{"id":542488,"date":"2021-09-20T12:15:52","date_gmt":"2021-09-20T10:15:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/?p=542488"},"modified":"2021-09-20T12:15:52","modified_gmt":"2021-09-20T10:15:52","slug":"come-difendersi-dalle-fake-news-ecco-alcuni-metodi-strumenti-e-giochi-on-line","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/09\/come-difendersi-dalle-fake-news-ecco-alcuni-metodi-strumenti-e-giochi-on-line\/","title":{"rendered":"Come difendersi dalle fake news: ecco alcuni metodi, strumenti e giochi on line"},"content":{"rendered":"<p><strong>Helsinki<\/strong>. Sono tre i punti da rispettare per non cadere e combattere la<strong> disinformazione<\/strong> e le cosiddette <strong>fake news<\/strong>: \u201cBe aware, be prepared, act\u201d, ovvero consapevolezza, preparazione, azione. Tre passi importanti da compiere sia per gli addetti ai lavori che per chi le informazioni le recepisce. Un<strong> gioco di squadra<\/strong>, insomma, dove la chiave \u00e8 una \u201cnuova alfabetizzazione per l\u2019informazione digitale\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_392\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_392\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Ad auspicare questa alfabetizzazione \u00e8 <strong>Petra Piitulainen<\/strong>, la prima \u201cdocente\u201d del <strong>programma di formazione Erasmus+<\/strong> in Finlandia che alcuni giornalisti liguri, tra cui parte della redazione di <strong>Genova24 e IVG,<\/strong>\u00a0stanno seguendo per imparare dai Paesi nordici i modelli di contrasto alle fake news.<\/p>\n<p>Secondo Piitulainen, giornalista e fact checker per un\u2019organizzazione che si occupa di diffondere l\u2019alfabetizzazione digitale, \u00e8 sempre pi\u00f9 complicato stare al passo con le diverse fonti di informazioni non mediata.<\/p>\n<p>Oggi le sfide di chi si occupa di fact checking (la verifica delle notizie) hanno a che fare con quattro step: <strong>l\u2019analisi delle emozioni<\/strong> che un contenuto scatena nella popolazione, <strong>la creazione di un contesto<\/strong>, di un background, laddove molto spesso \u00e8 assente quando si tratta di fake news, <strong>la condivisione di strumenti di alfabetizzazione sull\u2019informazione digitale<\/strong>, il contatto con esperti, figure accreditate, credibili e autorevoli che diano valore a una determinata informazione.<\/p>\n<p><strong>Nessuno \u00e8 immune.<\/strong> \u201cL\u2019informazione digitale oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 rapida e masticata \u2013 riflette Petra Piitulainen \u2013 video, meme, immagini vengono veicolate senza spiegazioni, background, ed \u00e8 cos\u00ec che circolano facilmente, non \u00e8 necessario condividere contenuti di disinformazione per essere coinvolti, per esserne colpiti, per esserne manipolati. A volte la disinformazione colpisce il target senza che egli se ne renda conto\u201d.<\/p>\n<p>Secondo <strong>Faktabaari<\/strong> l\u2019aspetto pi\u00f9 complicato della battaglia alla disinformazione \u00e8 far comprendere questo messaggio: che la battaglia riguarda tutti. E che chiunque pu\u00f2 fare fact checking, nella sua esperienza quotidiana e personale, se ne ha gli strumenti.<\/p>\n<p>Qualche esempio? Intanto domandarsi per ogni informazione chi l\u2019abbia diffusa, dove, perch\u00e9 e per quale motivo. Come si faceva una volta. Ma per i pi\u00f9 \u201cnerd\u201d, si possono utilizzare tool come <strong>Crowdtangle<\/strong>, <strong>Tweetdeck<\/strong>, <strong>Truthnest<\/strong>, strumenti digitali gratuiti e di facile utilizzo per monitorare, ad esempio, attraverso chiavi di ricerca ad hoc, chi e come si stia parlando di un determinato argomento.<\/p>\n<p>Il <strong>fact checking<\/strong> non \u00e8 necessariamente faticoso. Anzi. Esistono veri e propri giochi on line che \u201callenano\u201d la mente a pensare in maniera critica. <strong>www.geoguessr.com<\/strong> \u00e8 una sorta di \u201ccaccia al tesoro\u201d in cui il giocatore si trova in un luogo qualunque nel mondo, attraverso la funzione street view di google maps e in base agli indizi deve capire dove si trova. Su <strong>www.getbadnews.com\/#intro<\/strong> si capisce come diventare un troll. Infine, molto attuale, <strong>www.goviralgame.com\/en<\/strong>, un gioco di 5 minuti sulle fake relative al Covid-19.<\/p>\n<h3 class=\"article_heading\">Petra Piitulainen<\/h3>\n<p>\u00c8 una giornalista free-lance attiva come fact-checker a Faktabaari \u2013 in finladese \u201cbar dei fatti\u201d \u2013 una struttura gestita da una ong che dal 2014 si occupa di fact-checking a servizio del dibattito pubblico. Petra lo scorso anno ha conseguito un master in Media e comunicazione all\u2019universit\u00e0 di Tampere e si \u00e8 laureata in giornalismo nel 2015 ad Haaga Helia, l\u2019universit\u00e0 di Scienze applicate di Helsinki. Fa parte di diverse organizzazioni giornalistiche, tra cui la Suomen Journalistitto.<\/p>\n<h3 class=\"article_heading\">Faktabaari<\/h3>\n<p>La realt\u00e0 per cui lavora, Faktabaari, \u00e8 un servizio di fact checking pluripremiato, attivo dal 2014 e che, dal 2018, si occupa direttamente di fornire contenuti verificati a strumento del dibattito politico. Attraverso una piattaforma open source e a prova di attacchi cyber, Faktabaari utilizza social media, attivit\u00e0 pedagogiche e blog per stimolare l\u2019opinione pubblica sui temi pi\u00f9 caldi del momento. \u00c8 un\u2019organizzazione non partitica e si finanzia con la partecipazione a bandi e attraverso il supporto dalla ong Avoin yhteiskunta (Societ\u00e0 aperta, il concetto alla base della filosofia di Bergson e Popper) con uno staff di volontari: giornalisti professionisti, esperti di Ue, insegnanti e ricercatori. Il fondatore di Faktabaari, Mikko Salo, \u00e8 stato nominato membro del gruppo di esperti per l\u2019Ue sul tema delle fake news che nel 2018 ha suggerito alla commissione Ue il celebre \u201capproccio multidimensionale alla disinformazione\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Contro la disinformazione serve una nuova alfabetizzazione, soprattutto in ambito digitale&#8221;, dice la giornalista e fact checker Petra Piituainen<\/p>\n","protected":false},"author":17916,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[99279],"class_list":["post-542488","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-altre","tag-fake-news"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/542488","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17916"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=542488"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/542488\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=542488"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=542488"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=542488"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}