{"id":533156,"date":"2021-06-30T08:00:16","date_gmt":"2021-06-30T06:00:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=533156"},"modified":"2021-06-29T09:42:32","modified_gmt":"2021-06-29T07:42:32","slug":"le-gorgoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/06\/le-gorgoni\/","title":{"rendered":"Le Gorgoni"},"content":{"rendered":"<p>\u201cPerseo, che leva alta la testa di Medusa col suo corpo patetico contorto ai suoi piedi, \u00e8 l\u2019epitome della tristezza, e mi fece pensare al mistico verso di Oscar Wilde: \u00abPerch\u00e9 ogni uomo uccide ci\u00f2 che ama\u00bb. Nella lotta di quell\u2019eterno mistero, il bene e il male, il suo scopo era stato raggiunto\u201d (Charlie Chaplin) Pu\u00f2 apparire inattesa una simile affermazione se espressa da Charlie Chaplin ma, riflettendo pi\u00f9 profondamente, pu\u00f2 essere letta come la prova che, indipendentemente da chi siamo, da quale attivit\u00e0 svolgiamo, da quanto ne siamo consapevoli, \u201cnon gli uomini raccontano miti \u2013 per ricorrere alle parole di Claude L\u00e9vi Strauss \u2013 bens\u00ec i miti raccontano gli uomini\u201d. Come potrebbe essere altrimenti, mi permetto di aggiungere, se il mito \u00e8 la radice profonda alla quale attinge l\u2019umanit\u00e0 ritrovandola in se stessa ogni qual volta si avventura alla ricerca del \u201csenso\u201d? Ebbene, uno dei miti pi\u00f9 complessi ed affascinanti della cultura greca \u00e8 sicuramente quello delle Gorgoni e, mi sembra, possa raccontare di s\u00e9 e di noi ancora molto, specie se lo si prova ad osservare da \u201cun altro punto di vista\u201d.<\/p>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_11\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_11\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_11').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_11\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">Il mito greco ci descrive le Gorgoni come mostri, cio\u00e8 esseri \u201cdiversi\u201d, non necessariamente orribili ma di certo inquietanti, infatti rappresentavano il concetto di \u201cperversione\u201d: Euriale rappresentava la perversione sessuale, Steno la perversione morale e Medusa la perversione intellettuale. Le tre sono figure \u201cfemminili\u201d non a caso, ovviamente, poich\u00e9 sono contrapposte all\u2019istituzionalit\u00e0 ortodossa del potere convenzionale, il \u201cmaschile\u201d, appunto. Sono consapevole che anche solo questa affermazione richiederebbe una ampia trattazione che, in questo ambito, sono costretto a lasciare a margine, ci basti, per ora, riconoscere nel ruolo del potere istituzionale il \u201cmaschile\u201d ed in quello archetipico il \u201cfemminile\u201d. Aspetto fondamentale \u00e8 anche il luogo di elezione delle Gorgoni, esse abitavano la linea di confine, quel topos senza luogo che segna la misteriosa demarcazione tra il Caos ed il Logos, tra l\u2019essere inconoscibile che continua ad abitarci e la zona rassicurante della coscienzialit\u00e0 razionale. Quanto sarebbe ancora affascinante soffermarci nel giardino delle Esperidi e comprendere la ragione o la \u201cciarliera e silenziosa arazionalit\u00e0\u201d del loro mistero che si colloca tra il mondo degli uomini e l\u2019assoluto altrove \u2026 ma torniamo alle Gorgoni. Delle tre Medusa \u00e8 la pi\u00f9 nota, la loro regina eppure la sola mortale ed \u00e8 di lei che proviamo ad occuparci.<\/p>\n<p>Faccio tesoro delle competenze della professoressa Elena Rossi, amica e attenta studiosa, che in una recente conversazione rispondeva ai miei dubbi circa la molteplice interpretazione dell\u2019etimologia del nome di Medusa affermando che fosse interpretabile \u201ccon la comune origine di \u201d medo\u201d (proteggo, controllo) e \u201cmedomai\u201d (penso, escogito) dalla medesima radice indoeuropea \u201cmed-mod\u201d, radice che rinvia, come \u00e8 evidente in tutti i derivati, al sacro o al magico. \u00c8 una radice analoga a quella sanscrita \u201cmedha\u201d, relativa alla sapienza \u2013 aggiungendo con acuta provocazione intellettuale \u2013 \u00e8 anche rilevante sottolineare che almeno quattro grandi nomi del mito greco hanno origine da medomai: Medea, Epimeteo, Prometeo e, ovviamente, Medusa\u201d. In effetti le ricostruzioni etimologiche del nome Medusa la presentano come: \u201ccolei che domina\u201d; \u201ccolei che escogita\u201d; \u201ccolei che protegge\u201d. Indubbiamente una figura particolarmente complessa e gravida di potenzialit\u00e0 immense, intrisa di enorme potere, eppure, fra le sorelle, l\u2019unica soggetta ad invecchiare, cio\u00e8 una divinit\u00e0 dall\u2019illimitato potere ma consapevole della propria precariet\u00e0! Quanto pi\u00f9 prossima alla natura dell\u2019uomo rispetto agli dei olimpici ed a qualsiasi alta forma del divino! Scrive di lei Esiodo nella Teogonia: \u201cquesta era mortale, immortali e di vecchiaia ignare\/ le altre due; ma con essa sola si giacque l\u2019Azzurrocrinito\/ nel molle prato e tra i fiori di primavera\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 importante interrogarsi: chi protegge e da chi? Il suo pensiero \u00e8 accostabile alla logica che guida il pensiero convenzionale? La sua sapienza \u00e8 quella che noi chiamiamo conoscenza scientifica? No, Medusa rappresenta tutt\u2019altro, non sarebbe cos\u00ec spaventosa, altrimenti, non sarebbe stato necessario decapitala, non sarebbe stato inviato a tale compito un eroe protetto addirittura da Atena \u2026 ma andiamo per ordine. Intanto \u00e8 bene conoscere chi sia l\u2019Azzurrocrinito esiodeo e per quale ragione sia tanto rilevante che questi si sia unito con Medusa. Si tratta del dio del mare, il potente Poseidone, ma va precisato che il suo gesto viene narrato in quasi tutte le forme del mito non come atto condiviso ma come violenza del dio sulla giovane e bellissima fanciulla, non solo, l\u2019abuso venne consumato in un tempio sacro ad Atena. Da qui l\u2019ira della dea che, come accade ai potenti, non si accan\u00ec contro il vero responsabile del sacrilegio, Poseidone, ma pun\u00ec chi aveva subito l\u2019offesa, la bella e giovane Medusa, trasformandola in un mostro dai capelli serpentini e con due orribili zanne che le spuntano dalla bocca ma capace di pietrificare con lo sguardo. \u00c8 interessante la lettura che H\u00e9l\u00e9ne Cixous ci presenta del mito nel suo \u201cIl riso di Medusa\u201d: afferma che la punizione subita dalla giovane sia la conseguenza della sua resistenza al potere ed alla sua forma pi\u00f9 abominevole, essa, infatti, lotta con tutte le sue forze di mortale contro la violenza di Poseidone. Ma se il dio del mare pu\u00f2 essere interpretato come il potere ottuso e prevaricante delle brame maschili che \u201cgiustificano\u201d il possesso della pi\u00f9 fragile e abusabile Medusa, come decodificare la reazione tanto esasperata di Atena?<\/p>\n<p>Mi rendo conto di aver gi\u00e0 abusato della pazienza di chi mi legge e rinvio, per provare a concludere questa riflessione, al prossimo incontro nel quale spero di riuscire a spiegare il fraintendimento di cui \u00e8 vittima la mia \u201cGorgone preferita\u201d: sono convinto, infatti, che non sia lei l\u2019elemento pesante ed antitetico alla \u201cleggerezza\u201d celebrata anche da Calvino proprio contrapponendola alla gravit\u00e0 di Medusa, al contrario, la sclerotica e grave staticit\u00e0 della pietra \u00e8 nel terrore di chi si riflette nel suo sguardo. Affermazione che, mi sembra evidente, necessita di un ampio chiarimento.<\/p>\n<p><em>Per un Pensiero Altro\u00a0\u00e8 la rubrica filosofica\u00a0di IVG, a cura di Ferruccio Masci, in uscita ogni mercoled\u00ec.<br>\nPerch\u00e8 non provare a consentirsi un \u201caltro\u201d punto di vista? Senza nessuna pretesa di sistematicit\u00e0, ma con la massima onest\u00e0 intellettuale, il curatore, che da sempre ricerca la libert\u00e0 di pensiero, ogni settimana propone al lettore, partendo da frasi di autori e filosofi, \u201ctracce per itinerari alternativi\u201d. Per quanto sia possibile a chiunque, in quanto figlio del proprio pensiero.<br>\n<a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/per-un-pensiero-altro\/\">Clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Per un Pensiero Altro&#8221; \u00e8 la rubrica filosofica di IVG: ogni mercoled\u00ec, partendo da frasi e citazioni, tracce per &#8220;itinerari alternativi&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":18922,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[99780],"class_list":["post-533156","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-per-un-pensiero-altro"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/533156","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/18922"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=533156"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/533156\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=533156"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=533156"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=533156"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}