{"id":535128,"date":"2021-07-15T06:59:55","date_gmt":"2021-07-15T04:59:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=535128"},"modified":"2021-07-14T18:40:41","modified_gmt":"2021-07-14T16:40:41","slug":"asl-2-prioli-ridimensionare-s-corona-o-s-paolo-sarebbe-folle-stiamo-investendo-il-problema-e-il-campanilismo-estremo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/07\/asl-2-prioli-ridimensionare-s-corona-o-s-paolo-sarebbe-folle-stiamo-investendo-il-problema-e-il-campanilismo-estremo\/","title":{"rendered":"Asl 2, Prioli: &#8220;Ridimensionare S.Corona o S.Paolo? Sarebbe folle, stiamo investendo. Il problema \u00e8 il campanilismo estremo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona.<\/strong> \u201cRidimensionare Santa Corona o San Paolo? No, e nemmeno gli altri ospedali. <strong>Non ha senso avere timori di questo tipo. Altrimenti perch\u00e9 staremmo facendo investimenti? Sarebbe folle. Una paura che non capisco, sulla base di quanto stiamo facendo<\/strong>. E\u2019 vero, abbiamo qualche problema come il punto nascite di Pietra o i primariati vacanti, ma stiamo lavorando per risolvere. Altro che smantellare. <strong>Secondo me il problema \u00e8 il campanilismo<\/strong>: anche altrove mi \u00e8 capitato di riscontrare rivalit\u00e0, ma non come qui a Savona\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_961\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_961\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Parole e musica di <strong>Marco Damonte Prioli<\/strong> che, in una lunga intervista a 360 gradi a IVG, ha voluto fare il punto dopo l\u2019episodio che<a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2021\/07\/sta-partorendo-in-ambulanza-ma-savona-e-troppo-distante-deviazione-durgenza-e-nascita-in-ps-a-pietra\/\"> ha visto ieri nascere un bambino a Santa Corona<\/a> vista l\u2019impossibilit\u00e0 per l\u2019ambulanza (a causa di code e ingorghi su A10 e Aurelia) di raggiungere Savona. Un avvenimento che ha riportato alla luce il dibattito sulla chiusura del punto nascite di Pietra Ligure, con qualcuno che ha tirato in ballo la fortuna riferendosi alla presenza al pronto soccorso della dottoressa Airaudi, primario della Struttura Complessa di Ginecologia e Ostetricia di Asl2 (ma gi\u00e0 ieri lei stessa aveva sottolineato il ruolo fondamentale dell\u2019organizzazione scelta da Asl 2, con equipe ostetrica e pediatrica sul posto).<\/p>\n<p>Dalla paura dei pietresi di veder smembrato il proprio ospedale (con \u201cmanovre\u201d come la chiusura di Pediatria o la carenza di primari) a quella dei savonesi, preoccupati che il San Paolo possa a sua volta essere ridimensionato proprio a favore del Santa Corona; dai timori dei valbormidesi, ancora orfani di un punto di primo intervento sulle 24 ore, a quelli degli albenganesi, che attendono la riapertura di Ortopedia.<\/p>\n<p>Prioli prova a fugare i dubbi, elencando investimenti e provvedimenti che \u2013 dice \u2013 dimostrano esattamente la volont\u00e0 opposta. E respinge al mittente le accuse di essere supino ai dettami della Regione.<\/p>\n<h3 class=\"article_heading\">CHIUSURA PUNTO NASCITE<\/h3>\n<p><em><strong>Ieri un bambino \u00e8 nato al Santa Corona grazie alla presenza della dottoressa Airaudi. C\u2019\u00e8 chi dice che \u201csiamo stati fortunati\u201d\u2026<\/strong><\/em><br>\nNon \u00e8 fortuna, \u00e8 <strong>una scelta organizzativa precisa<\/strong>: mantenere le strutture (ginecologia e pediatria) all\u2019interno di Santa Corona anche attraverso tutte le modalit\u00e0 di assunzione che stiamo adottando in questo periodo. I ginecologi e i pediatri ci sono sia in presenza che in reperibilit\u00e0. Questo <strong>dimostra<\/strong> due elementi. Uno \u00e8 <strong>che abbiamo intenzione di riaprire il punto nascite<\/strong>: non appena riusciremo a trovare i ginecologi (e l\u2019ultimo concorso a tempo indeterminato, che vede la presenza di 29 domande, ci fa ben sperare) avremo superato l\u2019ostacolo e potremo quindi riaprire. Il secondo elemento \u00e8 che anche in assenza del punto nascite sono garantiti i requisiti di sicurezza all\u2019interno del Santa Corona che consentono anche in casi come questo di partorire in sicurezza.<\/p>\n<p><em><strong>La presenza di figure al Santa Corona in grado di fronteggiare parti in emergenza anche senza punto nascite \u00e8 una scelta vostra o un obbligo di legge?<\/strong><\/em><br>\nE\u2019 una scelta, non c\u2019\u00e8 obbligo di avere queste figure in presenza in un punto in cui non \u00e8 attivo un punto nascite. Lo facciamo per mantenere servizi di supporto al pronto soccorso o all\u2019attivit\u00e0 ambulatoriale chirurgica ma, a maggior ragione, nell\u2019ottica di riaprire il punto nascite. Noi stiamo lavorando per mantenere questi servizi e speriamo a breve di comunicare la riapertura qualora il concorso dia i frutti sperati.<\/p>\n<p><strong><em>Riapertura a breve\u2026 quanto?<\/em><\/strong><br>\nIn Italia i tempi dei concorsi sono legati a dettagli burocratici come aspettare 60 giorni di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale\u2026 tempi che hanno fatto slittare la possibilit\u00e0 di espletare il concorso. Arriveremo a settembre per capire come andr\u00e0 a finire.<\/p>\n<h3 class=\"article_heading\">I TIMORI DEL SANTA CORONA: \u201cInfondati, gli investimenti lo dimostrano\u201d<\/h3>\n<p><em><strong>La polemica sul punto nascite \u00e8 quella pi\u00f9 visibile, ma forse a dargli fuoco \u00e8 il timore pi\u00f9 generale, di chi lavora e vive nella zona del Santa Corona, che l\u2019ospedale possa essere smantellato nel tempo a favore di quello di Savona. Che ci sia insomma la volont\u00e0 politica di \u201csvuotarlo\u201d mano a mano. Anche la carenza dei primari \u00e8 vista come un modo per smembrare dal basso il Santa Corona. Hanno ragione i pietresi?<\/strong><\/em><br>\nNo. Partiamo da un presupposto: io gestisco la sanit\u00e0 savonese, non un ospedale in particolare. E\u2019 una rete territoriale che deve garantire lo stesso servizio sia al cittadino dell\u2019Alta Valbormida che a quello dell\u2019entroterra albenganese. <strong>Per me tutte le strutture della provincia devono avere un ruolo<\/strong> e su questo sono allineato con l\u2019assessore regionale alla sanit\u00e0. Pietra Ligure rappresenta un tassello fondamentale di questa rete, ad oggi \u00e8 Dea di secondo livello e trauma center.<\/p>\n<p>La carenza dei medici non \u00e8 a livello di provincia di Savona, ma a livello italiano: io provengo dalla Asl 1 imperiese dove avevamo gli stessi problemi di organico, le stesse difficolt\u00e0 nel reclutare i medici e di conseguenza nei servizi. Nel savonese la carenza di medici purtroppo ha fatto s\u00ec che alcuni servizi fossero chiusi in modo \u2018distribuito\u2019, ma stiamo cercando di lavorare per ovviare a questi problemi.<\/p>\n<p>Sui primari: la mia ultima nomina \u00e8 stata quella del primario di chirurgia del Santa Corona. E abbiamo messo su altri concorsi per nominare almeno altri quattro o cinque primari all\u2019interno del Santa Corona e poi all\u2019interno dell\u2019Asl2. A Santa Corona abbiamo inaugurato un angiografo biplano nel mese di novembre 2020, abbiamo approvato e acquisito due nuove Tac che verranno approntate entro agosto di quest\u2019anno. E\u2019 stato definito un programma da 60 milioni di euro, prima tranches per la realizzazione del nuovo Santa Corona, da cui anticiperemo una serie di lavori per ristrutturare una parte dei reparti anche nell\u2019ottica di adeguamento dei parametri antincendio (blocco servizi, padiglioni 17 e 18, i padiglioni che tengono in piedi l\u2019attivit\u00e0). <strong>Qualunque direzione o qualunque Regione, se volesse smontare Santa Corona, non farebbe investire 145 milioni di euro. Non ci sarebbe questa follia organizzativa: o si chiude o non si chiude<\/strong>. E se non si chiude bisogna ristrutturare e quindi trovare i fondi. Che ci sono e quindi ora si procede con la parte progettuale.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il personale stiamo procedendo, pur con difficolt\u00e0. La soluzione delle cooperative dei medici per me \u00e8 temporanea: mi pu\u00f2 aiutare a superare la crisi, ma non \u00e8 quella che porta al reintegro degli organici. Quando faccio una scelta del genere, cio\u00e8 fare qualcosa che \u00e8 una novit\u00e0 nel panorama delle assunzioni, e lo faccio come prima per la pediatria del Santa Corona, ci\u00f2 significa che stiamo lavorando per mantenere e potenziare l\u2019ospedale. <strong>Questo diffuso sentimento per cui Pietra \u00e8 smantellato non lo capisco, sulla base delle azioni che stiamo facendo<\/strong>. Se si vuole smantellare si cominciano a togliere i primariati, non si rinnovano le attrezzature, non si assume personale. Ma tutto ci\u00f2 non sta avvenendo. Ci sono difficolt\u00e0 che hanno portato alla chiusura del punto nascite, ma stiamo lavorando per superarle. Il fatto che ci sia questo sentimento diffuso \u00e8 contrario alle azioni che stiamo facendo.<\/p>\n<h3 class=\"article_heading\">I TIMORI DEL SAN PAOLO E LA VOCAZIONE DI ALBENGA<\/h3>\n<p><em><strong>Allora hanno ragione i savonesi? A Savona c\u2019\u00e8 lo stesso timore, che Santa Corona sia privilegiato a svantaggio del San Paolo: quando Toti lo ha definito \u201cospedale cittadino\u201d in molti si sono preoccupati, sottolineando che \u00e8 comunque il nosocomio di un capoluogo di provincia\u2026<\/strong><\/em><br>\nSavona \u00e8 un ospedale da 400 letti ed \u00e8 chiaro che non serve solo la citt\u00e0, ma tutto il comprensorio. A luglio inaugureremo il nuovo angiografo. Abbiamo anche qui circa 20 milioni di investimenti tra realizzazione di parte del nuovo pronto soccorso, adeguamento dei requisiti dei reparti, nuova terapia sub-intensiva e rifacimento di alcuni moduli per l\u2019adeguamento dei requisiti minimi. <strong>Se decidessi di depotenziare Savona non ci investirei<\/strong>. Idem sugli altri presidi. Quello che sto facendo da quando sono qui (e siamo a buon punto, ma non \u00e8 un lavoro facile) \u00e8 disegnare una rete organica ospedaliera e territoriale in provincia. Dove <strong>ogni sito necessario<\/strong> (e tutti quelli che ci sono sono necessari, anche in termini stretti di Decreto Balduzzi, cio\u00e8 in riferimento al numero di posti letto rispetto alla popolazione) <strong>deve trovare una sua precisa collocazione<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Albenga dovr\u00e0 avere una vocazione incentrata anche sul recupero fughe<\/strong>. Cairo deve permettere di avere servizi che devono rendere operativi i servizi sanitari in Valbormida per evitare che per quelle patologie che potranno essere seguite a Cairo si debba andare a Savona o Pietra. Escludendo quelle patologie che necessitano di specialit\u00e0 che non potranno essere posizionate a Cairo. Anche nell\u2019ultimo Pnrr, che vedr\u00e0 l\u2019arrivo di ulteriori fondi, vengono ribaditi i livelli di specializzazione che devono avere i vari presidi. Stiamo lavorando per definire questo disegno per usare le risorse e riqualificare le strutture. Ma le quattro strutture hanno un ruolo e vedranno investimenti, per fare s\u00ec di rispondere ai bisogni della popolazione.<\/p>\n<h3 class=\"article_heading\">IL RUOLO DI CAIRO: \u201cUn sito che gestisce 3 infarti l\u2019anno \u00e8 pericoloso, meglio uno che ne gestisce 300\u201d<\/h3>\n<p><em><strong>Forse il messaggio che non si riesce a far passare bene \u00e8 quello della vocazione diversa per ogni nosocomio. Qualcuno a Cairo ha interpretato il concetto di \u201cospedale di comunit\u00e0\u201d come un maxi ambulatorio di codici bianchi\u2026<\/strong><\/em><br>\nAbitando in un paese e avendo un infarto, l\u2019augurio che farei a me stesso \u00e8 essere caricato su un\u2019ambulanza o elicottero, stabilizzato ed essere portato in una emodinamica che fa un numero congruo di interventi all\u2019anno per quella specialit\u00e0. A volte il passaggio in siti dove non ci sono specialit\u00e0 causa ritardi che non sono a beneficio del paziente. Patologie tempo-dipendenti, quelle che veramente necessitano di un sito attrezzato, sono <strong>infarto, ictus e poli-trauma<\/strong>. Sono queste tre, ma devono essere stabilizzate in situ, caricate su mezzi e poi portate in luoghi in cui siano specialit\u00e0 che possano rispondere a 360 gradi. <strong>Un sito dove si curano 3 infarti all\u2019anno \u00e8 un sito pericoloso, dobbiamo dirlo<\/strong>; un sito dove se ne curano 300 diventa un sito sicuro per la cura di quella patologia.<\/p>\n<p>Ogni sito dovr\u00e0 avere la propria vocazione e risposta. Naturalmente sar\u00e0 un progetto che una volta terminato sar\u00e0 condiviso col territorio. Ci stiamo lavorando. La cosa che voglio sottolineare \u00e8 che <strong>gli investimenti che stiamo facendo sono finalizzati a far s\u00ec che nel nuovo progetto i siti abbiano la loro dignit\u00e0<\/strong>. Se decidessimo di chiudere un ospedale vorrei capire quale sarebbe la follia organizzativa che spingerebbe a fare comunque investimenti su quell\u2019ospedale. Abbiamo previsto investimenti su tutti e quattro gli ospedali.<\/p>\n<h3 class=\"article_heading\">LE PROSSIME APERTURE<\/h3>\n<p><strong><em>Quando sar\u00e0 operativo il centro ictus di Savona?<\/em><\/strong><br>\nL\u2019angiografo sar\u00e0 pronto a luglio, stiamo espletando il concorso per i due o tre neurologi per fare l\u2019attivit\u00e0. Stiamo attendendo una definizione da parte di Alisa dell\u2019organico. Abbastanza rapidamente dovremmo fare il concorso, nel frattempo l\u2019angiografo sar\u00e0 usato per altre attivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>E invece l\u2019Ortopedia di Albenga? Toti aveva annunciato una riapertura in 15 giorni, cosa ovviamente impossibile per un reparto fermo da pi\u00f9 di un anno.<\/em><\/strong><br>\nPer quanto rigurda una parte della protesica asettica, una parte \u00e8 ripartita a Santa Corona. Il problema ora non sono gli ortopedici ma gli <strong>anestesisti<\/strong>, per riprogrammare le sale operatorie. Anche in questo caso <strong>stiamo procedendo con concorsi<\/strong> a tempo indeterminato, determinato e bando coop. Non appena dovessimo riuscire a reperire qualche risorsa in termini di anestesisti, si potr\u00e0 riprendere una quota di attivit\u00e0 protesica gestita da Asl. Il futuro potrebbe essere diverso e vedere Albenga magari sede di una sperimentazione gestionale col privato o un potenziamento dell\u2019attivit\u00e0 pubblica se ci saranno le risorse.<\/p>\n<p><strong><em>A Cairo invece reclamano un Punto di Primo Intervento attivo sulle 24 ore. Accadr\u00e0? Se s\u00ec, quando?<\/em><\/strong><br>\nQui entriamo in un altro settore, quello della medicina d\u2019urgenza, dove ci sono ancora pi\u00f9 difficolt\u00e0 nel trovare i medici. <strong>Non voglio fare promesse che non riuscirei a mantenere<\/strong>. Siamo riusciti a riaprire h12 facendolo gestire al 118 perch\u00e9 avevamo trovato un paio di medici disponibili per quell\u2019attivit\u00e0. Sul resto siamo molto legati alla disponibilit\u00e0 dei medici d\u2019urgenza, che \u00e8 quella che non ci sta facendo riaprire il Ppi di Albenga, che in estate dovrebbe almeno avere apertura h12 se non h24.<\/p>\n<h3 class=\"article_heading\">IL RAPPORTO CON LA REGIONE E IL VERO PROBLEMA: \u201cIl campanilismo estremo, che ci rallenta e crea sfiducia\u201d<\/h3>\n<p><em><strong>Domanda maligna: questa \u00e8 stata una intervista \u201crassicurante\u201d, ma c\u2019\u00e8 chi dice che lei si allinea molto alla Regione, che si fa tirare per la giacchetta da Toti e non \u00e8 mai critico. Insomma, la accusano di poca indipendenza.<\/strong><\/em><br>\nNel momento in cui c\u2019\u00e8 una nomina a Dg c\u2019\u00e8 condivisione della politica regionale della sanit\u00e0. Nel momento in cui condivido le linee regionali di sviluppo e rispondenza del modello sanitario della provincia, non vedo perch\u00e9 ci\u00f2 non dovrebbe avvenire. <strong>Qualche punto di disaccordo c\u2019\u00e8 stato, e vi assicuro che non far\u00f2 mai il disinteresse della provincia di Savona<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Quello per\u00f2 che vorrei veramente veder finire in questa provincia il campanilismo<\/strong>. Se si fa un\u2019azione vengo definito da quelli di Savona indipendente e da quelli di Pietra dipendente. Ci\u00f2 \u00e8 controproducente per i cittadini. Il mio obiettivo \u00e8 rendere i migliori servizi ai cittadini, chiaramente facendo quadrare i conti e tenendo l\u2019organizzazione dell\u2019Asl2. Anche con una quota di indipendenza dagli indirizzi regionali, nei limiti del rispetto della normativa. Voglio ribadire il concetto: <strong>quello che sta rallentando o creando difficolt\u00e0 nell\u2019attuazione della politica sanitaria savonese \u00e8 il campanilismo estremo che c\u2019\u00e8 soprattutto tra Pietra e Savona<\/strong> ma anche le altre zone non scherzano. Questo non fa altro che dare <strong>interpretazioni non corrette alle azioni poste in essere<\/strong>, creare quella <strong>sfiducia nei cittadini che non fa bene n\u00e9 a noi n\u00e9 al sistema<\/strong>. Ripeto, l\u2019unico obiettivo \u00e8 dare i migliori ai servizi ai cittadini.<\/p>\n<p>Sarei falso a dire che non ci sono difficolt\u00e0: ci sono e stiamo cercando di superarle. Ma se la domanda \u00e8 se sono troppo allineato con la Regione, il fatto di partire con bandi per coop per mantenere i servizi la dice lunga. Siamo l\u2019unica realt\u00e0 ligure a farlo. Se riesco a trovare soluzioni alternative per garantire i servizi va benissimo. Se qualcuno pensa che non abbia autonomia decisionale sono pronto a confrontarmi con lui.<\/p>\n<p><em><strong>Anche in Asl 1 aveva tutti questi problemi di campanili?<\/strong><\/em><br>\nTra Imperia e Sanremo sicuramente c\u2019era campanilismo. Ma in provincia di Savona siamo ad un gradino superiore rispetto all\u2019Asl 1.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il direttore generale accetta di parlare a 360 gradi e non fa melina: &#8220;Il punto nascite riaprir\u00e0. Non capisco i timori, sulla base di quanto stiamo facendo. Albenga dovr\u00e0 recuperare le fughe. Cairo? 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