{"id":538139,"date":"2021-08-11T08:00:21","date_gmt":"2021-08-11T06:00:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=538139"},"modified":"2021-08-10T09:16:52","modified_gmt":"2021-08-10T07:16:52","slug":"nordal-chi-era-costui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/08\/nordal-chi-era-costui\/","title":{"rendered":"Nordal, chi era costui?"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSiete convinti? Va bene, facciamo pure come volete, rimettiamo ogni cosa al suo posto, seguendo quella che \u00e8 la vostra idea di ordine: i sogni ben chiusi nei cassetti e gli scheletri occultati negli armadi che faremo di tutto perch\u00e9 non vengano aperti, contenti? No, non credo, resto dell\u2019avviso che gli scheletri \u00e8 bene che vengano seppelliti e per i sogni? Ebbene, che abbiano cielo per le loro ali\u201d. Da tempo non mi capitava di passare ore in conversazione con l\u2019amico Gershom Freeman ed ecco, finalmente, che posso regalarmi e regalare una delle sue illuminanti riflessioni. Lo so, non \u00e8 noto al grande pubblico, pur scrivendo un genere ed in uno stile estremamente fruibile ed affascinante, non bazzica le grandi case editrici, ma nei suoi thriller psicologico esoterici si incontrano spunti di riflessioni e occasioni per scoprire se stessi come in pochissimi altri autori. La battuta di apertura ne \u00e8 un chiaro esempio. Nasce da una chiacchierata in tarda sera con un gruppo di amici, non mi stupirei di ritrovarla in qualche prossimo romanzo, in ogni caso mi permette di argomentare attorno ad alcune tesi: 1-non \u00e8 importante tanto chi viene citato quanto il valore della citazione in s\u00e9; 2-non sono indispensabili le citazioni per sostenere un\u2019idea, se la stessa non \u00e8 valida non la migliorano, se lo \u00e8 divengono solo utili corollari; 3-spesso la mancanza di idee proprie viene occultata con l\u2019esibizione di quelle altrui; 4-\u00e8 importante saper cogliere il messaggio a volte subliminale nel portato di aforismi di valore.<\/p>\n<p>Rubo al lettore solo pochi secondi per raccontare un aneddoto personale al fine di chiarire quanto la smania di \u201ccitazioni alte\u201d renda sciocche persino le persone pi\u00f9 istruite. Si tratta di un fatto di troppi anni or sono: ero un giovane filosofo squattrinato che, per sbarcare il lunario, aveva concluso di dedicarsi all\u2019insegnamento e che, pertanto, si era visto costretto a sottoporsi ad un concorso a cattedra. Superata la selezione dello scritto mi presentai all\u2019esame orale: dei due esaminatori uno era evidentemente l\u2019elemento predominante, tendeva, a mio avviso tristemente, ad umiliare i candidati nella convinzione di esaltare, in quel modo, la propria superiorit\u00e0 culturale. Lo strumento principe era la citazione di filosofi con orgogliosa precisione sia del pensiero che della collocazione dello stesso nel testo comprensiva di data di pubblicazione. L\u2019effetto era devastante, difficile competere con tanta erudizione, specie se si trattava di Hegel, il suo faro filosofico. Quando arriv\u00f2 il mio turno il suo atteggiamento rimase ovviamente il medesimo, ammetto che non sarei riuscito a competere, non ho mai pensato che un filosofo sia un erudito in storia della filosofia, allora escogitai uno stratagemma che, fortunatamente, ebbe successo: diedi vita sul momento ad un pensatore scandinavo contemporaneo che \u201cdi certo lei conosce meglio di me\u201d, affermai. Mi pare lo battezzassi Nordal Weizer, non sono pi\u00f9 certo del nome dopo tanto tempo, ma non \u00e8 fondamentale. Ebbene, l\u2019erudito esaminatore, pur di non dover ammettere una lacuna, mi assecond\u00f2 e, forse anche per quella ragione, io ottenni di superare il concorso. Ancora sorrido mentre scrivo! Credo sia utile questa digressione a sostegno delle prime tesi proposte ma ora torniamo a Gershom.<\/p>\n<p>La citazione di apertura non \u00e8 di Hegel, e allora? Ma racconta di ognuno di noi, ci riguarda davvero, come dovrebbe essere, a mio parere, il fondamento di ogni buona filosofia. Intanto evidenzia degli stereotipi che non sono solo linguistici, sappiamo bene che \u201cIl linguaggio \u00e8 la casa dell&#8217;essere. Nella sua dimora abita l&#8217;uomo. I pensatori e i poeti sono i custodi di questa dimora. Il loro vegliare \u00e8 il portare a compimento la manifestativit\u00e0 dell&#8217;essere; essi, infatti, mediante il loro dire, la conducono al linguaggio e nel linguaggio la custodiscono\u201d; ecco fatto, ho citato Heidegger, ora posso essere certo che quanto affermo, condiviso da si grande pensatore, assurga a dignit\u00e0 filosofica. Preciso che ogni \u201cestrapolazione\u201d pu\u00f2 essere piegata agli intenti di chi la utilizza, \u00e8 imprescindibile una profonda deontologia per tentare di mantenerla nell\u2019ortodossa prospettiva dell\u2019autore, ed ora vivisezioniamo l\u2019affermazione di Freeman: Gli scheletri negli armadi sono ci\u00f2 che resta di amanti nascosti e dimenticati, peccati coniugali che oramai non possono che sperare di non essere mai scoperti, ma questo costringe il peccatore o, nel pensiero pi\u00f9 comune, la peccatrice, a precludersi l\u2019uso dell\u2019armadio ed a convivere con il senso di colpa. Proviamo a rintracciare anche il messaggio subliminale? Chiediamoci perch\u00e9 a nessuno \u00e8 passato per la testa che nell\u2019armadio fosse nascosto lo scheletro di una donna, non \u00e8 cos\u00ec? Questo (anche) perch\u00e9 il maschile da sempre \u00e8 controllo, l\u2019uomo ha paura, esige l\u2019esclusiva! \u00c8 pur vero che oggi qualcosa \u00e8 cambiato, ma lo scheletro potrebbe essere plausibilmente femminile se relativo ad una coppia lesbica e, ancora una volta, solo se \u201cistituzionalizzata\u201d, in caso contrario perch\u00e9 nasconderla? Forse l\u2019unica vera soluzione potrebbe essere non arrivare mai alla necessit\u00e0 di dover occultare l\u2019amante nell\u2019armadio e non necessariamente praticando la fedelt\u00e0: argomento complesso che non posso affrontare ora visto che ancora va chiarita la seconda parte dell\u2019aforisma.<\/p>\n<p>Cosa ci suggerisce Gershom nella chiusa del suo pensiero? Lasciamo che i sogni spicchino il volo e mostrino le loro ali, chiss\u00e0, pu\u00f2 essere che scoprano che \u201cil cielo \u00e8 la casa dei sogni e che i loro voli possono disegnare fantastiche geometrie cangianti, oltre le prigioni euclidee o di qualsiasi altra logica spaventata\u201d. Intrigante anche questa citazione, vero? Ortodossia e convenzione imporrebbero di esplicitarne l\u2019autore e la collocazione, ma, a chiusura di quanto affermato e celebrando ironia ed autoironia con un sorriso, non vi rivelo nessun dettaglio, che senso avrebbe assegnare un \u201cproprietario\u201d ad un pensiero cos\u00ec splendido che, proprio per questo, \u00e8 necessariamente di tutti? Oppure, per coerenza e per sottolineare la tracotanza di certi supposti intellettuali potremmo anche, ribadendo il sorriso che spero condiviso, attribuire l\u2019aforisma a Nordal Weizer.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br \/>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un &#8220;altro&#8221; punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, &#8220;tracce per itinerari alternativi&#8221;. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[99780],"class_list":["post-538139","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/538139","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=538139"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/538139\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=538139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=538139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=538139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}