{"id":533370,"date":"2021-07-05T10:46:57","date_gmt":"2021-07-05T08:46:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=533370"},"modified":"2021-07-05T18:04:19","modified_gmt":"2021-07-05T16:04:19","slug":"effetto-lockdown-e-quella-mancanza-di-ascolto-che-ha-fatto-male-ai-giovani-avevano-bisogno-di-qualcuno-ma-adulti-assenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/07\/effetto-lockdown-e-quella-mancanza-di-ascolto-che-ha-fatto-male-ai-giovani-avevano-bisogno-di-qualcuno-ma-adulti-assenti\/","title":{"rendered":"Effetto lockdown e quella mancanza di ascolto che ha fatto male ai giovani: \u201cAvevano bisogno di qualcuno, ma adulti assenti\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>Savona<\/strong>. \u201c<strong>Incapacit\u00e0 di mettere uno spazio tra emozione e azione<\/strong>\u201d. E\u2019 questa la spiegazione della dottoressa <strong>Stefania Lanaro<\/strong>, psicologa e psicomotricista dell\u2019associazione Il Bucaneve odv, al consistente numero di aggressioni a cui abbiamo assistito in provincia negli ultimi due mesi.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_143\" style=\"\">\n                                                    <script>\n                                (function() {\n                                    const slotElementId = \"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_143\";\n                                    const slotElement = document.getElementById(slotElementId);\n\n                                    if (!slotElement || slotElement.offsetParent === null) {\n                                        if (slotElement) {\n                                            slotElement.remove();\n                                        }\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    if (typeof googletag !== \"object\" || !googletag.cmd) {\n                                        return;\n                                    }\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        const slot = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], slotElementId).\n                                            defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                            addService(googletag.pubads());\n                                        slot.setConfig({\n                                            targeting: {\n                                                Sezione: [edinet_get_sezioni_dfp()],\n                                                Sito: [edinet_get_site_dfp()]\n                                            }\n                                        });\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = slot;\n                                    });\n                                })();\n                            <\/script>\n                                            <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\"><strong>Quasi 30 gli episodi di \u201cviolenza\u201d che si contano dal 26 aprile<\/strong>, giorno nel quale la Liguria \u00e8 diventata zona gialla, fino a questi giorni. Facendo una media si pu\u00f2 dire che questi fatti, di cui due sono presunte violenze sessuali, si sono verificati una volta ogni due giorni. La maggior parte vedono coinvolti ragazzi e avvengono come effetto dell\u2019alcool e vedono come \u201cvittime\u201d le forze dell\u2019ordine che si trovano a fare controlli, altri coetanei o, ancora, chi \u201ccapita a tiro\u201d.<\/p>\n<p>Non solo attraverso la violenza fisica, ma anche la violenza verbale \u00e8 un fenomeno che \u00e8 sempre pi\u00f9 in aumento, tra cui il noto \u201cbody shaming\u201d attraverso il quale si scarica la rabbia interiore verso il prossimo attaccando l\u2019aspetto che pi\u00f9 \u00e8 visibile, quello fisico: \u201cSei anoressica, sei grassa, sei brutta\u201d.<\/p>\n<p>Non tutti per\u00f2 si sfogano in questo modo,<strong> alcuni fanno l\u2019esatto opposto<\/strong>: \u201cCi sono, molto pi\u00f9 silenziosi, quelli che si <strong>rinchiudono in s\u00e9 stessi<\/strong> e non escono pi\u00f9 di casa perch\u00e9 in quel luogo si sentono protetti e non giudicati. La loro violenza non si ripercuote sull\u2019altro ma su s\u00e9 stessi ad esempio attraverso l\u2019autolesionismo o la chiusura in s\u00e9 stessi. Fenomeno <strong>meno evidente ma grave alla stessa misura<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa difficolt\u00e0 della nostra epoca \u00e8 l\u2019<strong>accettazione di tutto ci\u00f2 che si presenta come diverso<\/strong>: gli omosessuali, le persone provenienti da un\u2019altra nazione, i ragazzi affetti da disabilit\u00e0. Questa cattiveria esiste perch\u00e9 non siamo riusciti a diventare grandi \u2013 spiega Lanaro -. Ormai <strong>siamo abituati \u2018a nascere al primo dolore\u2019<\/strong>. Questo comporta l\u2019abitudine ad avere tutto e subito. Basta pensare alla spesa, se mi serve qualcosa, apro il pc, cerco nel negozio virtuale di Amazon e dopo poche ore ho quello che cerco recapitato direttamente a casa a sforzo zero\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">Effetto lockdown?<\/h4>\n<p>Alcuni sostengono che il disagio crescente accusato dai giovani e dagli adulti sia dovuto alla costrizione di dover rimanere chiusi in casa e, per i primi, alla mancanza della scuola, invece, per i secondi, alla perdita del lavoro o a una diminuzione consistente della propria attivit\u00e0. Secondo Lanaro il malcontento e la rabbia sono <strong>sentimenti preesistenti<\/strong>, forse latenti, a questo periodo che<strong> il lockdown ha esacerbato<\/strong>. Sicuramente, la problematica della mancanza di lavoro \u00e8 una questione fondamentale, per quanto riguarda i giovani \u201cnel lockdown c\u2019\u00e8 stata l\u2019abdicazione degli adulti attraverso un trasferimento di colpe allo \u2018Stato\u2019 invece di assumersi la responsabilit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Non \u00e8 mancata l<strong>\u2019illusione di poter sostituire i rapporti umani reali a quelli virtuali<\/strong>, dietro a uno schermo, di tablet, pc o smartphone, credendo che fosse la stessa cosa: un \u201cperfetto succedaneo\u201d si pensava. Ma in questi rapporti <strong>viene meno non solo il contatto fisico<\/strong> ma anche, e soprattutto, <strong>il contatto visivo<\/strong>, non meno importante. I social network hanno fatto da gabbia di risonanza a questo fenomeno: durante il confinamento le persone si incontravano solo sui social dove, ovviamente, \u201cla selezione dei contenuti \u00e8 studiata e la realt\u00e0 non \u00e8 come appare\u201d.<\/p>\n<p>Un periodo che ha fatto da<strong> incubatore di sentimenti<\/strong>, prevalentemente <strong>negativi<\/strong>, soprattutto tra i pi\u00f9 giovani: \u201cIl periodo Covid ha aperto di pi\u00f9 le bocche, si sono incrementati moltissimo i casi di violenza e aggressione. I ragazzi non reggevano pi\u00f9 la Dad e i rapporti virtuali. <strong>Non erano guardati negli occhi da nessuno<\/strong> e facevano fatica a cogliere la passione dell\u2019insegnamento. Aspetto, in realt\u00e0, che sottolineava gi\u00e0 prima\u201d.<\/p>\n<p><strong>Non sono le restrizioni<\/strong> e la conseguente limitazione di libert\u00e0 che questo periodo ha imposto a tutti i cittadini, giovani e anziani, di rinunciare alla vita a cui ognuno era abituato in precedenza ma il comportamento degli adulti nei confronti dei ragazzi <strong>a infastidire i giovani<\/strong>: \u201cQuando abbiamo chiesto ai ragazzi cosa li faceva arrabbiare, hanno parlato di <strong>rabbia rispetto a noi adulti perch\u00e9 siamo indifferenti e omertosi<\/strong>, perch\u00e9 il sistema scolastico e politico non va\u201d. Si sono, quindi, concentrati non tanto sulla mancanza di libert\u00e0 quanto sui difetti del \u201csistema\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">La coscienza collettiva<\/h4>\n<p>Una percezione che <strong>non pu\u00f2 essere ascrivibile solo ai postumi del lockdown<\/strong> ma che era gi\u00e0 presente nel periodo precedente, da una <strong>decina d\u2019anni<\/strong>, e deriva da un errore di impostazione: \u201c<strong>Invece di provare a scegliere delle strategie in un\u2019ottica collettiva<\/strong> \u2013 spiega Lanaro \u2013 secondo il principio \u2018ogni cosa che io faccio ricade sulla comunit\u00e0\u2019, abbiamo fatto credere ai nostri figli che il virus poteva essere<strong> combattuto in maniera individuale<\/strong>, se lo Stato dice di non uscire lo dice a te singolo cittadino\u201d.<\/p>\n<p>Per spiegare meglio quello che intende la psicologa con cui abbiamo parlato, Lanaro, fa un confronto, che non intende polarizzare l\u2019opinione ma esemplificare il concetto e sottolineare l\u2019importanza di quanto sia <strong>necessario uscire dall\u2019ottica individualista<\/strong>: \u201cI partigiani non erano mossi dalla volont\u00e0 di liberare pap\u00e0 e mamma ma lo Stato nella sua totalit\u00e0. I nostri ragazzi hanno la percezione che seguire le regole non sia fondamentale e questo li porta a trasgredire come soluzione individuale\u201d.<\/p>\n<p>Semplificando, il problema riguarda la<strong> mancanza del senso di appartenenza<\/strong> che ha portato a sviluppare in ognuno di noi quel senso, se si pu\u00f2 dire, egoistico: \u201cQuello che \u00e8 mancato \u00e8 stato pensare che <strong>\u00e8 la comunit\u00e0 che si deve salvare<\/strong>. La reazione \u00e8 stata di ribellione: \u2018Io se non rispetto le regole sono pi\u00f9 furbo\u2019. Non sono state accettate le regole di base che erano anche molto semplici, comportamento determinato dalla rabbia verso un nemico invisibile, non lo vediamo e quindi non esiste\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">E gli adulti dove sono stati?<\/h4>\n<p>Per uscire da questo vortice della mancanza di pensiero che produce rabbia, Lanaro suggerisce prima di tutto una necessaria <strong>messa in discussione da parte del mondo degli adulti<\/strong>: \u201cE\u2019 facile dire dove abbiamo sbagliato, ora dobbiamo modificare le situazioni e <strong>cambiare il nostro atteggiamento<\/strong>\u201d. Un cambio di passo non legato a tentativi casuali ma derivanti dall\u2019ascolto dei pi\u00f9 giovani. Perch\u00e9 \u00e8 proprio questo, la <strong>necessit\u00e0 di essere ascoltati<\/strong>, l\u2019esigenza degli adolescenti: \u201cHo bisogno di parlare con qualcuno\u201d.<\/p>\n<p>La strada verso l\u2019uscita potrebbe essere dare lo spazio di cui necessitano ai giovani: \u201c<strong>Dovremmo riunirci<\/strong>, ragazzi con adulti, ragazzi con anziani, anziani e adulti. Cos\u00ec, con il<strong> confronto<\/strong>, potremmo cominciare a trovare un punto di incontro e a pensare qualche spunto condiviso <strong>risolvere i conflitti interni alla societ\u00e0<\/strong> e riuscire a creare anche quel senso di comunit\u00e0 che sta venendo sempre meno\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">Troppo istinto e poco pensiero<\/h4>\n<p>\u201cSta venendo sempre meno il rispetto per la persona. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 un \u2018pensiero in mezzo\u2019. Ma forse sarebbe necessario <strong>ripristinare<\/strong> quella che era l\u2019<strong>educazione civica<\/strong> e insegnamento della religione a scuola che riguardava le regole di vita e il rispetto, anche se questo<strong> aspetto deve essere curato dalla famiglia<\/strong>. La nostra guida ora \u00e8 diventata la ricerca della perfezione che altrimenti suscita un senso di insicurezza e vergogna\u201d.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 in questo clima che <strong>aumenta<\/strong>, a livello nazionale, il<strong> numero delle persone che frequentano le \u201cstanze della rabbia\u201d<\/strong>, costruzioni apposite dove la gente si reca per distruggere oggetti, personali o forniti, per sfogare la tensione accumulata per le pi\u00f9 svariate ragioni: \u201cCos\u00ec scaricano la rabbia e si sfogano, ma bisogna trovare altre strategie e affrontare questi sentimenti negativi senza averne paura all\u2019origine\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCi stiamo comportando come degli <strong>incoscienti e non ce ne stiamo rendendo conto<\/strong>. Ci guardiamo intorno e rimaniamo frastornati dall\u2019atteggiamento dei giovani che prima si ubriacano e poi si menano. Ma forse non <strong>dovremmo capire la motivazione che c\u2019\u00e8 dietro a questo comportamento<\/strong>? Ho bisogno di picchiare per sentire chi sono, \u00e8 qualcosa di sconvolgente\u201d.<\/p>\n<p>Ma non solo un comportamento tipico dei giovani, ma una modalit\u00e0 diversa di manifestarlo anche per gli adulti: \u201cRimaniamo <strong>frastornati davanti a questi atti di violenza<\/strong>, ma <strong>noi adulti facciamo le stesse cose<\/strong> solo in modo diverso. Gli adulti prevalentemente<strong> litigano<\/strong> anche per le questioni pi\u00f9 banali: mi \u00e8 stata fregato il parcheggio allora do in escandescenze. Ma il concetto \u00e8 lo stesso: non ho quello che voglio, faccio uscire la rabbia senza freni\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">La possibile via d\u2019uscita<\/h4>\n<p>\u201cLa strada da percorrere \u00e8 <strong>sfruttare l\u2019intelligenza creativa<\/strong>\u201d. Ma che cos\u2019\u00e8? La capacit\u00e0 di risolvere le situazioni cavalcando i problemi e sfruttando l\u2019<strong>ironia<\/strong> combinata con l\u2019<strong>ingegno<\/strong>. Per farsi capire meglio, Lanaro, porta come esempio, da applicare non per aggirare le norme per\u00f2, la reazione dei cittadini di Napoli dopo l\u2019introduzione dell\u2019obbligo di allacciare la cintura di sicurezza sulle auto: avevano subito fatto stampare delle magliette con la cintura disegnata. Un aneddoto che fa fare un sorriso e pensare \u201csempre i soliti\u201d, ma se davvero questa abilit\u00e0 venisse spesa per rispettare la legge e cavalcare i fatti negativi trasformandoli in occasioni?<\/p>\n<p>\u201cIn questo periodo abbiamo <strong>cercato molte colpe additando i pi\u00f9 svariati colpevoli ma mai ci siamo posti il problema di cercare soluzioni<\/strong>\u201d. Ricordiamo tutti \u201cl\u2019andr\u00e0 tutto bene\u201d degli esordi che \u00e8 sfociato in un \u201cS\u00ec, ma quando?\u201d. \u201cMi ha colpito l\u2019ottica in cui abbiamo affrontato la questione fin da subito. Inverno tutti chiusi, nell\u2019estate liberi tutti e poi il problema \u00e8 tornato con la seconda chiusura dove invece di pensare a che cosa poteva succedere ancora, perch\u00e9 un virus non \u00e8 una cosa che sparisce da un momento all\u2019altro e non lo abbiamo elaborato nel primo lockdown\u201d.<\/p>\n<p>\u201cContinuiamo a creare contenuti da proporre nelle scuole in cui presentiamo i divieti, questo si fa e quello non si fa, la polizia postale fa lavoro interessantissimo per quanto riguarda la sicurezza della navigazione in rete e la divulgazione di contenuti. Ma <strong>stiamo costruendo delle case dal tetto<\/strong>. Dovremmo<strong> lavorare per aiutarli a capire loro chi sono<\/strong>, a rispettare loro stessi partendo cos\u00ec dalla base\u201d.<\/p>\n<p>Da questa esigenza deriverebbe anche il <strong>rispetto tra i sessi<\/strong>, recentemente sono due i casi di presunta violenza sessuale di gruppo: \u201cNon \u00e8 un problema di difetti dell\u2019educazione sessuale nelle scuole ma riguarda la <strong>capacit\u00e0 dei genitori di ricoprire il loro ruolo<\/strong>. La prima cosa da metabolizzare \u00e8 <strong>sapere e capire che ci sono dei limiti oltre ai quali non posso andare<\/strong>: non vado a 150 km\/h sull\u2019Aurelia perch\u00e9 metto in pericolo oltre la mia vita anche quella degli altri\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOvviamente la maggior parte delle persone, di cui non si parla perch\u00e9 non fanno scalpore, riescono a gestire i sentimenti negativi e sfogarsi passando tempi con gli amici, nella lettura, praticando sport. Dobbiamo <strong>diventare tutti responsabili delle nostre azioni<\/strong>. Solo cos\u00ec potremmo migliorare la societ\u00e0 nella quale viviamo. <strong>Nulla ci \u00e8 dovuto<\/strong> \u2013 conclude Lanaro \u2013 <strong>ma tutto va <\/strong>\u2018<strong>guadagnato<\/strong>\u2018 e affrontato e si pu\u00f2 ottenere solo con gli sforzi che cos\u00ec hanno anche un sapore diverso. Al tempo stesso per permettere questo \u00e8 necessario guidare i figli e non lasciarli decidere gi\u00e0 da piccoli, anche nelle scelte pi\u00f9 banali\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo intervistato Stefania Lanaro, psicologa e psicomotricista<\/p>\n","protected":false},"author":20734,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,56,119418],"tags":[],"class_list":["post-533370","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-altre","category-speciali","post_cat_citta-savona","post_tag_personaggi-stefania-lanaro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/533370","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/20734"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=533370"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/533370\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=533370"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=533370"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=533370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}