{"id":54278,"date":"2009-03-26T17:05:24","date_gmt":"2009-03-26T16:05:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/03\/26\/aurelia-bis-e-casello-albamare-speriamo-che-facciano-gli-indiani\/"},"modified":"2009-03-27T08:32:37","modified_gmt":"2009-03-27T07:32:37","slug":"aurelia-bis-e-casello-albamare-speriamo-che-facciano-gli-indiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/03\/aurelia-bis-e-casello-albamare-speriamo-che-facciano-gli-indiani\/","title":{"rendered":"Aurelia Bis e Casello Albamare: &#8220;Speriamo che facciano gli Indiani&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2008 \u00e8 stata presentata la sesta edizione del Rapporto della Societ\u00e0 Geografica Italiana, intitolata con perspicuit\u00e0: \u00abL\u2019Italia delle citt\u00e0, tra malessere e trasfigurazione\u00bb. Il Presidente della Societ\u00e0, F. Salvatori, nell\u2019introduzione precisa: \u00abl\u2019Italia \u00e8 attraversata da profondi momenti di riassetto, che, da un lato aprono prospettive assai positive di assoluto interesse per il progresso del sistema territoriale nazionale, dall\u2019altro lato non sono assenti fenomeni di profondo malessere e di declino, cui occorre porre freno attivando meccanismi di contrasto\u00bb.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_156\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_156\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Tale considerazione non meraviglier\u00e0 certo chi abbia l\u2019opportunit\u00e0 di visitare le contrade straniere o, perlomeno, di attingere dai diari di viaggio scritti, sin dai tempi di Erodoto, da illuminati giramondo. Trovandomi per lavoro all\u2019estero, mi capita talvolta di scoprire realt\u00e0 locali assai diverse dagli scenari edulcorati dei consuenti itinerari turistici e \u2013 nel mio piccolo \u2013 sono portato a fare confronti con quanto ogni giorno osservo nei miei borghi natii.<\/p>\n<p>Qualche settimana fa, nello Stato indiano di Gujarat, muovendomi tra Vadodara e Mumbai, sono rimasto letteralmente stupito dal fatto che, salvo la permanenza di alcuni cantieri, una modernissima arteria a 6 corsie (3 per direzione), percorsa da un traffico disciplinato, avesse preso il posto di quella che, soltanto sei mesi prima, era una carozzabile \u2013 malamente asfaltata ed in parte ancora sterrata \u2013 transitata, in modo caotico e spericolato, da mezzi di ogni sorta. Le foto da me scattate nel settembre 2008 ed agli inizi di marzo 2009 documentano le notevoli differenze.<\/p>\n<p>Le sorprese non finiscono qui: fonti del settembre 2006, reperite su internet, citano l\u2019avvenuta approvazione da parte delle autorit\u00e0 pubbliche del progetto del tratto Vadodara \u2013 Mumbai della \u201cNational highway No 8\u201d, che connette New Delhi and Mumbai. Un\u2019opera dal valore di 32 miliardi di Rupie (circa 500 milioni di euro), lunga quasi 500 km e da ultimare entro il giugno 2008. Ahime! \u2026 Pure nel \u201cContinente misterioso\u201d, sempre pi\u00f9 prepotentemente presente sul mercato mondiale, esistono i ritardi!<\/p>\n<p>E\u2019 sorto quindi spontaneo un paragone con i lidi nostrani, in cui, a causa della singolare geomorfologia e del contesto urbano fortemente antropizzato, realizzare vie di comunicazione \u00e8 un\u2019impresa di notevole impegno. Lo sapevano bene i grandi costruttori di strade dell\u2019antichit\u00e0, cio\u00e8 i Romani, i quali concepirono, per la parte di Aurelia che percorre la Riviera di Ponente, un tracciato, che, anzich\u00e9 spingersi all\u2019interno, si mantiene vicino al mare, toccando i numerosi centri costieri.<\/p>\n<p>Nonostante una circolazione col tempo divenuta gravosa, la maggior parte delle localit\u00e0 rivierasche non \u00e8 a tutt\u2019oggi provvista di una variante o di una tangenziale, che ne eviti l\u2019attraversamento; non sono mancate in passato iniziative al riguardo, purtroppo spesso arenatesi per via di altre priorit\u00e0 o, sciaguratamente, di polemiche, ritardi e contrattempi, tra crisi di Governo, progetti, appalti e relativi bandi\u2026.<\/p>\n<p>Per il levante savonese si tratta di questioni storicamente non misurabili a decenni, ma a secoli: per esempio, fino agli anni Venti del Novecento fra Savona ed Albisola non esisteva un collegamento costiero. Per raggiungere Albisola, era fruibile unicamente il tortuoso percorso che, dall\u2019attuale piazza Diaz, attraverso la galleria del Garbasso, sale in Valloria per discendere al ritano Termine. Nel 1906 fu proposta la costituzione di un \u201cConsorzio per lo studio di un progetto di strada a mare Savona-Albisola\u201d. I lavori per la litoranea Savona-Albisola ebbero finalmente inizio solo nel 1929 e la stessa fu inaugurata nel 1931.<\/p>\n<p>Si \u00e8 instaurato un teatrino a cui ci siamo abituati fin da quando avevamo i pantaloni corti: puntualmente arriva qualcuno a dire \u2013 apertis verbis \u2013 che la soluzione per la mobilit\u00e0 tra Albisola e Savona \u00e8 a portata di mano.<\/p>\n<p>Ancora ultimamente, le cronache hanno annunciato gaudiosamente a una cittadinanza preoccupata per altre cose, stufa e distratta, che, al termine dell\u2019ennesimo gran consesso di amministratori, \u00e8 stato proclamato l\u2019avvio di uno studio di fattibilit\u00e0, in accordo con le parti competenti, sulla nuova connessione tra l\u2019Aurelia bis ed il nuovo casello autostradale di Albamare.<\/p>\n<p>Opere tra loro complementari, che dispiegherebbero effetti benefici sulla situazione viaria tra Albisola e Savona, attualmente vissuta da residentii; i formaggi di alpeggio, le foprincipali, siccome questo tratto \u00e8 completamente strangolato dal traffico.<\/p>\n<p>Si coronerebbe cos\u00ec di successo lo strenuo impegno dell\u2019 Ing. Paolo Forzano, promotore, con il Comitato da lui capitanato, di un\u2019idea significativa, che trae spunti da valutazioni, pi\u00f9 volte fatte tra gli anni \u201950 ed oggi, sulla possibilit\u00e0 di posizionare un casello nella valletta tra Ranco, Bosco delle Ninfe ed Albamare.<\/p>\n<p>Secondo altre recenti notizie, l\u2019ultima versione di progetto dell\u2019Aurelia Bis dovrebbe essere in fase di gara e si prevederebbero per i lavori: inizio entro la fine dell\u2019anno ed il completamento nel 2013.<\/p>\n<p>In simili casi, per\u00f2, il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo, perch\u00e9 non sono da escludere ulteriori intoppi. Tanto pi\u00f9 che per l\u2019Aurelia Bis pendono ricorsi presentati da privati contro gli espropri al vaglio del Consiglio di Stato e per il nuovo casello non \u00e8 scontato un immediato parere favorevole da parte della Societ\u00e0 Autostrade. Per di pi\u00f9, complicazioni varie potrebbero emergere dai piani regolatori.<\/p>\n<p>Visto poi il costo stimato dell\u2019Aurelia Bis: 239 milioni di euro, per il Casello Albamare non mi sono ad oggi noti riferimenti, le prospettive sono alquanto demoralizzanti; stando ai dati elaborati dal Dipartimento politiche di sviluppo (Dps) del Ministero dello Sviluppo Economico e riportati da \u201cIl Sole 24ore\u201d nell\u2019aprile 2008, per realizzare, nel settore dei trasporti, un\u2019opera pubblica di valore superiore ai 50 milioni di euro occorrono mediamente quasi 11 anni, fino a ridursi a 4 anni e mezzo per quelle tra 5 e 10 milioni.<\/p>\n<p>Ulteriormente, umori contrastanti si levano sia dai vari comitati civici che dalle disparate liste, che si fronteggeranno durante il rinnovo amministrativo di fine primavera: per taluni addirittura l\u2019Aurelia Bis \u2013 di per s\u00e9 \u2013 potrebbe non costituire assolutamente il rimedio migliore ai problemi annosi del territorio, perch\u00e9 non basata su una valida analisi delle connessioni autostradali ed urbane per Savona ed Albissola.<\/p>\n<p>Occorre considerare infine il vezzo persistente usato dai nostri politici per farsi notare, acquistare consensi ed affermarsi: il ricorso alle ovviet\u00e0 irrefutabili, che, permeando tutta la comunicazione contemporanea, trova il proprio fondamento paradigmatico nei messaggi pubblicitari nel caso del mercato e in promesse elettorali, nel caso della politica appunto.<\/p>\n<p>Un problema ritenuto irrisolvibile \u00e8 spesso in realt\u00e0 frutto di errate scelte politiche talora motivate pi\u00f9 da scelte ideologiche che da scelte tecniche e di buon senso. Se, mutatis mutandis, anche gli attuali propositi dovessero venire accantonati, come pi\u00f9 volte avvenuto in passato per altri, forse meno validi o condivisi, si innescherebbe un\u2019ulteriore scandalosa spirale di procrastinazioni, che celerebbe null\u2019altro che inspiegabili inerzie e dissidi, contrastanti con una vera volont\u00e0 di addivenire ad una concreta conclusione, improrogabile e compatibile con i vari interessi pubblici e privati in gioco.<\/p>\n<p>Per tutte queste ragioni, negli anni duemila a Savona e dintorni non resta che augurarsi che si avveri una boutade: i nostri attuali rappresentanti nelle istituzioni (comuni, provincia, regione), diversamente dai precedenti, una volta tanto \u201cfacciano gli Indiani\u201d\u2026visto che i progetti, la capacit\u00e0 tecnica e\u2026, per il momento, fors\u2019anche le finanze non mancano.<\/p>\n<p>Non tanto nel senso di fingere, di non capire o di non sapere al di fuori dei periodi elettorali, perch\u00e9 torna comodo non ricordarsi di promesse mai mantenute, quanto piuttosto per dare prova, al pari dei propri omologhi in un paese terzomondista, di essere in grado di adottare, con efficacia e tempestivit\u00e0, i provvedimenti necessari ed urgenti per conferire al comprensorio capacit\u00e0 di attrattiva ed eccellenza nei servizi.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Ing. Antonio Rossello<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2008 \u00e8 stata presentata la sesta edizione del Rapporto della Societ\u00e0 Geografica Italiana, intitolata con perspicuit\u00e0: \u00abL\u2019Italia delle citt\u00e0, tra malessere e trasfigurazione\u00bb. Il Presidente della Societ\u00e0, F. 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