{"id":534522,"date":"2021-07-10T14:00:10","date_gmt":"2021-07-10T12:00:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=534522"},"modified":"2021-07-11T14:19:18","modified_gmt":"2021-07-11T12:19:18","slug":"i-dieci-serial-killer-piu-feroci-della-storia-ditalia-seconda-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/07\/i-dieci-serial-killer-piu-feroci-della-storia-ditalia-seconda-parte\/","title":{"rendered":"I dieci serial killer pi\u00f9 feroci della storia d\u2019Italia (seconda parte)"},"content":{"rendered":"<p>Sono almeno dieci i serial killer pi\u00f9 feroci del nostro Paese, quelli che con i loro omicidi, procurati con armi da fuoco, fendenti o veleni, hanno messo fine alla vita di decine di persone, uomini, donne e bambini, senza distinzione alcuna di genere o di et\u00e0, tenendo col fiato sospeso l\u2019opinione pubblica. Questi soggetti non si limitavano ad uccidere una sola volta, ma ripetevano i loro delitti, spesso utilizzando una firma che potesse contraddistinguerli e venendo etichettati come veri e propri mostri, prima che la giustizia facesse loro scontare la pena che meritavano. Dopo <a href=\"https:\/\/www.ivg.it\/2021\/06\/i-dieci-serial-killer-piu-feroci-della-storia-ditalia-prima-parte\/\">la prima puntata<\/a> ecco gli ultimi cinque dell\u2019elenco, le cui storie fanno rabbrividire ancora oggi.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">DONATO BILANCIA, \u201cIL MOSTRO DELLA LIGURIA\u201d<\/h4>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_310\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_310\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Donato Bilancia, detto Walter, \u00e8 stato sicuramente uno dei pi\u00f9 temuti serial killer italiani. Originario di Potenza, si trasferisce con la madre casalinga ed il padre, impiegato statale, prima ad Asti e poi a Genova, dove consumer\u00e0 la maggior parte dei suoi delitti.<br>\nUn padre ed una madre che gli segnarono la vita fin dall\u2019infanzia: Bilancia, da bambino, era mini dotato e affetto da atrofia degli arti inferiori, e, secondo quanto raccont\u00f2 allo psichiatra incaricato di valutare la sua capacit\u00e0 di intendere e di volere, il padre lo costringeva ad abbassarsi gli slip davanti alle cuginette e a mostrare quel poco che aveva fra le gambe fra gli ironici sorrisini delle ragazzine.<br>\nAnche la mamma non eccelleva in sensibilit\u00e0: Donato soffriva (e dopo quanto detto forse si pu\u00f2 capire perch\u00e9) di enuresi notturna, e sembra che la madre si divertisse a mostrare pubblicamente, dal balcone, il materasso bagnato di pip\u00ec di suo figlio.<br>\nGiocatore compulsivo, dopo un esordio criminale nel suo mondo, quello delle bische clandestine, con i sette omicidi genovesi (la prima vittima\u00a0fu Giorgio Centanaro nella sua casa, soffocato con del\u00a0nastro adesivo, ma dagli\u00a0inquirenti questa venne\u00a0archiviata\u00a0come morte naturale. Fu lo stesso killer a confessare l\u2019assassinio perch\u00e9 era stato\u00a0disonorato e truffato al tavolo da gioco),<br>\nDonato Bilancia aveva cambiato ambiente per delinquere. Prima, nel mondo della prostituzione, poi verso il mondo delle persone comuni, dei viaggiatori, diventando il personaggio che noi tutti ricordiamo, il serial killer dei treni, il \u201cmostro della Liguria\u201d. Questo passaggio, avvenuto quando Bilancia, una vita di rapine e furtarelli, sempre ai limiti della legalit\u00e0, era ormai un uomo maturo, lo ha portato sui piccoli schermi, protagonista indiscusso dei telegiornali. Incredibilmente accessibile e paurosamente vicino a tutti noi, era diventato un predatore onnivoro che uccideva chi gli capitava a tiro, eccitato dalla paura e dall\u2019impotenza della vittima.<br>\nGrazie ad una prostituta, da lui creduta morta, e ad un\u2019altra serie di evidenze, Bilancia venne arrestato e condannato a tredici ergastoli per aver commesso una serie di diciassette omicidi tra il 1997 ed il 1998, nell\u2019arco di sei mesi.<br>\nScont\u00f2 inizialmente la sua pena al\u00a0carcere di Marassi, poi in quello di Chiavari,\u00a0per essere infine trasferito nel carcere Due Palazzi di Padova. Qui morir\u00e0 Donato Bilancia, il 17 dicembre 2020, all\u2019et\u00e0 di 69 anni, dopo aver contratto il Covid.<br>\n\u201cAndr\u00f2 all\u2019inferno, ma chieder\u00f2 scusa alle vittime\u201d, sono state le sue ultime parole.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">MARCO FURLAN E WOLFGANG ABEL<\/h4>\n<p>Firmavano\u00a0le loro azioni con il nome di \u201cLudwig\u201d,\u00a0Marco Furlan e\u00a0Wolfgang Abel, altri due serial killer della storia d\u2019Italia. Tra il 1977 e il 1984\u00a0hanno ucciso quindici persone in Veneto, scegliendo le loro vittime tra prostitute, sacerdoti, nomadi e omosessuali, oltre ad aver commesso una serie di altri omicidi in Germania e nei Paesi Bassi. Il loro obiettivo era quello di ripulire il mondo da tutto ci\u00f2 che fosse \u201cdeviato\u201d. Vennero arrestati dopo aver tentato di dare fuoco alla discoteca Melamara di Castiglione delle Stiviere. Non solo. Nel maggio del 1983\u00a0gi\u00e0\u00a0avevano incendiato\u00a0un cinema a luci rosse di Milano provocando la morte di sei persone. Oggi Abel \u00e8 in semilibert\u00e0, e Furlan \u00e8 libero.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">MARCO BERGAMO, \u201cIL MOSTRO DI BOLZANO\u201d<\/h4>\n<p>Marco Bergamo, il serial killer di Bolzano, \u00e8 stato condannato ben quattro volte all\u2019ergastolo e a trent\u2019anni di reclusione per l\u2019assassinio di cinque donne, crimini commessi tra il 1985 e il 1995. In questi dieci anni Bergamo, che di mestiere faceva l\u2019operaio e conduceva una vita apparentemente tranquilla accanto ai genitori anziani, ha ammazzato tutte ragazze giovani. La prima, Marcella Casagrande, era una vicina di casa e aveva solo quindici anni quando \u00e8 morta. Tranne la\u00a0quarantunenne Annamaria Cipolletti, tutte le altre vittime erano di et\u00e0 compresa tra i diciannove e i ventiquattro anni. Si tratta di\u00a0Renate Rauch, Renate Troger e Marika Zorzi, morte nel 1992 a distanza di pochi mesi l\u2019una dall\u2019altra.Precedentemente, in quell\u2019anno, il killer sub\u00ec l\u2019asportazione di un testicolo.\u00a0Menomazione che, unita a problemi di impotenza sessuale, accrebbe la sua rabbia e il suo odio verso le donne.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">MAURIZIO MINGHELLA<\/h4>\n<p>Maurizio Minghella, detto anche \u201cil mostro del Valpolcevera\u201d o il \u201ckiller delle prostitute\u201d, \u00e8 ancora in carcere per aver violentato e ucciso cinque donne, tra le quali una quattordicenne, tra la primavera e l\u2019autunno del 1978. Classe 1958 ed ex pugile, \u00e8 stato condannato a 131 anni di carcere per aver commesso una serie di dieci omicidi di\u00a0prostitute\u00a0avvenuti fra il\u00a01996\u00a0e il\u00a02001\u00a0a\u00a0Torino,\u00a0quando era in stato di semilibert\u00e0. L\u2019ultima delle sue vittime ad essere identificata \u00e8 stata, nel febbraio del 2017,\u00a0Floreta Islami, 29 anni,\u00a0strangolata a Rivoli, cittadina in provincia\u00a0di Torino, il 14 febbraio del 1998. Il caso \u00e8 stato riaperto dopo gli esiti degli esami sulle tracce biologiche rinvenute sulla sciarpa utilizzata come arma del delitto. I risultati hanno confermato la corrispondenza con il profilo genetico di Maurizio Minghella.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">MILENA QUAGLINI<\/h4>\n<p>Tra la ristretta cerchia delle donne serial killer della storia d\u2019Italia (forse \u00e8 meglio dire di quelle conosciute), troviamo Milena Quaglini, classe 1957, nata in una modesta famiglia della provincia pavese.<br>\nIl padre era violento, sia con lei che con la madre. Milena riusc\u00ec ad andarsene di casa, a diplomarsi e trovare lavoro come contabile. Conobbe quello che fu il suo primo marito, da cui ebbe un figlio. Peccato che l\u2019uomo era malato di diabete e mor\u00ec prematuramente.<br>\nCapace e intelligente al di sopra della media, Milena divent\u00f2 in poco tempo caporeparto del centro commerciale di Pavia. L\u00ec incontr\u00f2 Mario, anche lui separato, anche lui pi\u00f9 vecchio di dieci anni. Nel 1992 Milena era di nuovo incinta. Quando la bimba nacque suo marito cominci\u00f2 a mostrare insofferenza verso Dario,il figlio di lei, tanto da confinarlo a dormire in garage. La famiglia dalla quale Milena era scappata da giovane, per ironia della sorte si riform\u00f2, identica, attorno a lei. Mario divenne violento e lei cominci\u00f2 a bere. Quando nacque anche la seconda figlia la situazione era ormai drammatica: Mario non riusciva a tenersi un lavoro, era pieno di debiti.<br>\nMilena se ne and\u00f2 di casa e trov\u00f2 un lavoro come addetta alle pulizie in una palestra. I soldi erano sempre pochi, cos\u00ec quando incontr\u00f2 Giusto Dalla Pozza, 80 anni e lui le propose di pagarla perch\u00e9 lo accudisse, lei accett\u00f2. Dalla Pozza sembrava molto sensibile ai suoi problemi finanziari, tanto che le propose un prestito di quattro milioni di lire. Un giorno, per\u00f2, quell\u2019uomo disinteressato le chiese indietro il denaro. \u201cCosa pensi che ti abbia dato i soldi a fare? Sei una stupida, non hai capito niente\u201d. La afferr\u00f2 per un braccio e la spinse sul letto, tentando di violentarla. Milena prese una lampada e lo colp\u00ec forte, cos\u00ec forte che cadde a terra in un lago di sangue. Fugg\u00ec. Poche ore dopo torn\u00f2 sul luogo del delitto, completamente cambiata, consapevole, pronta a gestire le conseguenze di ci\u00f2 che aveva fatto. Avvert\u00ec la polizia spiegando di aver trovato l\u2019anziano a terra, forse vittima di un\u2019aggressione o una rapina. La storia venne archiviata come incidente. Milena torn\u00f2 dal suo carnefice, dal marito Mario. L\u2019uomo accett\u00f2 di riprenderla in casa, ma dopo un po\u2019 ricominciarono i maltrattamenti. Fino a una notte, quando, dopo le ennesime botte, mentre il marito dormiva, lo soffoc\u00f2, avvertendo lei stessa i carabinieri.<br>\nCondannata a una pena ridotta per seminfermit\u00e0 mentale, Milena, una volta uscita, non sapeva dove andare, cos\u00ec rispose ad un annuncio sul giornale, da parte di un uomo separato che cercava una convivente. \u00c8 cos\u00ec che Milena incontr\u00f2 Angelo Porrello, pregiudicato\u00a0per abusi sessuali su minori, la sua terza vittima. Dopo che l\u2019uomo la stupr\u00f2, mise del veleno nel suo caff\u00e8 e lo avvelen\u00f2.<br>\nA questo punto per Milena si aprirono le porte del carcere di Vigevano. Confess\u00f2 tutto sostenendo che non era un\u2019assassina, ma una vittima. \u201cQuando qualcuno reagisce male, io reagisco peggio\u201d disse la pluriomicida Milena Quaglini, che nella sua cella del carcere femminile sembrava aver ritrovato serenit\u00e0. Dipingeva tranquilla, diligente, tanto che i terapeuti erano ormai convinti che stesse progredendo nel recupero. Finch\u00e9 una mattina fu trovata morta nella sua cella: si era impiccata con un lenzuolo, lasciando un biglietto di scuse ai suo figli: \u201cPerdonatemi, non ce la faccio pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p><i>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice: <\/i><a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\"><i>clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/i><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice: un viaggio tra i fatti oscuri dell&#8217;attualit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":17675,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[106259],"class_list":["post-534522","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/534522","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17675"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=534522"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/534522\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=534522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=534522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=534522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}