{"id":534959,"date":"2021-07-14T08:00:28","date_gmt":"2021-07-14T06:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=534959"},"modified":"2021-07-13T10:08:45","modified_gmt":"2021-07-13T08:08:45","slug":"medusa-e-lo-scudo-di-atena","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/07\/medusa-e-lo-scudo-di-atena\/","title":{"rendered":"Medusa e lo scudo di Atena"},"content":{"rendered":"<p>\u201cAnche con molti uomini colti non si pu\u00f2 parlare di Inconscio senza venir tacciati di misticismo. L\u2019angoscia \u00e8 giustificata perch\u00e9 la nostra visione razionale del mondo, con le sue certezze scientifiche e morali ardentemente credute (perch\u00e9 dubbiose), \u00e8 scossa dai dati dell\u2019altra parte\u201d cos\u00ec scrive Carl Gustav Jung nel suo saggio \u201cL\u2019io e l\u2019inconscio\u201d poco meno di un secolo fa. L\u2019affermazione del maestro svizzero pu\u00f2 essere molto utile ad illuminare alcuni aspetti ancora da decriptare dell\u2019intricato mito di Medusa, specie se analizzato nella sua stretta e dialettica relazione con il ruolo di Atena. Come abbiamo visto Medusa \u00e8 il confine, Atena la guerriera che ne impedisce il superamento. Stiamo trattando del millenario \u201cattimo\u201d in cui la ragione si \u00e8 posta come unit\u00e0 di misura dell\u2019essere precludendo all\u2019uomo, trasformatosi sincronicamente in animale razionale, l\u2019accesso all\u2019ulteriore che \u00e8 divenuto sede del nulla, dell\u2019abisso. Proviamo ad esplicitare ponendoci alcuni interrogativi relativi allo sviluppo del mito in oggetto.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_376\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_376\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_376').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_376\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Come \u00e8 certamente noto, Medusa viene decapitata dall\u2019eroe Perseo grazie all\u2019aiuto fornitogli dagli dei olimpici ma, soprattutto, da Atena. \u00c8 la dea della ragione, non casualmente nata dalla testa di Zeus, che favorisce la decapitazione di Medusa e che fornisce a Perseo lo scudo il quale, grazie alla sua funzione di specchio, consentir\u00e0 all\u2019eroe di guardare la Gorgone in forma di riflesso senza esserne pietrificato. Solo in quel modo sar\u00e0 in grado di avvicinarla e reciderle il capo anguicrinito. Ora chiediamoci: perch\u00e9 Atena non uccide Medusa ma la deforma? Perch\u00e9 successivamente ricorre a Perseo per raggiungere il suo scopo? Perch\u00e9 ne colloca sulla propria egida? Certo infinite altre possono essere le domande e quante risultano implicite in quelle che affrontiamo, ma credo che quelle proposte possano essere un buon inizio. Lo scontro tra la dea della ragione e la mortale che non si piega alla volont\u00e0 del potere olimpico segna il conflitto all\u2019interno del quale l\u2019umanit\u00e0 acquista consapevolezza della propria coscienza. La ragione non pu\u00f2 eliminare il magmatico essere nel quale trova origine, sarebbe negare se stessa, ma avverte l\u2019urgenza di controllarlo, lo teme ma \u00e8 consapevole di non essere in grado di affrontarlo direttamente, riesce, al massimo, a \u201cdeformarlo\u201d. Ma non basta ed ecco che, dalla fase preludiale, quella della Grande Madre, per usare le categorie di Erich Neumann, si passa a quella dell\u2019eroe. Perseo \u00e8 umano, sarebbe annichilito dallo sguardo di Medusa, le ragioni le abbiamo precedentemente chiarite, ma grazie allo scudo di Atena non la vede nella sua essenza ma solo come immagine accettabile dal suo intelletto. L\u2019egida della dea \u00e8 la razionalit\u00e0 che coglie del caos, Medusa, solo ci\u00f2 che riesce a comprendere, il suo riflesso. L\u2019eroe \u00e8 consapevole del pericolo e, pertanto, recide il capo della sfortunata ed incolpevole fanciulla, eppure essa permane, il mito lo esemplifica chiaramente. Ma non \u00e8 questo l\u2019oggetto della nostra riflessione, non l\u2019uso pi\u00f9 o meno lecito che Perseo far\u00e0 in seguito dell\u2019orrendo cimelio, non la dignit\u00e0 del suo agguato a Medusa che, evidentemente non pu\u00f2 affrontare, non il fatto che Medusa non attacchi ma sia aggredita, nemmeno il particolare che il conflitto di fatto si consumi tra due donne ed il maschio sia solo un mezzo \u2026 limitiamoci ad una riflessione che prova ad essere, almeno per ora, conclusiva.<\/p>\n<p>Il capo di Medusa \u00e8 collocato da Atena sul proprio scudo realizzato con pelle di capra, non viene eliminato ma inserito funzionalmente nella \u201cperfezione circolare del simbolo tragico\u201d (tragos=capro) del suo potere. Credo sia interessante porsi almeno l\u2019interrogativo: la vera sclerotizzazione \u00e8 opera di Medusa che si limita a rivelare lo schema rigido del pensiero razionale figlio del capo di Zeus, oppure \u00e8 la conseguenza della prigione logica che permette alla ragione autoreferenziale di Atena di sopravvivere e vincere il conflitto? Perch\u00e9 Medusa viene considerata \u201cperversione della ragione\u201d? Chi \u00e8 il vero sconfitto in questa vicenda? Forse l\u2019unico apparente vincitore, Perseo! L\u2019eroe, infatti, diviene immagine di una umanit\u00e0 che ha rinunciato alla propria essenza magmatica accettando di sopravvivere solo come riflesso; la stessa umanit\u00e0 che celebra la nascita della grande filosofia del logos proprio ad Atene, citt\u00e0 consacrata alla dea eponima. Si tratta di una filosofia che rinuncia all\u2019inquietante sguardo di Medusa per accontentarsi della nottola di Atena che, dagli interrogativi socratici, raggiunger\u00e0 l\u2019inevitabile approdo hegeliano. La sapienza conflittuale che contrappone il caos anarchico di Medusa al rigore logico di Atena si trasforma nella dittatura della ragione che, inglobando l\u2019antitesi nell\u2019egida, perviene ad una sintesi che si autodefinisce conclusiva ed onnicomprensiva. Forse il principio di non contraddizione, la spada affilata di Perseo, si rivelerebbe un punteruolo spuntato se inghiottito nell\u2019oceano infinito del caos, ma eccolo ergersi a lama ordinatrice dell\u2019essere reale e razionale nella \u201ccruenta e rassicurante\u201d versione del mito olimpico.<\/p>\n<p>Sono certamente pi\u00f9 numerose le domande che nascono in queste righe piuttosto che le possibili risposte, ed allora, a compimento di tanta problematizzazione, un\u2019ulteriore \u201ctassello al puzzle diveniente del caos\u201d. Mi riferisco a quanto a me, con tutta la modestia del ruolo, appare come una sorta di banalizzazione del problema attraverso le grossolane rappresentazioni delle lenti fallocratiche del potere che ho provato a tratteggiare nella figura dell\u2019eroe greco. Perseo, sottolineo, seppure strumento, non banalizza il mistero del femminile, ma nell\u2019evolversi e nel confermarsi della \u201cprospettiva del vincitore che scrive la storia\u201d si sviluppa e si precisa la definizione dei ruoli. Penso alla figura dell\u2019eroe medioevale che libera la fanciulla graziosa e rasserenante, la ragione, dalla rettiliana ferocia del drago, cos\u00ec che il femminile si avvilisca riducendosi a \u201cpremio\u201d. Lascio ai miei lettori lo spazio per una attualizzazione degli effetti che il piano inclinato appena tracciato pu\u00f2 generare con la positiva consapevolezza che la sopravvivenza di \u201cun pensiero altro\u201d \u00e8 garantita proprio da tanta intelligenza che ho incontrato nei commenti ricevuti anche a questi miei \u201ctimidi passi nella magia fragorosamente muta del mito\u201d.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[99780],"class_list":["post-534959","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/534959","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=534959"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/534959\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=534959"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=534959"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=534959"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}