d, quello che gli addetti ai lavori definiscono condizione schizoparanoide, una sorta di blocco che confina il soggetto ad uno stadio primitivo o elementare dello sviluppo psichico tanto da creare confusione tra l\u2019avvertimento di s\u00e9 e quanto si incontra nell\u2019altro fino a pervenire ad un bisogno di possesso che \u00e8 controllo e che, se non conseguito, pu\u00f2 generare reazioni quantomeno \u201ceccessive\u201d se non addirittura pericolosamente patologiche. Una simile condizione, che spesso coinvolge il partner con un ruolo non solo passivo ma di pi\u00f9 o meno consapevole connivenza, nel caso si parla di \u201ccontroidentificazione proiettiva\u201d, che a mio modo di vedere molto si avvicina alla sindrome di Stoccolma, \u00e8 alla radice di relazioni violente, a livello fisico o psichico, che a volte sfociano in tragedia. Credo sia chiaro a tutti a cosa mi riferisco: chi non ha mai avuto modo di incontrare, per esperienza diretta o meno, situazioni nelle quali un componente della coppia prevarica l\u2019altro che sembra non voler abbandonare la condizione di \u201cassurda e piacevole sofferenza\u201d alla quale non solo appare assuefatto ma addirittura affezionato? La radice di una simile condizione va ricercata, a mio avviso, in una profonda insoddisfazione di s\u00e9, nella convinzione della propria inadeguatezza, nel desiderio di \u201cuscire da s\u00e9 e divenire altro \u2026 l\u2019altro\u201d.<\/p>\n<p>Ricordo una novella di Julien Green dal titolo illuminante \u201cSe fossi in te\u201d nella quale Fabien, un impiegato frustrato che anela a divenire uno scrittore per poter vivere le vite dei suoi personaggi, incontra Brittomart, una sorta di demone faustiano, con il quale stipula un patto che gli consentir\u00e0 di divenire chi vorr\u00e0. Conoscendo la formazione rigidamente cristiana dell\u2019autore \u00e8 comprensibile che descriva tale simbiosi come il passaggio dell\u2019anima di Fabien nel corpo che desidera. In effetti il protagonista \u00e8 condizionato pesantemente dall\u2019educazione religiosa ricevuta ma credo che non sia necessario essere vittima di un genitore particolarmente devoto per avvertire in s\u00e9 il bisogno di migliorare, di assomigliare ad un modello che, religione o meno, viene comunque prospettato dalla nostra cultura a ogni bambino \u2026 adolescente \u2026 adulto. Lo stesso Freud gi\u00e0 nel 1921 affermava che \u201cl\u2019identificazione \u00e8 la pi\u00f9 primitiva e originaria forma di legame emotivo\u201d. Nelle dinamiche di coppia, infatti, si genera un\u2019intima interazione grazie alla quale l\u2019idea di s\u00e9 e quella dell\u2019altro si determinano reciprocamente in una costante e profonda dialettica emotiva che ha il suo inizio proprio nella scelta del partner. Qui intervengono i modelli genitoriali introiettatti inconsciamente, le \u201cemozioni rimosse\u201d, esperienze sepolte nel limbo dell\u2019infanzia \u2026 sarebbe eccessivamente complesso sperare di sviscerare tutti gli elementi alla radice dell\u2019innamoramento, provo a circoscrivere il ragionamento ricorrendo ancora all\u2019approccio junghiano.<\/p>\n<p>Secondo Jung ci innamoriamo, come sostiene in \u201cTipi psicologici\u201d, di quanto inconsapevolmente proiettiamo da dentro di noi sull\u2019oggetto del desiderio. Ecco chiarita l\u2019affermazione di apertura: l\u2019atto proiettivo \u00e8 inconsapevole, non scegliamo cosa riconoscere come desiderabile nell\u2019altro e non ci rendiamo conto che quanto incontriamo nell\u2019oggetto \u00e8 la pi\u00f9 intima proiezione del nostro io pi\u00f9 profondo. Mi sembra che mentre la Klein riconosca un ruolo difensivo nell\u2019azione proiettiva, Jung le attribuisca una funzione che realizza il nostro inconscio nella percezione dell\u2019altro, insomma, un atto rappresentativo di noi stessi che ci permette di conoscerci, di \u201cincontrarci fuori di noi\u201d ma che, aggiungo io, ci preclude un pi\u00f9 intimo e rivelatore \u201cincontro con l\u2019altro\u201d.<\/p>\n<p>Con la leggerezza e l\u2019ironia che lo caratterizzano l\u2019amico Gershom ha descritto questo fenomeno in una chiacchierata tra pochi amici battezzando ci\u00f2 che andava raccontando come \u201cFilosofia del cercopiteco\u201d, provo a riassumere le sue parole: un giorno Adele (non so ancora perch\u00e9 nelle sue allegorie compaia sempre Adele), giovane fanciulla malinconica in cerca disperata dell\u2019amore, incontra un malandato cercopiteco che, sentendosi osservato, si arresta, si volta verso di lei, si gratta piacevolmente il fondo schiena emettendo un sonoro apprezzamento per il godimento procuratosi. Subito Adele registra il gesto come una \u201cistintiva, spontanea e libera manifestazione di s\u00e9 e di inplicita dichiarazione d\u2019amore verso di lei\u201d e subito se ne invaghisce riconoscendolo come un meraviglioso e romantico principe azzurro. L\u2019amico Gershom ci intrattenne con aneddoti sulla breve ed intensa relazione tra Adele ed il cercopiteco che pure era gravida di stimolanti suggestioni, in questa sede ci basti l\u2019epilogo della vicenda. Inaspettatamente, vista l\u2019incapacit\u00e0 di Adele di osservare ed osservarsi, cercare di comprendere e comprendersi \u2026 \u00e8 la sola?\u2026 ma torniamo ad Adele, bene, eccola avvicinarsi al suo principe azzurro che, come tante altre volte, torna a grattarsi compiaciuto emettendo il consueto vocalizzo ma, mirabile dictu, Adele lo osserva perplessa domandandosi cosa abbia mai potuto trovare di tanto attraente in un volgare cercopiteco che si gratta in pubblico. Nella versione del mio amico Adele si allontana disgustata, credo che, abbandonando l\u2019aneddotica gershomiana, sia pi\u00f9 probabile abbia sentenziato \u201cQuesto da te non me lo sarei mai aspettato \u2026 io non ti riconosco pi\u00f9\u201d, ma questa \u00e8 un\u2019altra storia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[99780],"class_list":["post-543403","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/543403","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=543403"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/543403\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=543403"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=543403"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=543403"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}