{"id":539084,"date":"2021-08-20T11:12:20","date_gmt":"2021-08-20T09:12:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=539084"},"modified":"2021-08-20T11:14:34","modified_gmt":"2021-08-20T09:14:34","slug":"foto-dei-figli-minorenni-sui-social-tavaroli-comportamento-narcisista-e-pericoloso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/08\/foto-dei-figli-minorenni-sui-social-tavaroli-comportamento-narcisista-e-pericoloso\/","title":{"rendered":"Foto dei figli minorenni sui social, Tavaroli: \u201cComportamento narcisista e pericoloso\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Liguria.<\/strong> \u201cTrent\u2019anni fa, quando Facebook e Instagram non esistevano, avremmo mai deciso di \u2018regalare\u2019 le nostre foto, magari quelle del nostro matrimonio, oppure uno scatto dei nostri figli appena nati al mondo intero?\u201d. A domandarselo, nel corso del <strong>podcast<\/strong> \u201c<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/latelefonata\">La Telefonata<\/a>\u201d condotto dal giornalista <strong>Nicola Seppone<\/strong>, \u00e8 <strong>Giuliano Tavaroli<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_814\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_814\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><strong>Albenganese<\/strong> di nascita, Tavaroli \u00e8 considerato uno dei <strong>maggiori esperti italiani in materia di cybersicurezza e intelligence privata<\/strong>. A parlare per lui c\u2019\u00e8 una lunga carriera \u2013 di oltre quarant\u2019anni \u2013 iniziata nell\u2019arma dei carabinieri (dieci anni), periodo in cui lungo la sua strada ha incontrato anche il compianto generale <strong>Carlo Alberto dalla Chiesa<\/strong>. Poi, nell\u2019ambito del mondo della sicurezza dei dati e dei rischi, una vita professionale spesa al servizio di alcune importanti aziende italiane (Italtel, Pirelli e Telecom, solo per citare le pi\u00f9 importanti).<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">ASCOLTA \u201cLA TELEFONATA\u201d CON GIULIANO TAVAROLI<\/h4>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/widget.spreaker.com\/player?episode_id=46141580&theme=light&playlist=false&playlist-continuous=false&chapters-image=true&episode_image_position=right&hide-logo=false&hide-likes=false&hide-comments=false&hide-sharing=false&hide-download=true\" width=\"100%\" height=\"200px\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Il mondo corre veloce<\/strong> e da quando Tavaroli ha iniziato ad occuparsi di sicurezza di cose ne sono cambiate parecchie. Lo sa bene anche lui, che si definisce un \u201cnomade digitale\u201d, entrato d\u2019istinto nell\u2019universo della tecnologia moderna quando questa ancora non era stata nemmeno pensata. <strong>Ma cosa vuol dire \u201cprivacy\u201d nel 2021?<\/strong> Siamo pienamente consapevoli dell\u2019uso che ogni giorno facciamo di social, app e nuove tecnologie? Le istituzioni liguri, da quelle pi\u00f9 piccole a quelle pi\u00f9 grandi, sono all\u2019avanguardia e sarebbero pronte a rispondere ad un eventuale attacco hacker come quello avvenuto recentemente alla Regione Lazio?<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">\u201cPOSSONO ANCHE SPIARMI, TANTO NON HO NULLA DA NASCONDERE\u201d<\/h4>\n<p>\u00c8 questa la reazione di molte persone di fronte ad una delle domande pi\u00f9 ricorrenti del mondo moderno: \u201cMa con tutti questi oggetti tecnologici, dagli smartphone agli assistenti vocali intelligenti che ci mettiamo in salotto, ci staranno mica spiando? E se s\u00ec, chi ci spia e perch\u00e9?\u201d<\/p>\n<p><strong>Ma sar\u00e0 proprio vero che non abbiamo nulla da nascondere?<\/strong> Secondo Tavaroli assolutamente no: \u201cQuando le persone dicono \u2018io non ho nulla da nascondere\u2019, in parte diranno anche la verit\u00e0 \u2013 spiega -, ma <strong>questo non vuol dire che non abbiamo informazioni personali che tali devono rimanere<\/strong>. \u201c. Vi dice nulla l\u2019app del vostro istituto bancario?<\/p>\n<p>\u201cNon dimentichiamoci \u2013 continua Tavaroli \u2013 che oggi l\u2019interfaccia pi\u00f9 usata per noi \u00e8 il telefono. Ed \u00e8 diventato l\u2019interfaccia per tutto, non solo per l\u2019informazione. Pensiamo ai servizi finanziari e oggi pi\u00f9 che mai anche a quelli sanitari. <strong>Quando diciamo che non abbiamo nulla da nascondere, quindi, non diciamo proprio la verit\u00e0<\/strong>. Perch\u00e9 le nostre credenziali bancarie sono un dato che dovremmo aver cura di tenere riservato\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">QUANDO TI RUBANO IN CASA E IL PASSEPARTOUT PER I LADRI \u00c8\u00a0IL TUO PROFILO SOCIAL<\/h4>\n<p>Volenti o nolenti, <strong>il mondo moderno ci ha costretti a cedere un po\u2019 della nostra riservatezza<\/strong>. Pensiamo alla telecamere sparse qua e l\u00e0 \u201cper ragioni di sicurezza\u201d nelle varie citt\u00e0. Ma spesso, forse il pi\u00f9 delle volte, siamo direttamente noi, in modo autonomo e completamente svincolato da obblighi, che decidiamo di cedere a tutti un pezzo della nostra vita.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 l\u2019universo dei social network<\/strong>. Ed \u00e8 proprio il rapporto che abbiamo con quest\u2019ultimi che cattura l\u2019attenzione di Tavaroli: \u201cDovremmo cercare di essere pi\u00f9 attenti a quello che utilizziamo e capire come lo utilizziamo \u2013 precisa l\u2019esperto -. <strong>Oggi dobbiamo stare attenti a non aprire anche i link che ci arrivano su WhatsApp<\/strong> anche da parte di persone conosciute. Dobbiamo sempre verificare che il mittente abbia davvero voluto inviarci quel messaggio\u201d.<\/p>\n<p>Tavaroli poi bacchetta una delle tendenze social pi\u00f9 popolari: \u201c<strong>Come valuto chi pubblica le foto dei figli minorenni sui social?<\/strong> Non giudico, ma dal punto di vista professionale lo valuto come <strong>un comportamento narcisista e pericoloso<\/strong> \u2013 precisa -. \u00c8 pericoloso perch\u00e9 se scrivi che vai in vacanza e posti una foto di casa dove si vede dove abiti, il quadro di valore e molto altro, a quel punto non ti devi stupire se in qualche modo i ladri poi vengono a farti visita. Anche perch\u00e9 spesso i contenuti che pubblichiamo sono anche geo-referenziati\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Cediamo i nostri dati con grande facilit\u00e0 e raccontiamo tanto di noi, spesso troppo<\/strong> \u2013 continua -. Pensiamo anche al mercato della pedofilia e della pedo-pornografia, che sono esplosi con il mondo digitale. In Italia scompaiono minori e adolescenti in numero crescente rispetto al passato\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">LA PRIVACY? \u201cNON ESISTE PI\u00d9\u201d<\/h4>\n<p>A dirlo non \u00e8 stato Giuliano Tavaroli, ma \u201cun tal\u201d <strong>Mark Zuckerberg<\/strong>. Il fondatore di Facebook, infatti, aveva risposto cos\u00ec a chi gli domandava se avesse ancora senso parlare di riservatezza online: \u201c<strong>Le norme sociali sono cambiate<\/strong>\u201d, aveva sentenziato.<\/p>\n<p>\u201cDopo quelle parole avremmo gi\u00e0 dovuto metterci in allarme \u2013 racconta Tavaroli -. <strong>Se tu oggi posti una tua foto o della tua famiglia, ne perdi la propriet\u00e0<\/strong>. Ma tu, venti anni fa, l\u2019avresti regalata a tutti la foto del tuo matrimonio? Probabilmente no. Oggi invece \u2018lo facciamo\u2019 quotidianamente\u201d.<\/p>\n<p>Ecco che cosa sta succedendo secondo il professionista albenganese: \u201c<strong>Lo strumento digitale sta desensibilizzando le persone al valore del dato e dell\u2019informazione<\/strong>. Per cosa poi? Per un like? Ma di chi, poi? Quando l\u201980% del traffico sui social \u00e8 falso, \u00e8 fatto di bot e di algoritmi. Un mercato in buona parte drogato dai professionisti e dal marketing\u201d.<\/p>\n<p>Un concetto importante quindi, quello di privacy, tanto che sul nostro giornale abbiamo deciso di lanciare un rubrica dedicata a questo mondo. Si chiama \u201c<strong>Privacy in Progress<\/strong>\u201d e <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/tag\/privacy-in-progress\/\">cliccando qui<\/a> \u00e8 possibile leggere tutti gli articoli.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">LA STRADA IN SALITA DELLA LIGURIA<\/h4>\n<p><strong>Quello che \u00e8 accaduto poche settimane fa in Regione Lazio<\/strong>, vittima di un attacco hacker che ha paralizzato la prenotazione dei vaccini e l\u2019attivit\u00e0 regionale, <strong>potrebbe replicarsi anche nella nostra Regione<\/strong>. Secondo Tavaroli c\u2019\u00e8 ben poco da stare sereni: \u201cC\u2019\u00e8 da preoccuparsi \u2013 puntualizza \u2013 o meglio preoccuparci prima che avvenga qualcosa di spiacevole. Non possiamo accendere i riflettori su questi argomenti solo quando accade qualcosa in grado di alzare il livello di curiosit\u00e0 su questi fenomeni, come il rischio della privacy digitale. Occorre un approccio sistematico, anche perch\u00e9 spesso basta l\u2019errore di una persona\u201d. E questo nel Lazio oggi lo sanno bene.<\/p>\n<p>\u201c<strong>La Liguria \u00e8 la regione con la denatalit\u00e0 pi\u00f9 alta rispetto a tutte le altre<\/strong> \u2013 afferma Tavaroli -. Siamo una regione vecchia, con pochi giovani. Inoltre il nostro Paese ha un tasso di abbandono scolastico pi\u00f9 alto rispetto a tutti gli altri Paesi sviluppati. Questa \u00e8 una lacuna che non pu\u00f2 essere accettata e che va assolutamente colmata. <strong>Come pensiamo di governare la modernit\u00e0 senza giovani coinvolti, appassionati alla scienza e alla tecnica?<\/strong>\u201d<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">IL FUTURO TRA IMMUNIT\u00c0 DI GREGGE DIGITALE E CIVISMO DIGITALE<\/h4>\n<p>Secondo Tavaroli nel mondo del (presente e del) futuro <strong>la sicurezza non \u00e8 un costo, ma un pre-requisito fondamentale che riguarda la vita delle persone<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cNoi dobbiamo <strong>puntare all\u2019immunit\u00e0 di gregge digitale<\/strong> \u2013 spiega -. La sicurezza di una comunit\u00e0 \u00e8 la sicurezza complessiva, anche perch\u00e9 basta l\u2019errore di una persona per mettere a repentaglio la sicurezza di tutti. A volte ci sfugge come \u00e8 cambiato e come sta cambiando il mondo. Ci basti pensare che in Germania, poco tempo fa, si \u00e8 registrato il <strong>primo morto ufficiale per ransomware<\/strong>. Si tratta di una paziente deceduta all\u2019ospedale di Duesseldorf il 10 settembre del 2020. La donna necessitava di cure mediche urgenti ed era stata indirizzata in un ospedale a 30 km di distanza da quello in cui si trovava. Ma la struttura non ha potuto accoglierla a causa di un blocco informatico. Un trasferimento fatale che le \u00e8 costato la vita a causa del ritardo delle cure\u201d.<\/p>\n<p><strong>Ecco perch\u00e9 \u00e8 importante l\u2019educazione digitale<\/strong>: \u201cSpesso i genitori sono preoccupati dell\u2019educazione formale \u2013 conclude Tavaroli -, ma sono poco attenti a quella digitale, anche perch\u00e9 non si pongono il problema. Perch\u00e9 i genitori non chiedono alla scuola di assumersi un ruolo corretto di educazione digitale? <strong>Non serve quel giorno all\u2019anno in cui arriva la polizia postale in classe a spiegare ai ragazzi come devono comportarsi online<\/strong>. Serve un percorso completo e costante. Occorre puntare al civismo digitale, dobbiamo parlarci e capire che cosa vogliamo fare, dalla scuola agli amministratori pubblici. Bisogna studiare le regole della privacy, anche perch\u00e9 quando facciamo una domanda di assunzione, dobbiamo sapere che il nostro ipotetico datore di lavoro la prima cosa che andr\u00e0 a vedere sar\u00e0 probabilmente il nostro profilo social. Ecco perch\u00e9 <strong>dobbiamo pensare a come giudicheremo tra dieci anni le cose che pubblichiamo oggi<\/strong>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec l\u2019albenganese considerato una della voci italiane pi\u00f9 autorevoli in materia di cybersicurezza e intelligence privata. 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