{"id":537369,"date":"2021-08-04T08:00:49","date_gmt":"2021-08-04T06:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=537369"},"modified":"2021-08-03T11:21:44","modified_gmt":"2021-08-03T09:21:44","slug":"il-complesso-della-sfinge","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/08\/il-complesso-della-sfinge\/","title":{"rendered":"Il complesso della Sfinge"},"content":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019uomo \u00e8 per la donna un mezzo: lo scopo \u00e8 sempre il figlio. Ma cos\u2019\u00e8 la donna per l\u2019uomo? Due cose vuole un vero uomo: pericolo e gioco. Perci\u00f2 vuole la donna che \u00e8 il giocattolo pi\u00f9 pericoloso\u201d scrive Friedrich Wilhelm Nietzsche nel passo \u201cDi donnicciole vecchie e giovani\u201d contenuto nella prima parte dello Zarathustra. Non mi interessa, in questa sede, avventurarmi nell\u2019annosa polemica intorno alla misoginia o meno di Nietszche, preferisco indirizzare la riflessione su un arcaico rapporto tra il maschile ed il femminile che, mi sembra, ben si espliciti nell\u2019incontro di Edipo con la Sfinge. La Sfinge, che ben incarna il mistero del femminile, interroga Edipo, un uomo dal futuro segnato, un uomo destinato a grandi imprese ed alla conseguente fama, ma compagno della tragedia. Edipo non \u00e8 n\u00e9 un dio n\u00e9 un eroe, \u00e8 il pi\u00f9 alto esempio di \u201chomo tragicus\u201d, sfida il proprio destino ed incontra una difficolt\u00e0 ancora maggiore, trovare la soluzione del pi\u00f9 grande e terribile enigma, l\u2019uomo, quindi, lui stesso, oltretutto propostogli subdolamente da un inquietante femminino, la Sfinge, appunto.<\/p>\n<p>L\u2019interrogativo posto dalla Sfinge vuole essere risolto? Trovare la soluzione e rispondere correttamente significa dimostrare che il logos pu\u00f2 \u201cmettere ordine e risolvere l\u2019enigma dell\u2019esistenza\u201d ed \u00e8 quello che sembra riuscire tragicamente ad Edipo. La Sfinge \u00e8 il Kaos che si mostra terribile e calmo agli occhi spaventati dell\u2019uomo, se questo non dovesse riuscire nell\u2019impresa verrebbe reinghiottito e scomparirebbe nel nulla, o meglio, nell\u2019uno che \u00e8 \u201cogni possibile specificit\u00e0 indistinta\u201d. Antesignano di Pinocchio che riesce ad emergere dal ventre della balena (in origine un pescecane) ma solo per cadere sotto le grinfie, ancora una volta un destabilizzante femminino, della fata-strega Turchina che lo inghiotte nel magma mutevole della moltitudine dell\u2019umanit\u00e0, regalandogli il serpente a sonagli del sapersi un bambino, ma questa \u00e8 una via non percorribile in questa sede, torniamo ad Edipo. Edipo \u00e8 il singolo che, presa coscienza di s\u00e9, saputosi uomo, si fa carico dell\u2019orribile destino che la Terribile Madre, la Sfinge, l\u2019Essere, la volont\u00e0 dell\u2019Eterno, hanno gi\u00e0 deciso per lui. Eppure sembra essere il suo agire che lo determina: siamo profondamente calati nell\u2019angoscia del libero arbitrio, il pi\u00f9 subdolo inganno della Sfinge. Edipo \u00e8 per antonomasia uomo tragico, filosofo e peccatore, ribadendo la stretta connessione che unifica le tre figure in ci\u00f2 che \u00e8 l\u2019uomo reale nella sua essenza pi\u00f9 intima. Homo tragicus perch\u00e9 subito dopo essersi saputo uno, aver avuto principio, si \u00e8 guadagnato il terribile \u201cdiritto alla morte\u201d; filosofo poich\u00e9 non si \u00e8 accontentato di esser-ci ma ha voluto comprendere, risolvere enigmi, vedere ci\u00f2 che lo avrebbe accecato; peccatore perch\u00e9 infrange le regole, in particolare \u201cla regola prima: non negare l\u2019essere affermando io sono\u201d. Infrazione che verr\u00e0 reiterata nell\u2019incesto, padre e fratello dei propri figli e, sottolineiamo l\u2019orribile simbologia, reinghiottito dal ventre che lo aveva generato.<\/p>\n<p>La Sfinge vince nel momento in cui Edipo la sconfigge. Il suo progetto, o forse solo la sua inconsapevole e incontrollabile volont\u00e0, prende forma, Edipo, l\u2019uomo, diviene portatore del peccato che non poteva non commettere. Antesignano anche di Adamo, vittima delle oscure manovre del Creatore disposto ad allearsi, o servirsi, anche del Serpente pur di ottenere il suo scopo, cacciare il peccatore da quell\u2019Eden che gli aveva offerto e che, per sua scelta o responsabilit\u00e0, ha perduto. Il tragico destino di Edipo si va definendo: un breve periodo di gioia, appagamento fisico, crescita di potere, insomma, la giovinezza, lo accompagna verso l\u2019orrore che ancora non riesce a vedere: il suo agire apparentemente glorioso ha donato all\u2019umanit\u00e0 la disperazione. La fuoriuscita dell\u2019uno dal magma dell\u2019inconscio, quello che Anassimandro ha cos\u00ec espresso in una sintesi formidabile nel frammento 1: &#8220;principio delle cose che sono \u00e8 l&#8217;illimitato donde le cose che sono hanno la generazione, e l\u00e0 hanno anche il dissolvimento secondo la necessit\u00e0. Infatti esse pagano l&#8217;una all&#8217;altra la pena e l&#8217;espiazione dell&#8217;ingiustizia secondo l&#8217;ordine del tempo&#8221;, questo \u00e8 l\u2019itinerario tragico di Edipo e dell\u2019umanit\u00e0. Se il tutto inconsapevole, l\u2019inconscio globale, \u00e8 il femminile, ecco che il maschile \u00e8 l\u2019io che afferma se stesso. Evidentemente non stiamo utilizzando indicatori genitali ma filosofici e forse \u00e8 questa la prospettiva pi\u00f9 utile a comprendere anche il pensiero del grande filosofo tedesco e dell\u2019aforisma di apertura.<\/p>\n<p>Nella mitologia greca sempre il femminile \u00e8 il principio e la regola, anche e soprattutto quando lascia che ad agire sia un maschio convinto di essere protagonista della scelta. Sar\u00e0 sufficiente andare col pensiero per un attimo al rapporto tra Uranos, Gea e Cronos, ma, di nuovo, torniamo ad Edipo. Nel suo caso il femminile, una volta apparentemente sconfitta la Sfinge e liberatosi dalla sua minaccia, \u00e8 rappresentato dalla madre-amante: Giocasta. Sia colta la mia affermazione cum grano salis, ma numerose sono le madri, specie nella tipologia mediterranea, che, come Giocasta, trattengono il maschio nella condizione di figlio, ne ostacolano una reale emancipazione e, quanto spesso, si uniscono a uomini che tendono ad accudire pi\u00f9 come figli che come mariti. Diverse letture del mito delle origini tratteggiano, come paradigma del femminile, una divinit\u00e0 che conserva il proprio figlio come amante e come figlio, Grande Madre che lo reinghiotte con atto d\u2019amore. Possiamo davvero riconoscere la responsabilit\u00e0 della vicenda esclusivamente nell\u2019eroe tragico Edipo? Per certo gli dei, che come sempre tutto sapevano, decidono di punire la citt\u00e0 di Tebe con una \u201cpandemia\u201d e la colpa ben presto sar\u00e0 palesemente riconosciuta nella condizione di peccatore in cui versa, inconsapevole, \u00e8 vero, il re della citt\u00e0, sempre Edipo. Non va trascurato che sar\u00e0 lo stesso re che vorr\u00e0 \u201cvedere\u201d la verit\u00e0 su quanto sta accadendo alla sua citt\u00e0, lo stesso che decider\u00e0 di accecarsi, di tornare nel buio rassicurante e deresponsabilizzante dell\u2019utero materno. Una riflessione approfondita meriterebbe anche il suicidio di Giocasta, ma non ora.<\/p>\n<p>Infine, qual era il giocattolo pericoloso per Edipo: la Sfinge o la madre? In ogni caso il malcapitato \u00e8 divenuto un mezzo per la prima per realizzare il suo progetto e per la seconda che ha potuto amarlo come solo una madre pu\u00f2 fare e come solo una donna pu\u00f2 desiderare. Ancora una volta pi\u00f9 domande che risposte, ma non \u00e8 questo fare filosofia \u2026 vivere?<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br \/>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un &#8220;altro&#8221; punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, &#8220;tracce per itinerari alternativi&#8221;. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[99780],"class_list":["post-537369","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/537369","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=537369"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/537369\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=537369"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=537369"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=537369"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}