{"id":539533,"date":"2021-08-25T08:00:10","date_gmt":"2021-08-25T06:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=539533"},"modified":"2021-08-24T10:45:47","modified_gmt":"2021-08-24T08:45:47","slug":"attualita-del-ressentiment","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/08\/attualita-del-ressentiment\/","title":{"rendered":"Attualit\u00e0 del Ressentiment"},"content":{"rendered":"<p>\u201c[\u2026] con gli Ebrei si inizia la rivolta degli schiavi nella morale: rivolta che ha dietro di s\u00e9 duemila anni di storia e che oggi abbiamo perso di vista solo perch\u00e9 essa ha vinto\u201d scrive Nietzsche in Genealogia della morale [1887] in riferimento a quello che definisce \u201cil tronco dell\u2019albero della vendetta e dell\u2019odio giudaico\u201d, il ressentiment. Non utilizzer\u00f2 che una riga per chiarire che nulla di questo ha a che fare con l\u2019antisemitismo anche se qualche facilone o in malafede si ostina ad affermarlo. Il termine ressentiment non indica quanto le varie traduzioni nelle diverse lingue stanno a significare nell\u2019uso convenzionale, si riferisce ad un particolarissimo \u201cmeccanismo pi\u00f9 o meno consapevole di difesa\u201d nei confronti di chi o cosa \u00e8 stato individuato come responsabile della propria frustrante condizione di minorit\u00e0. \u00c8 figlio dell\u2019invidia e dell\u2019incapacit\u00e0 di responsabilizzarsi verso se stessi, della pi\u00f9 facile operazione di investire qualcosa di esterno come causa di uno stato di infelicit\u00e0. In Genealogia della morale Nietzsche anticipa questa prospettiva, verr\u00e0 sviluppata ulteriormente in Al di l\u00e0 del bene e del male e ripresa pi\u00f9 volte nel corso delle opere successive, ci\u00f2 sta a significare, senza ombra di dubbio, che il tema era considerato dal filosofo un elemento fondamentale nello sviluppo del suo pensiero. In verit\u00e0 la questione era gi\u00e0 presente nella Fenomenologia dello Spirito in Hegel, con i dovuti distinguo, mi riferisco al rapporto servo signore ma le prospettive erano e sono profondamente diverse. Ci\u00f2 che per Hegel era la \u201cnon paura della morte\u201d, la scelta del signore, diviene nell\u2019oltre uomo nietzscheano il \u201ccoraggio alla vita\u201d, l\u2019inizio del viaggio verso il superamento dell\u2019uomo comune, la sconfitta del ressentiment.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_970\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_970\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Penso si possa affermare che \u201cl\u2019uomo nuovo, quello che ancora deve arrivare\u201d, non \u00e8 chi non ha paura di morire e che pure, nello schema hegeliano, cadr\u00e0 in balia del suo servo, ma chi, vincendo la paura di vivere, non ha bisogno di nessun subalterno, anzi, proprio riconoscendo in ogni uomo il suo stesso diritto alla vita, cancella la necessit\u00e0 di una qualsiasi \u201cstruttura o ente\u201d al di sopra dell\u2019uomo. So bene di presentare in maniera personalissima e, ovviamente, opinabile la celebrazione di un mondo di uomini senza un potere di nessuna natura al di sopra degli stessi, cos\u00ec come sono consapevole che in questa ottica la vita, per essere \u201cautentica\u201d, come scriverebbe Heidegger, richiede una grande dose di coraggio. In verit\u00e0 abbiamo tutti paura di vivere, questo non significa che non si sia coraggiosi, al contrario, solo avvertendo la difficolt\u00e0 la si pu\u00f2 superare. Il pensiero dominante induce alla cecit\u00e0, alla banalizzazione della vita: \u201cTutti viviamo, \u00e8 la cosa pi\u00f9 semplice e comune, non richiede alcuna competenza\u201d afferma \u201cil non pensiero\u201d, nulla di pi\u00f9 ingannevole. La vita \u00e8 un esperimento complesso, mai certo e mai scontato, un continuo misurarsi; non consente scuse o giustificazioni, perdoni o facili consensi, \u00e8 un dinamico confronto con l\u2019altro da s\u00e9 che non ti pu\u00f2 confermare grazie al giudizio altrui ma solo nella auto-consapevolezza di te. Certo, \u201cle mosche del mercato\u201d possono disturbare ma non si pu\u00f2 prestare troppa attenzione al loro fastidioso vacuo e perenne brusio di sottofondo. Le mosche sono malate del ressentiment, sono figlie di un ego debole, velleitario e spesso narcisista, incapace alla responsabilit\u00e0, che non sa accettare i propri fallimenti e, afflitto dall\u2019invidia, si accoda agli innumerevoli \u201cper trascinare nel fango chi eretto e felice cammina con le proprie gambe senza curarsi degli schizzi di fango che i suoi piedi sollevano ad ogni passo tra la melma della mediocrit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Credo sia pi\u00f9 che evidente che questo percorso argomentativo si possa ramificare in innumerevoli ambiti: etica, teologia, sociologia, antropologia, filosofia della storia, politica \u2026 e potrei proseguire, impossibile anche solo ipotizzare di intraprendere ogni itinerario, limitiamoci ad alcuni interrogativi, almeno per ora. In che senso va intesa la definizione di ressentiment come \u201cil tronco dell\u2019albero della vendetta e dell\u2019odio giudaico\u201d? Quale prova possiamo addurre a sostegno di tale tesi? Bene: un esempio evidente \u00e8 riconoscibile nel fatto che sia il risentimento che muove i dittatori, uomini piccoli e mediocri ma che ben rappresentano la frustrazione ed il riscatto per i molti che si accodano. Le nullit\u00e0 improvvisamente innalzate al ruolo al quale si sentono arrogantemente idonee, immediatamente traboccano nel delirio dell\u2019onnipotenza, Hitler ne \u00e8 l\u2019esempio perfetto, come Stalin, per citare i pi\u00f9 noti. \u00c8 questo l\u2019aspetto degenerato dell\u2019ugualitarismo, le infinite variet\u00e0 dello stesso non possono trovare analisi in questo momento, \u00e8 la celebrazione della \u201cmaggioritaria mediocrit\u00e0\u201d l\u2019obiettivo della quale non \u00e8 elevare il mediocre che viene celebrato come \u201cpopolo\u201d ma umiliare chi si sa superiore fino a renderlo schiavo nella melma olezzante della massa. La qualit\u00e0 sopraffatta dal numero. Ora \u00e8 doveroso chiedersi chi decide circa la qualit\u00e0?<\/p>\n<p>Interrogativo subdolo, quello che \u00e8 certo \u00e8 che non pu\u00f2 essere una quantit\u00e0 di incompetenti. Ricorriamo ad una allegoria: un \u201cuno\u201d, appena di poco superiore ad innumerevoli \u201czeri\u201d, mosso dal ressentiment nei confronti degli otto e dei nove, raduna attorno a s\u00e9 la frustrazione vigliacca degli zeri divenendo centomila. Il suo strapotere \u00e8 evidente, l\u2019uguaglianza tra gli zeri ieratizzata, il suo ruolo legittimato, non resta che emarginare e punire chi non si adegua. Oltretutto ogni zero sa di essere, oltre che uguale alla moltitudine, anche ad un passo dal vertice, l\u2019uno, che, in fondo, non \u00e8 poi cos\u00ec diverso da lui. A questo punto la domanda potrebbe cos\u00ec essere posta: Chi fa la storia? L\u2019eroe, il dittatore o gli zeri che gli si accodano? E mi tornano alla mente le parole dell\u2019amico Gershom Freeman che mi ricorda sempre di essere nato non casualmente il 5 novembre: \u201cNon sempre l\u2019ombra pi\u00f9 lunga appartiene alla persona pi\u00f9 alta, molto dipende dalla luce che l\u2019accompagna\u201d. Non sar\u00e0 una luce fuori di noi ad allungare a dismisura la nostra ombra, non sar\u00e0 un \u201clume di chiesa o d\u2019officina che alimenti chierico rosso o nero\u201d come perfettamente ammoniva Eugenio Montale. Nietzsche la riconosce nella cultura giudaica Michel Onfray la individua nella \u201csinistra del risentimento\u201d, entrambe in quell\u2019atteggiamento snobistico e saccente innervato da un populismo tanto bieco quanto negato che caratterizza tanta cosiddetta \u201cintellighenzia autoreferenziale che non si sporca le mani a contatto della vita vissuta ma si narcotizza nei salotti buoni in attesa di essere invitata in qualche talk show per vomitare banalit\u00e0 erudite\u201d, nulla di nuovo purtroppo, solo pi\u00f9 visibile grazie ai mass media. Di certo se ancora ci potesse fare compagnia l\u2019amico Montale si negherebbe a un tale mercato ribadendo che \u201c[\u2026] l\u2019orgoglio non era fuga, l\u2019umilt\u00e0 non era vile, il tenue bagliore strofinato laggi\u00f9 non era quello di un fiammifero\u201d.<\/p>\n<p>Come non riconoscere l\u2019attualit\u00e0 del ressentiment? Come non raccogliere l\u2019invito alla pienezza della vita che diviene degna solo se liberata da un simile sentimento? Non si tratta di celebrare la bestia bionda che la stupidit\u00e0 dei dittatori ha trasformato in un mostro prevaricante, ma di coglierne lo sguardo profondo e sereno, lo sguardo di chi non invidia e che non promuove cruente rivoluzioni ma la sola e pi\u00f9 assoluta, quella che riporta il valore dell\u2019uomo nell\u2019uomo. Se nessuno desidera il potere, la fama, la ricchezza, che valore avranno mai? Sono loro i mostri ingannevoli che hanno sede fuori dall\u2019uomo ma ne abitano lo spirito se afflitto dalla pi\u00f9 orribile delle malattie: il ressentiment.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[99780],"class_list":["post-539533","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/539533","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=539533"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/539533\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=539533"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=539533"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=539533"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}