{"id":53894,"date":"2009-03-23T12:48:44","date_gmt":"2009-03-23T11:48:44","guid":{"rendered":"http:di acquisti di servizi tecnologiigure-minore-incidenza-di-nuovi-tumori-alta-mortalita-collegata\/"},"modified":"2009-03-24T07:24:42","modified_gmt":"2009-03-24T06:24:42","slug":"salute-ligure-minore-incidenza-di-nuovi-tumori-alta-mortalita-collegata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/03\/salute-ligure-minore-incidenza-di-nuovi-tumori-alta-mortalita-collegata\/","title":{"rendered":"Salute ligure: minore incidenza di nuovi tumori, alta mortalit\u00e0 collegata"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:2721:l]Regione<\/strong>. Una regione caratterizzata da una popolazione anziana, ma in buona salute con una percentuale di ultra 65enni affetti da malattie croniche pari al 39,1%, inferiore alla percentuale italiana che si attesta al 41%, anche se a livello generale il 14,9% dei liguri rispetto al 13% a livello nazionale \u00e8 affetto da una patologia cronica. A cui si aggiunge un giudizio complessivamente positivo sulla percezione delle proprie condizioni di salute, il 58,4% afferma di sentirsi bene o molto bene a fronte di una quota del 7,8% che dichiara negativo o molto negativo il proprio stato di salute.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_99\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_99\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads()).\n                                            setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                            setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">E\u2019 una fotografia variegata quella che consegna il primo rapporto sullo stato di salute della popolazione ligure, curato dal settore epidemiologia e prevenzione dell\u2019agenzia regionale sanitaria della Liguria e dal dipartimento salute e servizi sociali della Regione Liguria e presentato oggi a Palazzo Ducale a Genova alla presenza tra gli altri dell\u2019assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo, del direttore generale dell\u2019agenzia sanitaria regionale, Franco Bonanni (nella foto), di Roberto Carloni, responsabile del settore epidemiologia dell\u2019agenzia sanitaria, Camilla Sticchi, dell\u2019area epidemiologia e prevenzione dell\u2019Ars ligure,  di Fulvio Mirano, dell\u2019agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, Sabina Nuti, direttore del laboratorio mangement e sanit\u00e0 della scuola superiore Sant\u2019Anna di Pisa e del rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Genova, Giacomo De Ferrari.<\/p>\n<p>L\u2019incidenza di nuovi tumori in Liguria risulta pi\u00f9 bassa rispetto alla media nazionale, la regione si colloca al 10\u00b0 posto fra quelle italiane, con il tumore alla prostata come patologia che ha il maggior numero di casi prevalenti negli uomini (7.260 casi il 25%) e il tumore al seno nelle donne (15.980 casi il 45%), mentre la mortalit\u00e0 per alcuni tumori (colon retto per uomini e donne e polmoni e mammella per donne) risulta pi\u00f9 alta rispetto alla media nazionale.<\/p>\n<p>I morti per tumore rappresentano in Liguria circa il 53% dei nuovi casi nei maschi e il 42% nelle donne. Il tumore al polmone \u00e8 la pi\u00f9 importante causa di morte nei maschi e quello alla mammella per le donne. Nella classifica nazionale la Liguria si colloca al 3\u00b0 posto per mortalit\u00e0 evitabile per cause svariate nel genere maschile, per il genere femminile scende invece alla 13\u00b0 posizione, nonostante le donne nella regione risultino molto pi\u00f9 longeve degli uomini. Per questo, per quanto riguarda le donne, vanno potenziate le procedure di screening effettuate dal servizio sanitario nazionale. Sono infatti numerose le donne che fanno Pap test e mammografia privatamente non aderendo alle offerte del servizio sanitario nazionale. Il 76% delle donne ha eseguito un Pap test al collo dell\u2019utero negli ultimi tre anni come raccomandato e l\u201981% ha eseguito una mammografia negli ultimi due anni, un valore pi\u00f9 alto rispetto alla media nazionale del 67,6%. Il 49% ha effettuato una mammografia attraverso il servizio sanitario nazionale, il 33% ha pagato il ticket e il 18% ha effettuato la mammografia privatamente. Sono soprattutto le ASL centro orientali (ASL 4 Chiavarese e ASL 5 Spezzina) quelle caratterizzate da una minore mortalit\u00e0 evitabile, al contrario la ASL Savonese e Imperiese mostrano una pi\u00f9 alta mortalit\u00e0 evitabile.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la disabilit\u00e0 il 5,7% della popolazione ligure risulta disabile, con problemi di tipo motorio e comunicativo, rispetto al 4,8% della media nazionale. Un dato a cui fa da contrappunto la percentuale di liguri ultra 65enni affetti da malattie croniche inferiore alla media nazionale.<\/p>\n<p>Diminuisce in Liguria l\u2019incidenza di nuove diagnosi di HIV, dopo il picco che si era riscontrato nel 1995, con 7,6 nuovi casi per 100.000 abitanti nel 2006 a fronte di una media nazionale pari a 8,1 per 100.000 abitanti. Grazie anche all\u2019allestimento di un buon sistema di sorveglianza da infezione da HIV. Per quanto concerne la modalit\u00e0 di acquisizione dell\u2019infezione la trasmissione sessuale \u00e8 ormai la causa principale, anche e soprattutto nei soggetti eterosessuali (8.6% nelle donne e 77% negli uomini); l\u2019iniezione di droghe quale momento di contagio \u00e8 invece in netto calo rispetto al passato (79.5% nelle donne e 17% negli uomini).<\/p>\n<p>In generale il tasso di ospedalizzazione ha raggiunto il valore di 206,1 per 1.000 abitanti riducendosi di 2 punti percentuali rispetto al 2006, ma mantenendosi ancora al di sopra dell\u2019obiettivo regionale. In particolare risulta alto per malattie croniche come lo scompenso cardiaco, il diabete e per bronchiti croniche, enfisema o asma che, in presenza di non complicanze, dovrebbero essere gestite in ambito ambulatoriale o domiciliare.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 alta la spesa sanitaria per l\u2019acquisto di anti-depressivi nelle zone dell\u2019entroterra rispetto a quelle sulla costa. In Liguria il 9% delle persone intervistate riferisce di aver avuto sintomi di depressione nelle ultime due settimane precedenti l\u2019intervista, maggiormente colpite le donne (tre volte pi\u00f9 degli uomini) e le persone con basso livello di istruzione, difficolt\u00e0 economiche, senza lavoro o affette da una patologia cronica. La met\u00e0 di queste persone non si rivolge a nessuno e solo il 36% chiede aiuto a medici o ad operatori sanitari.<\/p>\n<p>Questo primo rapporto sullo stato di salute descrive le condizioni di salute della popolazione ligure attraverso l\u2019analisi della demografia, degli stili di vita, della domanda e dell\u2019offerta dei servizi sanitari della regione, utilizzando i dati ISTAT, il sistema di sorveglianza Passi (2007), il registro di mortalit\u00e0 e tumori e i dati delle dimissioni ospedaliere (SDO). \u201cSi tratta di un documento fondamentale \u2013 spiega l\u2019assessore regionale alla Salute, Claudio Montaldo \u2013 mai elaborato prima dalla nostra regione, che vuole costituire la base per tutti gli operatori per migliorare la situazione nel proprio settore di competenza\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDa questo primo rapporto \u2013 continua Franco Bonanni, direttore dell\u2019agenzia sanitaria regionale \u2013 si evidenzia come lo stato di salute non dipenda esclusivamente  dalla disponibilit\u00e0 dei servizi sanitari, ma anche dall\u2019ambiente, dalle condizioni economiche e culturali. Ad esempio l\u2019anziano che vive nell\u2019entroterra non ha lo stesso accesso ai servizi di chi vive sulla costa e di ci\u00f2 si deve tenere conto nel rafforzamento dei servizi territoriali. E per quanto riguarda la mortalit\u00e0 evitabile che risulta molto pi\u00f9 alta nelle donne, rispetto agli uomini serve rafforzare le diagnosi precoci e fare in modo che le aziende contattino le pazienti. Promuovere dunque misure di prevenzione e abitudini di vita adeguate significa favorire lo stato di salute garantendo l\u2019equilibrio dei sistemi sanitari e un buon sistema di sorveglianza riduce il rischio di decisioni errate e rappresenta un valido supporto alle scelte da compiere\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:2721:l]Regione. 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