{"id":531872,"date":"2021-06-19T14:00:53","date_gmt":"2021-06-19T12:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ivg.it\/?p=531872"},"modified":"2021-06-18T12:16:46","modified_gmt":"2021-06-18T10:16:46","slug":"i-dieci-serial-killer-piu-feroci-della-storia-ditalia-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging.ivg.it\/2021\/06\/i-dieci-serial-killer-piu-feroci-della-storia-ditalia-prima-parte\/","title":{"rendered":"I dieci serial killer pi\u00f9 feroci della storia d\u2019Italia (prima parte)"},"content":{"rendered":"<p>La storia italiana, soprattutto quella compresa tra gli anni Settanta e Duemila, \u00e8 macchiata dal sangue di vittime innocenti, che hanno avuto la sfortuna di incontrare sulla loro strada individui disturbati, in grado di uccidere con freddezza e senza rimpianti. Sono almeno dieci i serial killer pi\u00f9 feroci del nostro Paese, quelli che con i loro omicidi, procurati con armi da fuoco, fendenti o veleni, hanno messo fine alla vita di decine di persone, uomini, donne e bambini, senza distinzione alcuna di genere o di et\u00e0, tenendo col fiato sospeso l\u2019opinione pubblica. Questi soggetti non si limitavano ad uccidere una sola volta, ma ripetevano i loro delitti, spesso utilizzando una firma che potesse contraddistinguerli e venendo etichettati come veri e propri mostri, prima che la giustizia facesse loro scontare la\u00a0pena che meritavano. Ecco i primi cinque dell\u2019elenco, le cui storie fanno rabbrividire ancora oggi.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">\u201cIL MOSTRO DI FIRENZE\u201d. PIETRO PACCIANI<\/h4>\n<div class=\"injected_element injected_element_1 inread_video_ad\"><div class=\"ads-container\">\n                        <div class=\"adunit\" data-name=\"PN-VIDEOINARTICLE-01\" id=\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_680\" style=\";\">\n                        <script>\n\n                                if (!(document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_680\").offsetParent === null)) {\n\n                                    googletag.cmd.push(function() {\n                                        GPT_Slots[GPT_Slots.length] = googletag.defineSlot(`\/${dfp_account_id}\/PN-VIDEOINARTICLE-01`, [320,180], 'div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_680').\n                                        defineSizeMapping(googletag.sizeMapping().addSize([990, 0], [[600,337]]).addSize([0,0], [[320,180]]). build()).\n                                        addService(googletag.pubads()).\n                                        setTargeting(\"Sezione\", [edinet_get_sezioni_dfp()]).\n                                        setTargeting(\"Sito\", [edinet_get_site_dfp()]);\n                                    });\n\n                                } else {\n\n                                    document.getElementById(\"div-gpt-ad-PN-VIDEOINARTICLE-01_680\").remove();\n\n                                }\n\n\n                        <\/script>\n                    <\/div>\n                <\/div><\/div><p data-insertion=\"1\" data-new=\"1\" data-parent-tag-name=\"body\">\u00c8 stato un orrore durato diciassette anni quello messo in pratica da Pietro Pacciani, noto anche come \u201cil mostro di Firenze\u201d ed i suoi \u201ccompagni di merende\u201d, tra cui il portalettere Mario Vanni. I due sono stati accusati da un terzo membro del gruppo,\u00a0Giancarlo Lotti, detto Katanga, che ha confessato di aver assistito alle uccisioni architettate e messe in atto dagli altri due.\u00a0Dal 1968 al 1985 hanno compiuto otto duplici omicidi, insanguinando le campagne toscane. Vittime favorite erano le coppiette che si\u00a0appartavano in macchina tra gli alberi. Pacciani \u00e8 morto nel 1998 alla vigilia del processo, proprio mentre attendeva ancora la sentenza di una vicenda che nasconde molti misteri irrisolti. I primi ad essere uccisi, nell\u2019agosto del 1968, furono Barbara Locci, 32 anni, e il suo amante, Antonio Lo Bianco, di 29. Il figlio della donna, Natalino Mele, al momento dell\u2019omicidio si trovava sul sedile posteriore dell\u2019auto dove i due si erano appartati. Unico testimone del fatto, affermer\u00e0 in seguito di non ricordare nulla di quella notte\u00a0a causa di \u201cstrani vuoti di memoria\u201d. Nel 2009 \u00e8 morto per cause naturali l\u2019altro killer, Vanni, condannato a vita per quattro di quei duplici delitti.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">IL \u201cMOSTRO DI FOLIGNO.\u201d LUIGI CHIATTI<\/h4>\n<p>Andava a caccia di bambini quest\u2019altro \u201cmostro\u201d, Luigi Chiatti, meglio conosciuto come, appunto, il \u201cmostro di Foligno\u201d, che sta ancora scontando la pena di trent\u2019anni in carcere per i delitti commessi.\u00a0Nato\u00a0orfano e in seguito prelevato dall\u2019istituto dove ha vissuto nei primi anni della sua vita, nel 1992 uccide la sua prima vittima,\u00a0Simone Allegretti, quattro anni e mezzo, che scompare nel nulla nella campagna fra Foligno e Bevagna. In seguito si scoprir\u00e0 che Luigi\u00a0aveva attirato il bimbo\u00a0con un pretesto, lo aveva portato a casa, abusando di lui. Quando il piccolo aveva cominciato a piangere prima lo aveva stordito soffocandolo, per poi finirlo con due coltellate alla gola. Nel 1993 tocca a Lorenzo Paolucci, 13 anni: lo finisce con sei fendenti al collo, si masturba davanti al cadavere e poi lo getta dalla finestra, ma il delitto non \u00e8 architettato alla perfezione come la prima volta. Cos\u00ec viene individuato dalle forze dell\u2019ordine e arrestato. Chiatti non si \u00e8 mai pentito delle atrocit\u00e0 commesse.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">ROBERTO SUCCO<\/h4>\n<p>Ha cominciato con l\u2019uccidere i suoi genitori all\u2019et\u00e0 di 19 anni Roberto Succo, il serial killer dagli occhi di ghiaccio, vittima di s\u00e9 stesso, del disturbo schizofrenico che lo ha tormentato tutta la vita. Dopo essere fuggito, ha seminato panico ed orrore nel resto d\u2019Europa. Nel 1987, ormai fuori dai confini italiani, si dedica ad ogni tipo di crimine, tra cui sequestri, rapine, violenze, e ancora omicidi: si introduce in una villa e violenta una ventitreenne, uccide\u00a0un brigadiere della Gendarmeria Nazionale Francese, un medico, un ispettore di polizia e due ragazze\u00a0di diciassette anni. L\u2019anno successivo \u00e8 arrestato a\u00a0Treviso. Si suicida nel 1998, a soli 27 anni, nel carcere di Reggio Emilia, asfissiandosi con il gas. La sua vicenda\u00a0ha esercitato una grande fascinazione nella memoria collettiva, tanto da ispirare l\u2019opera del drammaturgo francese Bernard-Marie Kolt\u00e8s, \u201cRoberto Zucco\u201d.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">GIANFRANCO STEVANIN<\/h4>\n<p>\u00c8 conosciuto come il \u201cmostro di Terrazzo\u201d Gianfranco Stevanin, ex agricoltore delle campagne in provincia di Verona. In uno dei suoi poderi vengono ritrovati i corpi senza vita di tre\u00a0donne, mentre nella sua abitazione sono rivenuti decine di oggetti a scopo sessuale e migliaia di foto pornografiche. A lui sono riconosciuti in tutto sei omicidi, compiuti nel 1994. Il killer confesser\u00e0 in seguito di non aver ucciso le sue vittime con premeditazione: pare siano morte durante rapporti sessuali estremi o per overdose da cocaina.<\/p>\n<h4 class=\"article_heading\">IL MOSTRO SENZA NOME DI UDINE<\/h4>\n<p>Ancora una volta, le vittime preferite del mostro sono donne. In questo caso, sole e spesso dedite alla prostituzione. Sono ben quattordici quelle ammazzate\u00a0a Udine da un killer che \u00e8 ancora senza volto. \u00c8 il 1971 quando si diffonde la notizia della morte di Irene Belletti, uccisa a coltellate e ritrovata nella sua auto nei pressi\u00a0di una\u00a0stazione, dove si era probabilmente appartata con il suo compagno. Un modus operandi, questo, che ricorda molto quello del \u201cmostro di Firenze\u201d. D\u2019altronde, gli anni sono pi\u00f9 o meno gli stessi. Anche gli altri tredici delitti che seguiranno quello di Irene, fino al 1989, saranno effettuati\u00a0nelle notti di pioggia. L\u2019assassino, in questo caso,\u00a0strazia\u00a0i corpi con la sua macabra firma: un taglio a forma di \u201cS\u201d che va dallo sterno al pube. Un taglio chirurgico che somiglia a quello praticato negli anni cinquanta dai ginecologi per eseguire il parto cesareo. Per questo i sospetti sono caduti su un uomo appartenente alla media borghesia cittadina, oltre ad essere un ex studente di medicina con problemi psichiatrici. Ma si tratta ancora di una ipotesi mai confermata.<\/p>\n<p><i>\u201cNera-mente\u201d \u00e8 una rubrica in cui parleremo di crimini e non solo, scritta da Alice: <\/i><a href=\"http:\/\/www.ivg.it\/tag\/nera-mente\/\"><i>clicca qui per leggere tutti gli articoli<\/i><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Nera-Mente&#8221; \u00e8 la rubrica di Alice: un viaggio tra i fatti oscuri dell&#8217;attualit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"author":17675,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45296,118826],"tags":[106259],"class_list":["post-531872","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-copertina","category-magazine","tag-nera-mente"],"amp_validity":null,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/531872","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/users\/17675"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/comments?post=531872"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/posts\/531872\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/media?parent=531872"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/categories?post=531872"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/staging.ivg.it\/ediapi\/wp\/v2\/tags?post=531872"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}