{"id":540782,"date":"2021-09-06T09:31:26","date_gmt":"2021-09-06T07:31:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=540782"},"modified":"2021-09-06T17:35:33","modified_gmt":"2021-09-06T15:35:33","slug":"la-grande-illusione-del-nucleare-la-replica-piccata-dei-verdi-savonesi-al-ministro-cingolani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/09\/la-grande-illusione-del-nucleare-la-replica-piccata-dei-verdi-savonesi-al-ministro-cingolani\/","title":{"rendered":"&#8220;La grande illusione del nucleare&#8221;: la replica piccata dei Verdi savonesi al ministro Cingolani"},"content":{"rendered":"<p>Appena pochi giorni fa, il ministro\u00a0della Transizione Ecologica Roberto Cingolani aveva aperto al nucleare in Italia definendo gli \u201cambientalisti radical chic peggio della catastrofe climatica\u201d. E oggi \u00e8 arrivata la replica piccati dei Verdi savonesi. Di seguito la lettera, a firma di<strong> Gabriello Castellazzi,\u00a0riportata integralmente.\u00a0<\/strong><\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_327\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_327\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><em>Grazie al referendum del 1987 l\u2019Italia \u00e8 stata tra i primi paesi industriali avanzati ad uscire dal nucleare.\u00a0Solo in Spagna una prima \u201cmoratoria\u201d era stata decisa nel 1983.<\/em><\/p>\n<p><em>Nel 2000 la Germania programm\u00f2 una<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>exit strategy dalla produzione di energia elettrica da atomo entro il 2020. <\/em><br>\n<em>La decisione degli Italiani ( ribadita con un secondo referendum nel 2011 ) ha evitato all\u2019Italia di ipotecare il futuro dei propri figli e nipoti per<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>gli enormi costi legati alla sicurezza e al contenimento-smaltimento di tutte le scorie radioattive delle centrali nucleari che utilizzano uranio.<\/em><\/p>\n<p><em>Le fonti energetiche che dipendono da questa tecnologia sono in declino sullo scenario mondiale.\u00a0Dal 2000 nessun nuovo reattore \u00e8 entrato in funzione, due sono ancora in costruzione a costi esorbitanti e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>l\u2019azienda \u201cToshiba-Westinghouse\u201d, proprietaria della tecnologia, \u00e8 fallita qualche anno fa. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019unico \u201cirriducibile\u201d di questa industria obsoleta e pericolosa sembra essere il \u201cMinistro della Transizione Ecologica\u201d Roberto Cingolani.\u00a0Il nucleare non \u00e8 la risposta. Le iniziative innovative in materia di produzione energetica negli Stati Uniti vengono proprio dalla \u201cdemocratica\u201d California e dagli Stati \u201crepubblicani trumpiani\u201d (Florida e Texas) dove le aziende private (tra cui una importante italiana) investono in impianti solari con<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>megabatterie capaci di rilasciare nelle ore serali e notturne parte della sovraproduzione di energia rinnovabile.<\/em><\/p>\n<p><em>Oggi, a 35 anni dal terribile incidente di Chernobyl e a 10 anni dall\u2019incidente di Fukushima, \u00e8 ben chiaro a tutti come non esistano le garanzie necessarie per l\u2019eliminazione del rischio di incidenti nucleari con<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>le inevitabili contaminazioni radioattive.<\/em><\/p>\n<p><em>Sono anche ben noti i problemi legati alla <b>contaminazione <\/b>\u201cordinaria\u201d delle centrali nucleari in seguito al rilascio di piccole dosi di radioattivit\u00e0 durante il loro normale funzionamento (i lavoratori e le popolazioni che vivono nei pressi, sono esposti direttamente).\u00a0Un altro problema, non risolto, \u00e8 lo <b>smaltimento dei rifiuti radioattivi <\/b>derivanti dall\u2019attivit\u00e0 delle centrali e dal loro smantellamento.<\/em><\/p>\n<p><em>La vicina Francia, che ha puntato molto sul \u201cnucleare\u201d, oggi \u00e8 in crisi: le sue centrali ormai vecchie e pericolose devono essere demolite, ma non sanno dove mettere 1,54 milioni di metri cubi di materiali radioattivi gi\u00e0 accumulati nel tempo.<\/em><\/p>\n<p><em>Le circa 250mila tonnellate di rifiuti<b> <\/b>altamente radioattivi prodotti fino ad oggi nel mondo sono in attesa di essere conferiti in siti di<b> <\/b>smaltimento definitivo (stoccati oggi in depositi \u201ctemporanei\u201d o lasciati negli stessi impianti dove sono<b> <\/b>stati generati).<\/em><\/p>\n<p><em>Lo stesso vale ovviamente<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>per il nostro Paese che conta, secondo l\u2019inventario<b> <\/b>curato da Apat (Agenzia per la protezione dell\u2019ambiente e dei servizi tecnici), circa 25mila m\u00b3 di rifiuti radioattivi e 250 tonnellate di combustibile irraggiato (pari al 99% della<b> <\/b>radioattivit\u00e0 presente nel nostro Paese) a cui vanno sommati circa 1.500 m\u00b3 di rifiuti prodotti<b> <\/b>annualmente da ricerca, medicina e industria.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto questo materiale \u00e8 attualmente stoccato in 90 capannoni o bunker distribuiti in varie Regioni (20 nel Lazio, 16 in Piemonte, 10 in Lombardia, ecc.).\u00a0Per il futuro bisogner\u00e0 poi pensare ai circa 80-90mila m\u00b3 di rifiuti che deriveranno dallo<b> <\/b>smantellamento di quello che resta delle 4 nostre ex-centrali, compresi gli impianti utilizzati nel ciclo del combustibile nucleare.<\/em><\/p>\n<p><em>Oltre ai problemi legati alla sistemazione definitiva delle scorie, esiste la necessit\u00e0 di rendere inutilizzabile il materiale fissile di scarto per evitarne il possibile uso a scopo militare:\u00a0in uno scenario mondiale, dove il terrorismo globale \u00e8 una minaccia concreta, bisogna anche considerare che dal trattamento delle scorie si pu\u00f2 estrarre plutonio (materia prima per la costruzione di armi a testata nucleare).<\/em><\/p>\n<p><em>Infine, ovunque nel mondo, gli impianti nucleari attivi possono diventare obiettivi sensibili per i terroristi e nell\u2019attuale quadro mondiale, fortemente instabile, si corre il rischio di trovarci di fronte a paesi che,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>sfuggendo al controllo della comunit\u00e0 internazionale (v. caso Iran),<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>il nucleare civile potrebbe essere utilizzato<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>come grimaldello per dotarsi di armamenti nucleari.<\/em><\/p>\n<p><em>Questa \u00e8 la realt\u00e0 di oggi e il Ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani dovrebbe<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>attuare provvedimenti urgenti per la riduzione dei combustibili fossili, potenziando le fonti di energia alternativa, invece di sviare i problemi ipotizzando tecnologie nucleari di quarta generazione (si presume la cosiddetta \u201cfusione fredda\u201d senza scorie radioattive) sulle quali da decenni i fisici<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>stanno facendo esperimenti. Questa tecnologia, se aplicata, sarebbe veramente rivoluzionaria. Ma quanto si dovr\u00e0 aspettare per vedere risultati concreti?<\/em><\/p>\n<p><strong>Gabriello Castellazzi -Europa Verde-Verdi savonesi<\/strong><\/p>\n<p><strong>Simona Simonetti \u2013 Dott.ssa in Fisica<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u2013 gi\u00e0 Ricercatrice al CERN di Ginevra<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cNon \u00e8 la risposta. 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