{"id":536008,"date":"2021-07-27T10:00:23","date_gmt":"2021-07-27T08:00:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=536008"},"modified":"2021-08-08T10:02:14","modified_gmt":"2021-08-08T08:02:14","slug":"mutamento-climatico-il-destino-della-liguria-1-entroterra-fragile-costa-con-poche-difese-e-il-bisogno-di-cambiare-strategia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/07\/mutamento-climatico-il-destino-della-liguria-1-entroterra-fragile-costa-con-poche-difese-e-il-bisogno-di-cambiare-strategia\/","title":{"rendered":"Mutamento climatico, il destino della Liguria\/1: entroterra fragile, costa con poche difese e il bisogno di cambiare strategia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Provincia<\/strong>. Nei giorni scorsi la <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2021\/07\/maltempo-catastrofe-in-germania-alluvione-fa-venti-morti-e-un-centinaio-di-dispersi\/\"><strong>Germania ed il Belgio sono state colpite da una grave alluvione<\/strong><\/a> che ha causato pi\u00f9 di 150 morti e centinaia di milioni di euro di danni. Un fenomeno meteo che, seppure in scala molto amplificata, \u00e8 risultato essere <strong>molto simile a quelli che<\/strong>, da una decina d\u2019anni a questa parte, <strong>caratterizzano<\/strong> con triste puntualit\u00e0 le stagioni autunnali ed invernali della <strong>Liguria e <\/strong>della <strong>provincia di Savona in particolare<\/strong>. E giusto ieri in Emilia si \u00e8 registrata una <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2021\/07\/improvvisa-e-violenta-grandinata-in-autostrada-il-ghiaccio-sfonda-i-vetri-di-auto-e-tir\/\">grandinata violentissima<\/a>, che ha mandato in frantumi i vetri di moltissimi veicoli in viaggio sull\u2019autostrada.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_445\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_445\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">A detta degli esperti, i territori dei due paesi del nord Europa sono \u201cben curati\u201d; tuttavia, la violenza dei fenomeni meteo \u00e8 stata davvero irresistibile ed \u00e8 riuscita a vanificare ogni tentativo di messa in sicurezza. Viene dunque da chiedersi <strong>cosa sarebbe successo se masse d\u2019acqua analoghe si fossero abbattute sull\u2019area ligure<\/strong>, da sempre definitiva \u201ca rischio\u201d e \u201cdebole\u201d dal punto di vista idrogeologico. Tutti noi abbiamo in mente ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nel 2019 e nel 2016 in tante zone del savonese. I danni sono stati pi\u00f9 che ingenti. Basti pensare al crollo del viadotto di Madonna del Monte sulla Torino-Savona.<\/p>\n<p>Per andare oltre le mere ipotesi e avere un quadro pi\u00f9 completo della situazione, <strong>la redazione di IVG.it ha voluto chiedere ad alcuni esperti del settore qual \u00e8 lo \u201cstato di salute della nostra provincia\u201d<\/strong> e, soprattutto, <strong>quale sar\u00e0 il suo aspetto da qui a cinquant\u2019anni<\/strong> e cio\u00e8 dopo che avremo (con tutta probabilit\u00e0) superato eventi e fenomeni meterologici sempre pi\u00f9 violenti.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode featured framed\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698816.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698816.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698816.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698816.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698816.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698816.jpg\" alt=\"Luana Isella alessandro Scarpati\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n            <span class=\"single-gallery-caption\">Isella e Scarpati<\/span>\n    <\/div>\n\n<p>Tra gli esperti ai quali il nostro quotidiano ha deciso di rivolgersi per questa \u201cprima puntata\u201d ci sono <strong>Luana Isella e Alessandro Scarpati, geologi e \u201cDisaster manager\u201d<\/strong>, cio\u00e8 tecnici in possesso delle competenze necessarie a fronteggiare catastrofi simili, nonch\u00e9 <strong>amministratori pubblici<\/strong> (Isella \u00e8 consigliere comunale di Loano con delega alla protezione civile e consigliere provinciale delegato alla viabilit\u00e0, Scarpati ha ricoperto lo stesso ruolo in Comune ad Alassio, oltre ad essere stato dal 1999 al 2004 assessore provinciale a Savona alla difesa del suolo e protezione civile).<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">Il cambiamento \u00e8 inevitabile<\/h4>\n<p>In prima battuta, \u00e8 necessario fare una precisazione. <strong>La Terra \u00e8 un organismo in costante mutamento<\/strong> ed i cambiamenti si concretizzano anche in eventi meteo come quelli che hanno interessato Germania e Belgio nei giorni scorsi.<\/p>\n<p>\u201cNel corso delle varie ere geologiche \u2013 spiega Luana Isella \u2013 l\u2019evoluzione naturale del pianeta ha comportato cambiamenti costanti. Sicuramente <strong>la presenza dell\u2019uomo ha comportato un\u2019accelerazione di alcuni processi<\/strong> (l\u2019inquinamento ed il surriscaldamento globale sono tra le cause principali di questa accelerazione) ma \u00e8 bene precisare che s<strong>e anche l\u2019uomo non abitasse la Terra, qualcosa accadrebbe ugualmente<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cAlluvioni, terremoti, pandemie ci sono sempre state \u2013 aggiunge Scarpati \u2013 La cosiddetta \u2018alluvione del millennio\u2019 ha colpito la Germania nel 1300 ed \u00e8 stata molto pi\u00f9 violenta di quella verificatasi ultimamente. Tuttavia, nessuno se ne ricorda. <strong>Oggi tutti noi siamo portati a pensare che nulla dovrebbe accadere e tutto dovrebbe essere immutabile<\/strong>, ma ci\u00f2 \u00e8 impossibile. Il pianeta \u00e8 in costante mutamento\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">La situazione della Liguria<\/h4>\n<p>Proprio perch\u00e9 il cambiamento \u00e8 una costante e la presenza dell\u2019uomo ha in parte influito sull\u2019accelerazione di determinati processi, viene da chiedersi se <strong>la Liguria, come detto territorio fragile, sia tale per proprie caratteristiche \u201cgenetiche\u201d o qualche fattore esterno l\u2019abbia portata ad essere cos\u00ec<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode featured framed\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698813.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698813.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698813.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698813.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698813.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698813.jpg\" alt=\"Istogramma Eventi Meteo\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>\u201c<strong>La Liguria \u00e8 geologicamente fragile<\/strong> \u2013 sottolinea Scarpati \u2013 E\u2019 un territorio caratterizzato da forte acclivit\u00e0 [cio\u00e8 con forti pendenze]. Inoltre, la sua morfologia comporta che nel Golfo di Genova si creino spesso basse pressioni che poi innescano fenomeni molto intensi come quelli registrati nel 1970, nel 1992 e nel 2000. Il pi\u00f9 violento di tutti \u00e8 stato quello avvenuto nel 1970 e cio\u00e8 oltre 50 anni fa, quando ancora nessuno parlava di cambiamenti climatici. Oggi queste perturbazioni sono molto pi\u00f9 intense\u201d.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode featured framed\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/10\/alluvione-1970-649450.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/10\/alluvione-1970-649450.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/10\/alluvione-1970-649450.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/10\/alluvione-1970-649450.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/10\/alluvione-1970-649450.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2020\/10\/alluvione-1970-649450.jpg\" alt=\"alluvione 1970\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n            <span class=\"single-gallery-caption\">L'alluvione del 1970 a Genova<\/span>\n    <\/div>\n\n<p>Isella aggiunge: \u201c<strong>La Liguria \u00e8 caratterizzata da rocce molto giovani e da una forte acclivit\u00e0<\/strong>, come sottolineato da Alessandro: andiamo da quota zero a quota 1.400 metri in pochissimo spazio. Questi elementi certamente influiscono sulla sua stabilit\u00e0. Ma <strong>non possiamo nemmeno dimenticare come, negli anni del boom economico ed edilizio, la pianificazione territoriale sia stata del tutto scarsa<\/strong>. In quel periodo si \u00e8 spesso costruito in corrispondenza di corsi d\u2019acqua o si \u00e8 scelto di effettuare tombinature e canalizzazioni senza effettuare, a monte, studi idraulici. Oggi, quindi, ci troviamo a combattere da una parte contro eventi meteo sempre pi\u00f9 importanti, dall\u2019altra contro la fragilit\u00e0 del territorio e dall\u2019altra ancora contro le conseguenze di una edilizia spinta figlia di una mancata pianificazione soprattutto dal punto di vista idrogeologico; mancata pianificazione che non ha tenuto conto delle caratteristiche specifiche del territorio. Molti rii, per esempio, hanno tratti a cielo aperto, poi spariscono sottoterra oltrepassando varie infrastrutture come la via Aurelia o il tracciato della ferrovia. Alla fine ci si \u00e8 quasi dimenticati che in quel punto c\u2019\u00e8 un corso d\u2019acqua\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">Le strozzature sul Letimbro<\/h4>\n<p><strong>Questa fragilit\u00e0 \u00e8 stata \u201cfotografata\u201d circa vent\u2019anni fa dai cosiddetti \u201cPiani di bacino\u201d<\/strong>, che hanno mappato le zone a rischio. Come ricorda Scarpati, questi Piani \u201c<strong>contenevano anche un \u2018Piano degli Interventi\u2019<\/strong> da realizzare per mettere in sicurezza il territorio. Per la provincia di Savona erano previste opere per 400 milioni di euro. Peccato che in vent\u2019anni <strong>quasi poche di queste opere abbia visto la luce<\/strong>. Savona, che pure \u00e8 la citt\u00e0 capoluogo, \u00e8 l\u2019esempio emblematico di questa situazione. I ponti sul Letimbro che creano le strozzature pi\u00f9 critiche sono ancora tutti l\u00ec ed il risultato \u00e8 che la zona del Letimbro e dell\u2019universit\u00e0 sono tuttora zone ad alto rischio\u201d.<\/p>\n<p>Per Scarpati la gran parte delle opere non sono state realizzate per una \u201cmancanza di occasioni di finanziamento. In un contesto del genere, <strong>l\u2019unica cosa possibile per cercare di limitare il pericolo \u00e8 formare la popolazione e \u2018insegnarle\u2019 a convivere con certi rischi<\/strong>. Non appena in Belgio si \u00e8 avuta certezza di ci\u00f2 che sarebbe successo, la gran parte dei paesi sono stati sgomberati; in Germania ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto, nonostante le previsioni. In questi casi la prima cosa da fare \u00e8 cercare di salvare quante pi\u00f9 vite possibile. Noi sappiamo quali sono le zone a rischio: mettere a punto un efficace sistema di protezione civile, che in caso di allerta sappia informare le persone su quali comportamenti adottare, \u00e8 la prima cosa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOggi \u2013 aggiunge Luana Isella \u2013 <strong>il miglior risultato al quale si pu\u00f2 puntare in caso di eventi molto gravi \u00e8 avere vittime zero<\/strong>. E\u2019 ci\u00f2 che \u00e8 successo nel 2019 nonostante la grave devastazione a cui abbiamo assistito. In quel caso non ci sono stati n\u00e9 feriti n\u00e9 vittime. Ci\u00f2 \u00e8 stato possibile anche perch\u00e9 finalmente la gente ha capito quale messaggio porta con s\u00e9 la proclamazione di un\u2019allerta meteo. Quindi evitare gli spostamenti se non strettamente necessari, mantenere comportamenti prudenti e via discorrendo\u201d.<\/p>\n<p>Mantenere comportamenti corretti, dunque, diventa fondamentale in assenza di una messa in sicurezza del territorio completa e compiuta. Ma serve altro: \u201cCome precisato da Alessandro, nella nostra zona si concentrano perturbazioni molto rilevanti a causa della conformazione del nostro territorio, quindi fenomeni di questo genere sono attesi con sempre maggiore frequenza. Al di l\u00e0 delle iniziative di protezione civile, quindi, <strong>occorre mettere in atto interventi mirati<\/strong>. Che sono gi\u00e0 \u2018scritti\u2019 dato che le situazioni pi\u00f9 critiche sono gi\u00e0 note. Sarebbe necessario che ogni Comune, ogni Provincia ed ogni Regione avessero una loro pianificazione, affinch\u00e9 le risorse necessarie ad attuare questi interventi siano \u2018riservate\u2019 annualmente sui bilanci delle pubbliche amministrazioni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAnni fa per questo scopo c\u2019era la cosiddetta struttura di missione \u2018Italia Sicura\u2019, che era utilissima ma \u00e8 stata eliminata\u201d, ricorda Scarpati con una certa amarezza.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">L\u2019utilit\u00e0 (a fini predittivi) di uno studio sistematico dell\u2019intero territorio<\/h4>\n<p>Si dice sempre (o almeno spesso) che <strong>la conoscenza del territorio<\/strong>, frutto magari di uno studio attento e sistematico, <strong>sia la soluzione per evitare problemi di piccola o grande gravit\u00e0. Ma non sempre ci\u00f2 \u00e8 possibile<\/strong>: \u201cNon tutti i terreni sono accessibili \u2013 nota Isella \u2013 Ad esempio, perch\u00e9 sono di privati. E quando pure ci si pu\u00f2 accedere, non \u00e8 detto che la situazione resti immutata nel corso del tempo: magari il privato che pure ha acconsentito ad effettuare controlli dopo il controllo ha modificato la conformazione della sua propriet\u00e0, magari realizzando una strada che, in assenza di studi precisi, finisce per incanalare pericolosamente le acque che provengono dall\u2019intorno. Fare prevenzione, insomma, \u00e8 spesso difficile. Perci\u00f2 sarebbe necessario che venisse ordinata dall\u2019alto, da un ente superiore in grado di bypassare i vincoli\u201d.<\/p>\n<p><strong>I controlli, per quanto utili, non possono tutto<\/strong>, come sottolinea Scarpati: \u201cLa Germania ha un territorio molto curato, eppure \u00e8 successo quel che \u00e8 successo. Quando arrivano certi fenomeni, quando cade una certa quantit\u00e0 di pioggia, i versanti vengono gi\u00f9 in ogni caso. Un esempio: in occasione dell\u2019alluvione del 2000 la strada tra Alassio e Albenga era interrotta per frana in cinque punti. Era scesa talmente tanta acqua che i versanti si sono \u2018sciolti\u2019. Questo \u00e8 un elemento che possiamo solo accettare. Non significa che il territorio non vada curato, ma il territorio ha un limite fisico oltre il quale non pu\u00f2 andare\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">Quali soluzioni<\/h4>\n<p>Luana Isella fa un esempio concreto: \u201cRialto e Stella sono stati i territori maggiormente colpiti in occasione dell\u2019alluvione del 2019. <strong>Solo per mettere in sicurezza le strade di Rialto, la Provincia di Savona ha speso quasi 5 milioni di euro<\/strong>. Immaginiamoci gli investimenti complessivi per sistemare tutto il savonese. Ci\u00f2 \u00e8 stato possibile solo grazie al contributo del ministero\u201d.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode featured framed\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/04\/frane-rialto-679014.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/04\/frane-rialto-679014.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/04\/frane-rialto-679014.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/04\/frane-rialto-679014.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/04\/frane-rialto-679014.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/04\/frane-rialto-679014.jpg\" alt=\"frane rialto\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n            <span class=\"single-gallery-caption\">Una delle frane di Rialto<\/span>\n    <\/div>\n\n<p>Cittadine dell\u2019entroterra vengono scelte primariamente per i costi degli immobili, pi\u00f9 abbordabili rispetto a quelli della costa. Ma non sempre chi si trasferisce nell\u2019entroterra poi \u201cvive\u201d il borgo. N\u00e9 si occupa della sua manutenzione: \u201c<strong>Chi va a vivere dalla costa all\u2019entroterra non ha quella \u2018cultura\u2019 della cura del territorio di sua competenza<\/strong>. E quindi anche queste aree accusano una carenza di manutenzione, con ovvie conseguenze sulla loro stabilit\u00e0 in caso di eventi atmosferici di un certo rilievo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cServirebbero un po\u2019 di incentivi per il ripopolamento dell\u2019entroterra \u2013 aggiunge Scarpati \u2013 L\u2019ex ministro Barca aveva tentato di realizzare una \u2018strategia per le aree interne\u2019 che prevedeva proprio questo. Ma il territorio \u00e8 talmente vasto\u2026\u201d<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">Il \u201cproblema\u201d dei boschi<\/h4>\n<p>\u201cSe prima il bosco era una risorsa \u2013 aggiunge ancora Isella \u2013 ora \u00e8 diventato un problema. Se si volesse veramente affrontare questo tema, facendo davvero prevenzione anche su queste aree, allora bisognerebbe adottare una visione completamente diversa, gestita con enti territoriali sovraordinati, partendo dalle piccole manutenzioni fino ad arrivare ai grandi lavori strutturali ove necessario\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Scarpati \u201c<strong>ogni Comune dovrebbe avere un Regolamento di polizia rurale per disciplinare i doveri dei proprietari rispetto alla tutela e alla manutenzione del territorio<\/strong> e, soprattutto, le sanzioni in caso di inadempienza. Ma non tutti gli Enti ne hanno uno. Certo, poi occorrerebbe avere un corpo di polizia locale numeroso per fare controlli e farlo rispettare\u2026\u201d.<\/p>\n<p>E dunque quali soluzioni si possono realizzare? Scarpati: \u201cCome detto, il \u2018Piano di bacino\u2019 prevedeva per il savonese interventi per 400 milioni di euro. Non si tratta di interventi straordinari per far fronte ad eventi straordinari, ma opere programmate. La cifra \u00e8 di vent\u2019anni fa, quindi oggi il computo totale \u00e8 sicuramente maggiore. Ma le opere sono quelle. Negli anni sono stati rifatti gli argini del Centa ad Albenga, il Teiro a Varazze, lo Sciusa a Finale. Ma <strong>resta il \u2018problema\u2019 di Savona<\/strong>, che \u00e8 anche capoluogo, dove (come detto) i ponti sul Letimbro che creano i maggiori restringimenti e quindi possono essere causa di esondazione sono ancora al loro posto. <strong>A Savona i rischi sono gli stessi di vent\u2019anni fa. Anzi, sono anche peggiorati<\/strong> a causa dell\u2019incuria. C\u2019\u00e8 poi Noli, dove \u00e8 stato fatto qualcosa per la strade del Rio, mentre \u00e8 saltata la galleria progettata per il Capo. In quel caso la soluzione \u00e8 stata scartata e quel tratto di costa resta estremamente pericoloso. <strong>La situazione di Capo Noli \u00e8 emblematica: il versante \u00e8 talmente ampio, la situazione talmente critica che non si potr\u00e0 mai mettere in sicurezza<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Se dovessi immaginare un futuro di pianificazione territoriale<\/strong> \u2013 nota ancora Isella \u2013 io <strong>lo immaginerei nel segno della delocalizzazione<\/strong>. Non siamo dotati di grandi spazi, e questo specie sulla costa, ma effettivamente se cominciassimo ad adottare questo principio eviteremmo da tanti problemi. La prima cosa da delocalizzare, ad esempio, \u00e8 la ferrovia. La gran parte degli attraversamenti ferroviari non sono idraulicamente adeguati\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">La cura dell\u2019entroterra e della costa: in Liguria \u00e8 demandata ai Comuni, unico caso in Italia<\/h4>\n<p>La Liguria ed il savonese hanno un entroterra fragile, ma <strong>anche sul fronte marino occorre una particolare attenzione<\/strong>. Da buon alassino, nella sua disamina della situazione delle nostre coste Scarpati non pu\u00f2 che partire dalla citt\u00e0 del Muretto: \u201cLa mareggiata del 2018 ha causato un forte arretramento delle spiagge di Alassio. E\u2019 stato effettuato un ripascimento strutturale, ma \u00e8 necessaria un\u2019opera di difesa del litorale simile a quelle soffolte realizzate a Loano e Pietra Ligure: non danno problemi a livello paesaggistico e riducono drasticamente il moto ondoso\u201d.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode featured framed\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/10\/generica-587800.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/10\/generica-587800.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/10\/generica-587800.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/10\/generica-587800.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/10\/generica-587800.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2019\/10\/generica-587800.jpg\" alt=\"Mareggiata Alassio 2018\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n            <span class=\"single-gallery-caption\">La mareggiata ad Alassio<\/span>\n    <\/div>\n\n<p>Se il passato non \u00e8 roseo, neanche il futuro lo \u00e8: \u201c<strong>Secondo le proiezioni, nel 2100 il livello medio marino sar\u00e0 salito di un metro circa<\/strong>. Anche alla luce di questa situazione, occorre <strong>rivedere completamente la strategie di tutela delle nostre coste<\/strong>. Una competenza che <strong>dovrebbe essere in mano alla Regione, ma che in Liguria \u00e8 demandata ai Comuni<\/strong>. E\u2019 l\u2019unico caso in tutta Italia. Nella vicina Toscana, le opere vengono progettate, finanziate e realizzate dalla Regione. Ci\u00f2 per una legge varata nel 1999 dall\u2019allora giunta Mori, una legge presa da tutti sottogamba e anche piuttosto fumosa, dato che non specifica la provenienza dei finanziamenti ma prevede che quando questi arrivano (come il caso dei 2,5 milioni elargiti dalla protezione civile nazionale al Comune di Alasso) poi a gestire l\u2019intera pratica sia il Comune. E per i singoli Comuni \u00e8 impegnativo mettere a gare opere come queste. Senza contare che, per quanto riguarda la tutela della costa, ogni tipo di responsabilit\u00e0 \u00e8 in capo ai Comuni. Crolla il cimitero di Camogli? Frana via Campolungo a Genova? La responsabilit\u00e0 \u00e8 del Comune, la Regione ne esce del tutto pulita\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa Regione \u2013 fa eco Isella \u2013 ha il compito di redigere il Piano della costa, di stabilire le normativa, ma poi gli interventi sono in campo ai Comuni. <strong>E\u2019 una contraddizione che stride con quello che \u00e8 successo nel 2018<\/strong>. Una gestione regionale darebbe una maggiore uniformit\u00e0 agli interventi\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">Migliora la consapevolezza<\/h4>\n<p>A giudicare dalla disamina effettuata finora, almeno gli esperti (e si spera non solo loro) hanno una certa consapevolezza dei problemi e di ci\u00f2 che sia necessario fare.<\/p>\n<p>\u201cNegli ultimi anni siamo stati vessati parecchio \u2013 concede Isella \u2013 <strong>L\u2019alluvione di Genova del 2011 \u00e8 stato un vero e proprio \u2018spartiacque\u2019 culturale<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLe immagini che si sono viste in quell\u2019occasione e che tuttora proietto in occasione di conferenze, con il centro di Genova pieno d\u2019acqua e le auto spazzate via, fanno sempre un certo effetto\u201d, aggiunge Scarpati.<\/p>\n<p>\u201cPer quanto si cerchi di lavorarci, il lavoro sulla popolazione non finisce mai \u2013 riprende Isella \u2013 Prendiamo la questione dei sottopassi: ogni volta che c\u2019\u00e8 una forte perturbazione, qualcuno ci resta incastrato dentro. Nonostante le raccomandazioni. Quindi come sar\u00e0 il nostro territorio da qui a 50 anni? Difficile dirlo: sul fronte della prevenzione siamo gi\u00e0 in ritardo e dobbiamo ancora lavorarci tanto; a livello di protezione civile stiamo andando bene e avremo solo margini di miglioramento\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">Il mare \u00e8 cresciuto di 20 centimetri in 133 anni<\/h4>\n<p><strong>La nostra provincia da qui a 50 anni<\/strong>, cio\u00e8 la domanda che ha dato il via a questo servizio. Fare previsioni precise \u00e8 complicate, ma per avere almeno un\u2019idea del futuro \u00e8 necessario dare un\u2019occhiata al passato: \u201cSecondo i dati dell\u2019Istituto geografico militare, <strong>dal 1888 al 1955 la costa tra Diano Marina e Albenga si \u00e8 abbassata di un centimetro<\/strong>. Questo solo per questioni tettoniche. Quindi quando si parla di innalzamento del livello medio del mare, i fattori da tenere in considerazione sono tantissimi. Un altro esempio: anni fa Alassio era pi\u00f9 \u2018bassa\u2019. Poi ci sono stati fenomeni alluvionali che hanno portato notevoli quantit\u00e0 d materiali dalle colline. C\u2019\u00e8 un bilanciamento costante, non \u00e8 solo il livello medio marino che si sta alzando\u201d.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode featured framed\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698812.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698812.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698812.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698812.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698812.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698812.jpg\" alt=\"Costa Albenga\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n            <span class=\"single-gallery-caption\">Come \u00e8 cambiata la conformazione della costa ingauna nei secoli<\/span>\n    <\/div>\n\n<p>\u201cCirca 11 mila anni fa, al termine della massima estensione della glaciazione pleistocenica, il livello marino era molto basso e la linea di riva era spostata verso mare di un chilometro. Da 11 mila a 8 mila anni fa il livello del mare sale di 35\/45 metri, e di altri 12 metri negli ultimi 8 mila anni, di cui 3 metri negli ultimi 6 mila anni, e di 1.5 metri negli ultimi 5 mila anni (0.3 mm\/anno). Intorno a 6 mila anni fa si ha la massima risalita della linea di riva verso l\u2019interno della costa ligure, che aveva una quota sensibilmente pi\u00f9 bassa della attuale\u201d.<\/p>\n<div class=\"single-img-content-container fullwidth-single shortcode featured framed\">\n    <div class=\"image_container\" style=\"text-align: center;\">\n        <picture class=\" lazyload\"><img loading=\"lazy\" class=\"lazy\" data-srcset=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698811.jpg 1024w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698811.jpg 970w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698811.jpg 660w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698811.jpg 316w, https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698811.jpg 150w\" data-src=\"https:\/\/www.ivg.it\/photogallery_new\/images\/2021\/07\/generico-luglio-2021-698811.jpg\" alt=\"Sollevamento Marino\"><\/picture>\r\n\n    <\/div>\n    <\/div>\n\n<p>\u201cIl \u2018piano campagna\u2019 del periodo romano di 2 mila anni fa era di qualche metro pi\u00f9 basso dell\u2019attuale e la linea di costa era sensibilmente spostata verso l\u2019interno. Ad Albenga il mare lambiva il centro storico e ad Alassio, la piana era quasi completamente sommersa. Negli ultimi 1800 anni il forte dilavamento dei versanti ed il conseguente deposito di sedimenti, provoca un innalzamento della quota delle attuali piane costiere, e la linea di riva torna a spostarsi lentamente verso mare fino allo stato attuale. Ad oggi i dati del mareografo di Genova hanno misurato un innalzamento del livello del mare a Genova di 20 centimetri negli ultimi 133 anni, con una media di 0.66 mm\/anno (il doppio di quella misurata negli ultimi 5000 anni); se per\u00f2 consideriamo l\u2019intervallo 1999-2015, il ritmo di crescita misurato a Genova sale a 3,2 millimetri l\u2019anno, in linea con i dati preoccupanti calcolati dall\u2019IPCC nel mondo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUn recente studio ha evidenziato una caratteristica unica di Loano. Il tratto di citt\u00e0 compreso tra io Casazza e le Rolandette si trova su una conoide, cio\u00e8 un deposito alluvionale dovuto ad un unico corso d\u2019acqua. Che oggi non pu\u00f2 essere individuato solo nel Nimbalto. Evidentemente, nelle ere precedenti, in questa zona esisteva qualcosa di molto pi\u00f9 ampio, che poi si \u00e8 ritirato lasciando come tracce solo gli scolatori a mare che vediamo ancora oggi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAnche <strong>Ceriale \u00e8 su una conoide<\/strong> \u2013 aggiunge Scarpati \u2013 In passato qualche vento catastrofico ha creato la conoide su cui \u00e8 nata Ceriale. E <strong>non mi stupirei se in futuro qualche evento estremo portasse gravi danni<\/strong>. Il bacino \u00e8 ancora quello\u201d.<\/p>\n<p>Insomma, come precisa Isella \u201c<strong>non tutto \u00e8 dovuto al cambiamento climatico<\/strong>: certo, \u00e8 una componente, ma se analizzassimo approfonditamente i dettagli, se ripercorressimo la storia del territorio nel corso dei secoli, allora non ci stupiremmo di tante cose che accadono oggi. E che accadrebbero a prescindere dalla nostra presenza. Se nel 2019 avessimo affrontato l\u2019alluvione col territorio in perfetta manutenzione, dubito non ci sarebbero stati problemi di sorta\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Perch\u00e9 oltre certi limiti il territorio collassa<\/strong> \u2013 ribadisce Scarpati \u2013 Oltre certe quantit\u00e0 d\u2019acqua, i versanti si muovono, il materiale finisce nei corsi d\u2019acqua, va a valle, crea instasamenti nei corsi d\u2019acqua e quindi le esondazioni. Dopo le alluvioni si cerca sempre un colpevole, ma non sempre un colpevole c\u2019\u00e8\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">Le aree pi\u00f9 critiche<\/h4>\n<p>Scarpati non ha dubbi: \u201cA livello di manutenzione dei corsi d\u2019acqua, <strong>Savona \u00e8 la realt\u00e0 pi\u00f9 eclatante<\/strong>. Se il fiume uscisse nella zona delle scuole, in quel punto avremmo un metro e mezzo\/due metri d\u2019acqua. E poi la gi\u00e0 citata zona dell\u2019universit\u00e0. Poi ci sono <strong>il Pora a Finale<\/strong>, che se esondasse nella parte terminale farebbe finire il centro sotto due metri d\u2019acqua. <strong>Andora<\/strong> si \u00e8 in parte adeguata, ma il centro resta ancora in zona rossa. Per non dimenticare <strong>rio Basco ad Albisola Superiore<\/strong>. Ma tutti i Comuni hanno bisogno di interventi.<\/p>\n<p>Per Isella <strong>\u201cla primissima priorit\u00e0 \u00e8 effettuare una ricognizione degli scolatori a mare, dai primari ai secondari<\/strong>. Dopodich\u00e9 a scalare ci sono le criticit\u00e0 geomorfologiche, cio\u00e8 le frane. Tanti comuni hanno situazioni critiche e magari non hanno i fondi per intervenire quindi una priorit\u00e0 \u00e8 istituire annualmente fondi per la difesa e la tutela del territorio, in base alle necessit\u00e0\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IVG.it ha voluto chiedere ad alcuni esperti del settore qual \u00e8 lo \u201cstato di salute della nostra provincia\u201d e, soprattutto, quale sar\u00e0 il suo aspetto da qui a cinquant&#8217;anni<\/p>\n","protected":false},"author":12120,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"single-featured.php","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56,119418],"tags":[82565,28824,21186],"class_list":["post-536008","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","category-speciali","tag-cambiamento-climatico","tag-dissesto-idrogeologico","tag-geologi","post_tag_personaggi-alessandro-scarpati","post_tag_personaggi-luana-isella"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/536008","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/12120"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=536008"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/536008\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=536008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=536008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=536008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}