{"id":538789,"date":"2021-08-17T09:40:41","date_gmt":"2021-08-17T07:40:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=538789"},"modified":"2021-08-17T09:56:04","modified_gmt":"2021-08-17T07:56:04","slug":"borgo-castello-scala-santa-e-convento-di-monte-carmelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/08\/borgo-castello-scala-santa-e-convento-di-monte-carmelo\/","title":{"rendered":"Borgo Castello, Scala Santa e Convento di Monte Carmelo"},"content":{"rendered":"<div>\n<p class=\"Textbody\">Debutta oggi \u201cLa rubrica del camallo\u201d, a cura dell\u2019associazione culturale \u201c<a href=\"https:\/\/www.duezainieuncamallo.com\">Due Zaini e Un Camallo<\/a>\u201d di Luca Riolfo e Valentina Staricco. Una rubrica volta alla promozione e alla riscoperta del patrimonio naturale e culturale della nostra regione, la Liguria. Seguici su instagram\u00a0@_duezainieuncamallo_.<\/p>\n<p class=\"Textbody\"><em>Partenza dal parcheggio di Monte Carmelo<\/em><br>\n<em>Sviluppo: 10 Km<\/em><br>\n<em>Durata: 3,20 ore (+ 1,30 ore per visita al chiosto e orti)<\/em><br>\n<em>Dislivello: 440 mt<\/em><br>\n<em>Difficolt\u00e0: EE<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_595\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_595\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><div data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\n<p class=\"Textbody\">Siamo nel comprensorio Loanese, pi\u00f9 precisamente in borgata \u201cCastello\u201d, facilmente identificabile dall\u2019imponente costruzione che sovrasta la collinetta.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Il palazzo rinascimentale (attualmente in vendita) risale al XII secolo ed \u00e8 visitabile nelle giornate del FAI, tipicamente in primavera e in autunno.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Lasciamo l\u2019auto nel piazzale proprio davanti al convento di Monte Carmelo, dell\u2019ordine dei carmelitani scalzi.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Il plesso \u00e8 stato dichiarato monumento nazionale e merita sicuramente una visita. Noi l\u2019abbiamo fatto in anteprima per voi e ve lo racconteremo in calce all\u2019escursione!<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Percorriamo il ponte che collega la chiesa al piccolo borgo e acquistiamo la solita focaccia nella storica panetteria che \u00e8 sita all\u2019angolo con viale della Rimembranza. Cattura il nostro particolare interesse il ponte romano che traversa il fiume Nimbalto.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Ci addentriamo nella borgata e, giunti nella piazzetta principale, prendiamo la sinistra dove una strada a gradoni ci permette di costeggiare gran parte della tenuta del castello, offrendoci, di tanto in tanto, degli scorci interessanti sulla facciata del palazzo. La strada \u00e8 stretta, attorniata da alti muri in pietra.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Percorriamo questa asfaltata senza seguire nessun tipo di segnaletica, mantenendo sempre la destra, aiutati dal nostro fedelissimo GPS.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Raggiungiamo via Piste e seguiamo le indicazioni per il cimitero Berbene.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Davanti a noi troviamo, nel giro di 10 minuti, un bivio che, sulla destra conduce al cimitero mentre, a sinistra, su via dei Pusetti.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Prendiamo la sinistra e continuiamo sull\u2019asfaltata in salita che si fa via via pi\u00f9 ripida sino a sfociare su di una sterrata un po\u2019sconnessa.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Siamo giunti ora ai piedi della Scala Santa che vediamo inerpicarsi sino alla cima del monte Ciazze Secche. Il nostro primo obiettivo \u00e8 proprio quello.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Il sentiero \u00e8 molto sdrucciolevole nel primo tratto, per poi diventare un susseguirsi di roccioni da sormontare per raggiungere quota 428 m.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Facciamo alcune soste prima di arrivare alla cima; ad ogni pausa vale la pena voltarsi e ammirare il panorama su Loano. Nessun\u2019altro posto nei dintorni ce ne pu\u00f2 regalare uno anche lontanamente simile.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Raggiunta la sommit\u00e0 prendiamo la sinistra direzione Verzi, per compiere un anello che ci porter\u00e0 nuovamente ai piedi della Scala Santa.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">La nostra direzione varia quindi dal seguire il Nord-Ovest per volgere a Nord-Est Scendiamo lievemente di quota, sino a raggiungere i 300 m dove, un altro bivio, ci obbligher\u00e0 a prendere la sinistra percorrendo un tratto immerso nel bosco. Scorgiamo la chiesa di Verzi e l\u2019abitato della frazione e continuiamo il nostro percorso su di un costone ombreggiato dove l\u2019acqua ha prepotentemente segnato il sentiero. In una mezz\u2019ora sbuchiamo proprio dove abbiamo cominciato la nostra scalata chiudendo cos\u00ec il primo anello segnato nella piantina.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Riprendiamo via dei Pusetti e torniamo alle indicazioni che ci portano, su asfalto, sino all\u2019entrata del cimitero secondario del paese. Proprio dietro alla fermata del bus, ecco un piccolo sentiero nascosto tra l\u2019erba alta. Un cancello prima e uno poco dopo, sembrano sbarrare la strada, ma \u00e8 possibile aggirarli con facilit\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Torna lo sterrato.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Incontriamo un paio di case di recente costruzione e, mantenendo la destra, finiamo su via Costino Monte Carmelo, che ci riporta davanti al convento.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Qui ad accoglierci troviamo padre Lorenzo, dell\u2019ordine dei Carmelitani Scalzi, giovane e con tanta voglia di raccontarci la sua quotidianit\u00e0 all\u2019interno delle imponenti mura del convento.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">La nostra visita ha inizio dall\u2019 accesso posto alla destra del portone principale dove il \u201ccitofono\u201d \u00e8 ancora un antico tirante che manovra una campanella di ottone. Una targa mette in evidenza l\u2019appartenenza del complesso all\u2019albo dei Monumenti Nazionali, risalente al 1609. Il convento fa parte di un lascito da parte della famiglia Doria, Principi di Loano, che ne furono proprietari per alcuni secoli. Tra l\u2019ottocento e il novecento fu una casa di noviziato mentre attualmente \u00e8 adibita principalmente a luogo di preghiera. Vantando al suo interno un orto, vari terrazzamenti, un vigneto e un piccolo oliveto si \u00e8 costituita l\u2019omonima azienda agricola, principale redditto di sussitenza per la comunit\u00e0 di frati che ivi dimorano, 5 per l\u2019esattezza.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Padre Lorenzo ci esorta ad entrare per godere della frescura sotto i portici che racchiudono il magnifico chiostro. Un giardino abbondante di fiori, erbe aromatiche, alberi e piante grasse che invitano l\u2019ospite a trovar pace.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Padre Lorenzo ha una voce pacata e un sorriso buono, il profumo della limoncina e la vista sul rigoglioso giardino ci fanno dimenticare di essere in una localit\u00e0 turistica nel periodo pi\u00f9 affollato.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Il piano terra, dalla disposizione a ferro di cavallo, \u00e8 luogo di ritrovo ed il chiostro \u00e8 la parte centrale ove si snoda la vita monastica. Ci troviamo circondati da colonne in pietra di Verezzi le cui arcate sorreggono un camminamento interno che conduce alle cellette dei frati. Alzando gli occhi verso il cupolone, scorgiamo su tre lati del convento, nord, ovest ed est, tre bellissime meridiane, volte ad indicare l\u2019ora a seconda di dove volge il sole. (Mattino, pomeriggio e sera).<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Al centro del giardino, a completare la perfetta la geometria del luogo, troviamo una fonte ottagonale. Tipica dell\u2019era romanica della quale fa parte, la troviamo colma d\u2019acqua e di ninfee bianche in fiore, al centro svetta una pietra calcarea, probabilmente piedistallo di immagini votive.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Ci dirigiamo ora verso sud, oltrepassando la fontana, percorriamo il viottolo attorniato da diverse variet\u00e0 di fiori e varcato un secondo portone ecco davanti a noi, l\u2019orto.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Frutto della dedizione da parte di due monaci ottantenni, rimaniamo meravigliati dalla variet\u00e0 delle colture che sono dislocate in quattro quadranti, divisi a due a due a seconda delle mansioni e le preferenze dei monaci stessi. C\u2019\u00e8 che predilige zucche, carciofi e alberi da frutto e chi invece si dedica agli agrumi, piante orticole ed erbe aromatiche.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">I frutti del loro prezioso lavoro verranno poi trasformati in confetture, saponi, olii essenziali e creme.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Addentrandoci all\u2019interno dell\u2019orto seguiamo il camminamento sotto le magnifiche topie cariche di innumerevoli grappoli di diverse variet\u00e0 di uva per le quali padre Lorenzo ci indica gli usi principali.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">Continuiamo la nostra visita attraversando un altro terreno di compendio del monastero che in tutto vanta appezzamenti per quasi 3500 metri quadri. In questa parte ammiriamo la dedizione centenaria alla coltura dell\u2019ulivo e alla vite, dalla quale viene prodotto un ottimo vermentino ligure, fantastico da abbinare ai piatti della nostra tradizione. Alcune galline razzolano nel recinto mentre il gallo comunica a gran voce la nostra presenza.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">La prospettiva che abbiamo da questa angolazione vede da una parte la navata ovest della chiesa e dall\u2019altra la vetta imponente del Monte Carmo. Padre Lorenzo ci accompagna ancora tra alcuni casotti dedicati al rimessaggio dei mezzi di lavoro usati in campagna da una cooperativa che li aiuta per i lavori ageicoli pi\u00f9 faticosi e nel frattempo ci racconta la sua storia. Una vocazione, la sua, nata da bambino, quando alla tenera et\u00e0 di 10 anni, ammirando la felicit\u00e0 negli occhi del parroco del suo quartiere, decide di seguirne le orme e \u201cvivere felice anche io come lui\u201d. Siamo stupiti e davvero commossi, raramente capita di conoscere anime cos\u00ec chiare e pure negli intenti. Cresciuto nella periferia di Milano, passa l\u2019adolescenza ad Arenzano per giungere, due anni or sono, nella realt\u00e0 loanese. Il suo racconto ci accompagna fin ai piani alti del convento dove ci mostra una chicca legata ai signori del tempo. La partecipazione alla messa da parte dei reali, ci svela, avveniva mediante una finestra interna che si affaccia direttamente sull\u2019altare, un modo unico e riservato per non interagire con il popolo e dove aspettare il parroco anche per prendere la comunione.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">La scalinata prosegue ancora di un piano e attraverso una veranda si esce fuori su di un terrazzo molto ampio che ci fa godere di una vista a 360\u00b0 sul golfo ligure da una parte, sul castello Doria (visitabile nelle giornate organizzate dal FAI) e sulle montagne retrostanti.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p class=\"Textbody\">La nostra visita si conclude presso il negozio \u201cGli Orti del Carmelo\u201d dove potrete trovare tutto quello che i monaci producono qui e nel convento di Arenzano. Alcuni articoli sono sapientemente confezionati e lavorati da aziende specializzate del settore che valorizzano tutta la qualit\u00e0 delle materie prime e la passione che i carmelitani trasmettono.<\/p>\n<\/div>\n<p><em>\u201cLa rubrica del camallo\u201d \u00e8 <i>a cura dell\u2019associazione culturale \u201c<a href=\"https:\/\/www.duezainieuncamallo.com\">Due Zaini e Un Camallo<\/a>\u201d di Luca Riolfo e Valentina Staricco, volta alla promozione e alla riscoperta del patrimonio naturale e culturale della nostra regione, la Liguria. Seguici su instagram\u00a0@_duezainieuncamallo_<\/i>: <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/tag\/la-rubrica-del-camallo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La rubrica del camallo&#8221;, a cura di Luca e Valentina, \u00e8 volta alla promozione e alla riscoperta del patrimonio naturale e culturale della Liguria<\/p>\n","protected":false},"author":21504,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[120426],"class_list":["post-538789","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-la-rubrica-del-camallo","testate-www-genova24-it"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/538789","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/21504"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=538789"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/538789\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=538789"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=538789"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=538789"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}