{"id":533726,"date":"2021-07-04T10:00:31","date_gmt":"2021-07-04T08:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=533726"},"modified":"2021-07-16T12:15:11","modified_gmt":"2021-07-16T10:15:11","slug":"savona-vista-dagli-occhi-del-forte-della-madonna-degli-angeli-lemozione-della-storia-a-pochi-passi-dal-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/07\/savona-vista-dagli-occhi-del-forte-della-madonna-degli-angeli-lemozione-della-storia-a-pochi-passi-dal-presente\/","title":{"rendered":"Savona vista dagli occhi del Forte della Madonna degli Angeli: l&#8217;emozione della storia, a pochi passi dal presente"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. Quando arriviamo lass\u00f9, <strong>Savona \u00e8 una manciata di tetti e strade sparpagliate qua e l\u00e0<\/strong>. Il mare ne colora lo sfondo di un azzurro cos\u00ec carico che, a guardarlo da vicino, non te ne rendi conto. In cima a via alla Str\u00e0, tutto cambia. C\u2019\u00e8 una striscia di sterrato, con un primo ingresso. Poi la strada continua e arrivi al secondo: il portale \u00e8 aperto.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_748\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_748\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Si entra. Ma in <strong>un luogo dove il tempo si \u00e8 fermato<\/strong>, dove ti imbatti nella storia, quella non troppo lontana. Dove sentimento e rispetto procedono insieme. Eh si, perch\u00e9 se il forte della Madonna degli Angeli potesse parlare, ne avrebbe di storie umane da raccontare: di guerra, sacrificio, paura, ideali, speranze, ingegneria.<\/p>\n<p><strong>Storie di militari, di gente che qui ha combattuto e perso anche la vita. Partigiani uccisi dai nazifascisti<\/strong>. Un muro ne parla, con i colpi di proiettile. Traiettoria di morte. I buchi li conti. E ti si gela il sangue.<\/p>\n<p>Questa si chiama storia, e la si pu\u00f2 sfiorare su una collina alle spalle della citt\u00e0. Una rampa, postazioni di cannoni, torrette telemetriche, cemento armato, ferro battuto, porte blindate, polveriera, un ponte levatoio inghiottito dal tempo. C\u2019\u00e8 la nostra formidabile guida: <strong>Claudio Arena, esploratore, infaticabile<\/strong>. Casco in testa, torcia e Runa: meraviglia di Jack Russell che ha imparato bene dal padrone e si districa con grande agilit\u00e0 nei cunicoli bui. C\u2019\u00e8 anche il suo omologo, Iseo, ma lui \u00e8 come la cronista: prudente, meno abituato, ma curioso.<\/p>\n<p>Si parte e cos\u00ec entriamo in questo pezzo del nostro passato. Claudio ne sa di questi posti: la sua pagina Facebook, Savona Sotterranea, \u00e8 nata apposta. La struttura in parte di mattoni, in parte di cemento armato,<strong> sovrasta imponente Savona dalla fine dell\u2019Ottocento<\/strong>. Fu costruita nel 1881 dai Savoia. <strong>Attiva nella Prima e Seconda Guerra Mondiale<\/strong>. La batteria faceva parte di un sistema difensivo della costa e della rada di Savona e Vado.<\/p>\n<p>Due piani: quello dedicato alla zona per le munizioni e alle stalle e quello, il secondo, dove ci sono le postazioni per sei obici, poi sostituiti dai cannoni. Qui ci sono anche le stazioni telemetriche. <strong>Viaggio nei meandri di questa fortezza dal grande impatto architettonico ed emotivo<\/strong> che ospita nel cortile una lapide in ricordo di chi qui \u00e8 stato ucciso.<\/p>\n<p>Il tempo scorre e di cose da vedere ce ne sono, soprattutto da ascoltare. <strong>Parlano anche i muri dei locali dove le scritte si leggono perfettamente<\/strong>. Parla la nostra guida che ci tende la mano e ci porta a guardare Savona dalla sommit\u00e0 del forte. Che spettacolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storie di militari, di gente che qui ha combattuto e perso anche la vita. 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