{"id":53652,"date":"2009-03-20T16:52:34","date_gmt":"2009-03-20T15:52:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ivg.it\/2009\/03\/20\/savona-consiglio-comunale-sul-puc\/"},"modified":"2009-03-21T09:56:15","modified_gmt":"2009-03-21T08:56:15","slug":"savona-consiglio-comunale-sul-puc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2009\/03\/savona-consiglio-comunale-sul-puc\/","title":{"rendered":"Savona, consiglio comunale sul Puc"},"content":{"rendered":"<p><strong>[thumb:366:l]Savona<\/strong>. Il consigliere Giovanni Battista Baiardo della Lista Delfino ha regalato una pianta grassa all\u2019assessore all\u2019urbanistica Livio Di Tullio. Lo ha fatto all\u2019apertura della seduta odierna del consiglio comunale savonese, invitando l\u2019esponente della giunta \u201ca non coltivare per passione solo il cemento, ma anche il pollice verde\u201d. E\u2019 stata la premessa della discussione sullo spinoso argomento del Piano Urbanistico Comunale.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_711\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_711\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_711').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_711\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Due emendamenti, illustrati dal sindaco Berruti e da Di Tullio, sono stati approvati dalla maggioranza. Il primo chiedeva l\u2019impegno dell\u2019amministrazione perch\u00e9 le aree Fs, anche quelle ricadenti in parte di via delle Trincee, vengano restituite al Comune. Il secondo, alla luce del SUA, ove si procedesse a non lasciare volumetrie tra il tribunale ed il Letimbro, chiedeva il ricalcolo delle ricadute sugli oneri di urbanizzazione e sul territorio.<\/p>\n<p>L\u2019assessore all\u2019urbanistica ha poi illustrato la disciplina sulle aree Binario Blu: il secondo progetto, presentato nei giorni scorsi, si dimostra parzialmente diverso da quello immaginato inizialmente. In particolare, colloca volumetrie anche in altre aree e non una concentrazione tra tribunale e torrente. Tutti gli edifici previsti sono livellati sull\u2019altezza di quelli esistenti, circa 21 metri, meno uno pari in altezza al \u201cMatitino\u201d. Inoltre, il progetto prevede una \u201cquinta\u201d in piazza del Popolo con 3 mila metri di commerciale e 4 mila di direzionale, che la giunta per\u00f2 non ritiene opportuno attualizzare.<\/p>\n<p>Giuseppe Ferreri (Pd) ha avanzato la proposta di un collegamento pedonale ciclabile tra piazza del Popolo e gli Orti Folconi; ha poi lanciato l\u2019idea di dedicare la piazza che nascer\u00e0 dal recupero delle aree Binario Blu alla memoria di Sandro Pertini e l\u2019auditorium a quella di Carlo Russo.<\/p>\n<p>Giovanni Battista Baiardo ha apprezzato la riformulazione del progetto, con lo \u201csgravio\u201d dell\u2019area intorno al tribunale e la scelta della riduzione delle altezze; si \u00e8 poi detto favorevole all\u2019idea della quinta, che chiuderebbe la piazza su lato Letimbro. Ha per\u00f2 sostenuto di vedere complessivamente nel progetto, bisognoso a suo parere di ulteriori passaggi, un passo indietro ed ha preannunciato voto contrario.<\/p>\n<p>Vincenzo Delfino, dell\u2019omonimo gruppo, ha espresso preoccupazione per la sistemazione del verde pubblico nella piazza, mettendo in guardia contro il rischio degrado, ed ha sottolineato l\u2019esigenza di un\u2019area adatta ad ospitare eventi, rimarcando la funzionalit\u00e0 di parte dell\u2019area adibita a parcheggio come base per chi arriva in citt\u00e0 e poi intende spostarsi a piedi o in bus.<\/p>\n<p>Milvia Pastorino di Rifondazione Comunista ha criticato il fatto che privati costruiscano su area pubblica ed ha sottolineato, per contro, la necessit\u00e0 di spazi pubblici, quali risorse contro il degrado e risposte per la \u201csete\u201d savonese di luoghi di riunione e di incontro.<\/p>\n<p>Il nuovo Piano Urbanistico Comunale \u00e8 stato infine approvato con 22 voti a favore, 8 contrari e l\u2019astensione di Rifondazione comunista. Molte le defezioni: alla pratica non hanno partecipato Parino, Acquarone, Giusto, Vincenzo Delfino, Remigio, Pesce e Marino, oltre al socialista Li Calzi. <\/p>\n<p>Questa la nota del sindaco Federico Berruti, che riportiamo integralmente:<br>\n\u201cOggi \u00e8 sottoposta al Consiglio Comunale l\u2019approvazione definitiva dello strumento urbanistico generale della citt\u00e0. Dal Dopoguerra ad oggi, ci\u00f2 accadde altre due volte: nel 1954 con il PRG, nel 1975 con il PRIS.<br>\nDopo il 1975 il Consiglio comunale approv\u00f2 una revisione, la variante generale, del PRIS. Ci\u00f2 avvenne nel 1990, il 12 marzo del 1990. 19 anni fa esatti, dopo che il PRG venne approvato 55 anni fa e il PRIS 34 anni fa.<br>\nQuesti dati da soli rendono evidente che oggi il Consiglio Comunale \u00e8 chiamato ad una decisione che segna e determina la storia della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>Per questo \u00e8 importante avere chiaro e rendere chiaro quale sia il significato politico di quanto dobbiamo decidere. Il PRIS fu il piano figlio dello sviluppo industriale del dopoguerra. Era il piano che intendeva dirigere lo sviluppo di un comprensorio inserito nel triangolo industriale. L\u2019idea era quella dell\u2019espansione urbanistica trainata da quella industriale: popolazione in aumento, fabbriche in crescita, estensione delle citt\u00e0. Il tutto individuando grandi zone che dovevano avere destinazioni uniche ed omogenee, alcune industriali, altre di edilizia popolare, altre turistiche.<\/p>\n<p>Quell\u2019idea di sviluppo della citt\u00e0 si scontr\u00f2 negli anni seguenti con l\u2019emergere della crisi di quel modello di sviluppo industriale. Pianificazione e realt\u00e0 socio-economica cominciarono a divergere e Savona entr\u00f2 in una crisi che fu, oltre che economica, esistenziale. Via via che si perdevano le fabbriche, si andava smarrendo anche l\u2019identit\u00e0 e l\u2019idea di futuro della nostra citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il 12 marzo del 1990 il dibattito in Consiglio Comunale diede atto di quello che era successo: la strategia pianificata negli anni \u201970 non era pi\u00f9 attuale, ma non ne era pronta un\u2019altra. Da quel dibattito scaturivano due elementi che spiegano molto di quanto accaduto da allora ad oggi. Il primo \u00e8 l\u2019emergere del grande tema della riconversione e riqualificazione urbana, che sostituiva quello dell\u2019espansione. Il \u201crecupero di spazi e di vuoti\u201d divent\u00f2 elemento politico centrale nel governare gli effetti di una crisi che lasciava senza vita e senza funzioni i grandi presidi urbani della declinante citt\u00e0 industriale. <\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 la consapevolezza che iniziava una lunga transizione. Si disse quel giorno in Consiglio Comunale che  \u201cnel momento in cui facciamo una revisione di piano intermedia, ci assumiamo il compito di costruire un ponte fra una data situazione superata dagli avvenimenti \u2013 che hanno visto un grande cambiamento d\u2019impostazione culturale, politica ed economica \u2013 ed un\u2019altra che \u00e8 ancora da precisare\u201d.<br>\nUna lunga transizione iniziava e l\u2019approdo era ignoto.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la chiave di lettura pi\u00f9 seria di quanto accaduto da allora a oggi. Questo spiega lo sforzo di governare una difficilissima transizione, rifiutando di accettare un declino che poteva apparire irreversibile e cercando strade, occasioni di rimessa in moto della citt\u00e0. La citt\u00e0, in questa lunga transizione, \u00e8 sopravvissuta, ha via via espresso segnali di ripresa, ha, in molte sue componenti, accettato il cambiamento.<br>\nOggi Savona \u00e8 viva e vitale, e questa \u00e8 un\u2019eredit\u00e0 positiva che noi raccogliamo.<\/p>\n<p>Ora tocca a noi. Il significato politico del nostro PUC \u00e8 chiaro: la lunga transizione \u00e8 finita. Finisce la lunga crisi della citt\u00e0, finisce il passato, inizia il futuro di Savona. Sia chiaro, questo non significa che finiscono le difficolt\u00e0. Le difficolt\u00e0 sono molte e non vanno nascoste. Significa per\u00f2 che noi scegliamo con decisione il nostro futuro. Diciamo alla nostra comunit\u00e0 che saremo capaci di affrontare le difficolt\u00e0, una ad una, giorno dopo giorno, e le supereremo. Diciamo alla nostra comunit\u00e0 di non avere pi\u00f9 paura del futuro, ma di avere coraggio, speranza, buona volont\u00e0.<\/p>\n<p>Scegliamo il futuro. Usiamo categorie nuove. Superiamo contrapposizioni del secolo scorso, tra industria e terziario, tra colletti blu e colletti bianchi, tra luoghi del lavoro e luoghi del tempo libero, tra competizione e solidariet\u00e0, tra meriti e bisogni. Sono contrapposizioni vecchie. Lo sviluppo della nuova Savona si fonda sulla qualit\u00e0 delle idee.<\/p>\n<p>Le buone idee che ci servono, e che si trovano nel PUC, sono quelle che parlano di lavoro, di ricerca e innovazione, di turismo, di qualit\u00e0 urbana, di verde, di un traffico pi\u00f9 scorrevole, di attrazione di investimenti produttivi. Sono quelle che mettono al centro i cittadini, la loro fatica di lavoratori, le loro fragilit\u00e0 e le loro esigenze di bambini ed anziani, la vita delle famiglie. Alla base di questo PUC c\u2019\u00e8 il nostro ottimismo e la nostra passione. C\u2019\u00e8 il desiderio di parlare la lingua dei cittadini di oggi e di quelli di domani. C\u2019\u00e8 l\u2019ambizione di anticipare il futuro, di guardare avanti, di scegliere per migliorare.<\/p>\n<p>Questo PUC disegna finalmente un nuovo modello di sviluppo che \u00e8 ambizioso ma anche realistico, attuale e realizzabile, e riannoda i fili della pianificazione con quelli della realt\u00e0 concreta. Viviamo un\u2019epoca straordinaria, dobbiamo pensare globalmente e agire localmente. C\u2019\u00e8 una storia nuova da scrivere, e noi facciamo qui e oggi la nostra parte. Con la speranza, anzi la certezza, che i migliori anni della nostra citt\u00e0 saranno quelli che verranno\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[thumb:366:l]Savona. Il consigliere Giovanni Battista Baiardo della Lista Delfino ha regalato una pianta grassa all\u2019assessore all\u2019urbanistica Livio Di Tullio. 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